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Mogadiscio, quando l’innovazione nasce dalla vera necessità

Nel contesto fragile della capitale somala, hub tecnologici, diaspora e giovani imprenditori usano il digitale per rispondere a bisogni concreti

Mogadiscio: attività collaborative in un hub dell’innovazione mostrano come tecnologia, imprenditoria e competenze digitali stiano contribuendo alla trasformazione sociale ed economica della capitale somala
Alcune giovani donne di iRise Hub lavorano davanti al computer nella sede di Mogadiscio, partecipando a sessioni di confronto e sviluppo che mettono al centro competenze digitali, collaborazione e progettazione condivisa, elementi chiave per la nascita di soluzioni tecnologiche pensate per rispondere a bisogni concreti della società somala
(Foto: Omar Abdisalan/ONU)

Mogadiscio è spesso raccontata attraverso gli occhiali dell’instabilità, della violenza e della fragilità istituzionale. Eppure, accanto a queste narrazioni, se ne sta affermando un’altra, meno visibile, ma sempre più significativa: quella di una città che sperimenta forme di innovazione profondamente radicate nella necessità quotidiana. In Somalia, e in particolare nella sua capitale, la tecnologia non è una moda né un esercizio teorico, ma uno strumento operativo per ridurre vulnerabilità strutturali, creare nuove opportunità economiche e ricostruire legami sociali.

Negli ultimi anni, grazie anche al contributo della diaspora e al miglioramento delle infrastrutture di connettività, Mogadiscio ha visto emergere un ecosistema digitale tanto embrionale quanto dinamico. Startup, servizi digitali e piattaforme civiche si sviluppano in un contesto complesso, segnato da limiti evidenti ma anche da una straordinaria capacità di adattamento. È in questo spazio ibrido che l’innovazione assume un valore sistemico, diventando leva di resilienza urbana e sociale.

iRise e la costruzione di un ecosistema collaborativo

Il punto di svolta simbolico per questo percorso è rappresentato dalla nascita di iRise Tech Hub, il primo hub tecnologico strutturato di Mogadiscio. Co-fondato da Awil Osman, esso non è stato concepito come un semplice spazio di coworking, ma come una infrastruttura sociale e produttiva, pensata per connettere persone, competenze e idee in un ambiente ancora privo di un ecosistema imprenditoriale consolidato.

Alla base del progetto vi è il principio di “Ilawadaag”, termine somalo che richiama il concetto di condivisione reciproca. Questo approccio si traduce in pratiche quotidiane di confronto, mentorship informale e co-creazione, che permettono a giovani sviluppatori e aspiranti imprenditori di testare soluzioni, ricevere riscontri e costruire reti professionali. iRise ha facilitato programmi di innovazione in collaborazione con l’UNDP e ha avviato percorsi di incubazione locale, sfidando l’idea che tali modelli siano appannaggio esclusivo dei Paesi ad alto reddito.

Secondo Abdikarim Ahmed Hassan, consulente per l’innovazione digitale presso il Ministero delle Comunicazioni e della Tecnologia della Somalia,

“gli hub come iRise svolgono una funzione cruciale perché creano capitale umano e fiducia in un contesto in cui entrambi sono scarsi, ma fondamentali per lo sviluppo di lungo periodo”.

Mogadiscio: giovani professionisti utilizzano dispositivi digitali in un contesto collaborativo, espressione di una capitale che sperimenta modelli di innovazione adattati alle esigenze locali
L’organigramma di iRise Hub evidenzia una struttura organizzativa snella ma articolata, con ruoli dedicati a formazione, incubazione e supporto alle startup, riflettendo l’evoluzione di un hub che opera come nodo strategico tra innovazione tecnologica, sviluppo delle competenze e imprenditoria giovanile
(Illustrazione: iRise Hub)

Tecnologie essenziali tra servizi, dati e resilienza urbana

L’innovazione che prende forma a Mogadiscio è fortemente orientata alla risoluzione di problemi concreti. Uno degli esempi più noti è la diffusione capillare del mobile money, che consente trasferimenti finanziari rapidi anche in aree remote e rappresenta oggi una infrastruttura critica per rimesse, commercio quotidiano e aiuti umanitari. Questo sistema ha compensato l’assenza di una rete bancaria tradizionale affidabile, diventando un pilastro dell’economia urbana e rurale.

