Gelephu è una smart city che integra agricoltura, infrastrutture e passato, valorizzando però cultura locale e connessione con la natura

(Foto: https://gmc.bt/)
Se c’è un Paese che ancora oggi, nel 2024, sembra uscito da una fiaba, è il Bhutan: incastonato tra Cina e India, questo regno buddista sull’Himalaya orientale è famoso per i monasteri, le fortezze e i panorami mozzafiato che spaziano dalle pianure subtropicali alle altissime montagne, dalle vallate ricoperte di foreste ai delta dei fiumi. Non è un caso che il Bhutan venga considerato “il Paese più felice del mondo”, e che le politiche interne siano tutte orientate a migliorare la qualità e lo standard di vita di chi lo popola. E, ancora, non è un caso che proprio in Bhutan, Paese in cui tradizione e innovazione convivono in una sorta di ‘bolla’ incontaminata, sia germogliata l’idea di creare una “Mindfulness City”, una smart city incentrata proprio sulla convivenza tra agricoltura e infrastrutture, modernità e storia, ingegneria e natura.
Mindfulness City: il progetto di Gelephu nel cuore dell’Asia storica
La città si chiama Gelephu e sorge nel Bhutan meridionale, e il progetto è stato svelato al popolo bhutanese nel corso del 116esimo discorso della Festa Nazionale del 17 dicembre 2023, da sua maestà il re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck: un nuovo polo economico nel primo Paese al mondo a emissioni negative di carbonio, un masterplan da 1000 chilometri quadrati ribattezzato “Mindfulness City”, la “Città della Consapevolezza”.
L’ambizioso progetto è stato affidato al Bjarke Ingels Group, spesso identificato con l’acronimo BIG, uno studio internazionale di architettura d’avanguardia e sperimentazione fondato nel 2005 da Bjarke Ingels a Copenaghen, in Danimarca. In collaborazione con la società di ingegneria Arup e con Cistri, Gelephu Mindfulness City è ispirata alla cultura bhutanese, ai principi dell’indice di felicità nazionale lorda (GNH, acronimo di Gross National Happiness) e alla forte eredità spirituale del Paese. La sua posizione strategica e la connettività con l’Asia meridionale e il Sud-est asiatico serviranno, nelle intenzioni degli ideatori, a gettare le basi per la futura crescita del Paese e a creare opportunità economiche per i suoi cittadini attraverso investimenti in tecnologia verde, istruzione e infrastrutture.

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Nella Mindfulness City una visione per la sostenibilità e la biodiversità
Il masterplan comprende un nuovo aeroporto internazionale, collegamenti ferroviari, una diga idroelettrica, spazi pubblici e uno specifico codice per le varie tipologie di edilizia locali, basato sui nove domini del GNH, il già citato indice di Felicità Interna Lorda coniato all’inizio degli anni 1970 dall’allora re del Bhutan, Jigme Singye Wangchuc: benessere psicologico, salute, istruzione, standard di vita, uso del tempo, diversità ecologica e resilienza, buona governance, diversità culturale e resilienza e vitalità della comunità.
Mindfulness City punta a tutelare la straordinaria biodiversità di un Paese al 70 per cento ricoperto di foreste, realizzando una serie di ecosistemi interconnessi e di quartieri modellati e sviluppati sulla base del flusso dei 35 fiumi, canali e torrenti che attraversano la smart city. Le varie zone saranno collegate da una serie di ponti che avranno funzioni culturali, educative, ricreative, ma anche infrastrutturali, tra cui un ospedale, un centro sanitario, un mercato coperto, un’università e il terminal del nuovo aeroporto internazionale.

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Un design urbano innovativo nonché ispirato ai principi del Mandala
I quartieri si svilupperanno su un’area di 1000 chilometri quadrati, dando vita a un peculiare disegno a nastro. La conformazione formerà dei terrazzamenti che scendono a cascata dalle colline alla valle, in cui si alternano elementi naturali, infrastrutture, servizi ai cittadini e agricoltura.
Ognuno degli undici quartieri è progettato in base ai principi del Mandala: sviluppandosi su una serie di tipologie ripetute organizzate simmetricamente attorno a uno spazio pubblico centrale, la città si allarga gradualmente, da piccoli edifici dispersi nel paesaggio a nord a insediamenti più grandi all’interno di un ambiente urbano a sud. Per proteggere lo sviluppo esistente e futuro dalle inondazioni nella stagione dei monsoni sono previste risaie lungo i fiumi e gli affluenti del sito, che corrono da nord a sud. In questo modo il fiume si potrà espandere naturalmente, e in caso di inondazioni non è necessario ricorrere a complessi sistemi ingegnerizzati per garantire la sicurezza. I fiumi fungeranno inoltre da corridoi di biodiversità per la flora e la fauna locali, lasciando le vie migratorie di elefanti e altri animali indisturbate.

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Ponti abitabili e zone multifunzionali: la Mindfulness City di Bjarke Ingles
“Il Masterplan di Gelephu dà forma alla visione di Sua Maestà di creare una città che diventi una culla per la crescita e l’innovazione pur rimanendo fondata sulla natura e la cultura bhutanesi”,
ha spiegato Bjarke Ingles, fondatore e creative director di BIG.
“Immaginiamo Mindfulness City come un luogo che non potrebbe esistere da nessun’altra parte. Dove la natura è valorizzata, l’agricoltura è integrata e la tradizione è viva e respira, non solo preservata ma anche evoluta. Plasmata dai corsi d’acqua, Gelephu diventa una terra di ponti, che collegano natura e persone, passato e futuro, locale e globale”.
Tra i ponti abitabili figura il Tempio-Diga di Sankosh, che
“incorpora i valori fondamentali della città in un paesaggio a cascata di gradini e pianerottoli, che come un Monastero di Taktsang del XXI secolo sarà un monumento alla possibilità divina di una presenza umana sostenibile sulla terra, trasformando l’ingegneria in arte e le forze della natura in potere”.

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Un modello globale di sostenibilità e tradizione nel Bhutan meridionale
Tutto, a Mindfulness City, richiama le antiche radici del Paese. Le strade hanno una pavimentazione a lastre permeabili, resistenti ma allo stesso tempo in grado di far filtrare le acque piovane nel terreno, i nuovi edifici saranno costruiti con materiali tipici del luogo, tra cui legno, pietra e bambù, e ispirati all’architettura locale. Le altezze saranno limitate a un massimo di 6 metri, riducendo la necessità di cemento o acciaio strutturali.
“Ispirata dalla cultura bhutanese di rispetto e compassione per gli altri e la natura, la Mindfulness City è progettata per migliorare i sistemi ecologici attraverso uno sviluppo urbano che collega flora e fauna, così come persone e idee”,
conclude Giulia Frittoli, partner di BIG.
“Diventa una testimonianza del legame inscindibile dell’umanità con la natura e un esempio globale di come costruire una presenza umana sostenibile sulla Terra”.
Che cosa è la Gelephu Mindfulness City che sarà realizzata in Bhutan
La smart city voluta da re Jigme Khesar Namgyel Wangchuck del Bhutan
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