Accanto ai servizi finanziari digitali, sono emerse soluzioni ad alto impatto sociale. Aamin Ambulance, servizio di emergenza operativo 24 ore su 24, costituisce di fatto l’unico sistema strutturato di primo soccorso nella capitale. Parallelamente, la piattaforma Abaaraha utilizza strumenti di mappatura e dati geospaziali per supportare interventi umanitari tempestivi, dimostrando come l’uso strategico dei dati possa incidere direttamente sulla gestione delle crisi.

Questa capacità di risposta si è manifestata anche in situazioni estreme. Dopo il grave attentato del 2017, iRise ha contribuito alla creazione di un centro di coordinamento informativo d’emergenza, lavorando con operatori telefonici, istituzioni e società civile. Un’esperienza che ha mostrato come, in contesti fragili, l’innovazione digitale possa temporaneamente supplire a carenze infrastrutturali dello Stato.

Competenze digitali e diversificazione economica

Nonostante i progressi, il percorso dell’innovazione a Mogadiscio resta segnato da ostacoli strutturali. La carenza di dati affidabili e aggiornati limita la scalabilità di molte iniziative imprenditoriali e sociali. Strumenti aperti come OpenStreetMap e progetti di mappatura collaborativa hanno mostrato un forte potenziale, soprattutto in ambito umanitario, ma la loro adozione nel settore privato rimane limitata.

Ancora più rilevante è il nodo delle competenze. Sebbene l’accesso a Internet ad alta velocità sia in crescita, le opportunità di formazione tecnica avanzata sono poche. In questo contesto, programmi sostenuti da istituzioni multilaterali e fondi internazionali cercano di rafforzare le capacità locali, puntando in particolare sui giovani. L’obiettivo è duplice: favorire l’occupazione qualificata e sostenere una diversificazione economica che riduca la dipendenza da settori tradizionali e dagli aiuti esterni.

Lionel Laurens, rappresentante residente aggiunto dell’UNDP in Somalia, sottolinea che

“lo sviluppo delle competenze digitali è una condizione necessaria per trasformare l’innovazione in crescita inclusiva e stabile, soprattutto in un Paese giovane come la Somalia”.

Mogadiscio: scene di lavoro e confronto in un hub tecnologico raccontano il ruolo crescente della cultura digitale nel rafforzare competenze, inclusione e iniziativa imprenditoriale in Somalia
La spiaggia del Lido vista dal mare racconta un volto diverso di Mogadiscio, dove la vita urbana e le attività economiche convivono con una lenta ma concreta ripresa sociale, sullo sfondo di una capitale che sperimenta nuove forme di resilienza e trasformazione anche grazie alla diffusione di servizi digitali e iniziative imprenditoriali locali
(Foto: ONU)

Innovare nella fragilità come prospettiva futura

L’esperienza di Mogadiscio dimostra che l’innovazione non segue percorsi linearimodelli predefiniti. In un contesto segnato da fragilità persistenti, le soluzioni digitali nascono dall’urgenza, dalla collaborazione e da una profonda conoscenza del territorio. Hub come iRise, servizi essenziali digitalizzati e iniziative di formazione stanno contribuendo a costruire un ecosistema ancora incompleto, ma ricco di potenziale.

In questo senso, la capitale somala offre una lezione che va oltre i suoi confini: l’innovazione frugale, quando è radicata nei bisogni reali e sostenuta da reti locali e globali, può diventare uno strumento efficace di resilienza e trasformazione. Non una promessa astratta, ma un processo concreto che, giorno dopo giorno, ridisegna il futuro possibile di Mogadiscio.

Nascita ed evoluzione del polo dell’innovazione IRiseHub di Mogadiscio

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Mogadiscio: l’uso quotidiano di tecnologie digitali in spazi condivisi evidenzia una trasformazione silenziosa ma concreta dell’economia urbana e dei processi di innovazione locale
Alcune ragazze di iRise Hub sono impegnate davanti ai computer nella sede di Mogadiscio, concentrandosi su attività di progettazione e apprendimento digitale che uniscono lavoro di gruppo e sviluppo di competenze, in un ambiente che sostiene l’innovazione come strumento di autonomia e partecipazione economica
(Foto: Omar Abdisalan/ONU)

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