Nel libro “Storie di Atletica e del XX Secolo” un’antologia di vicende, non soltanto agonistiche, capaci di segnare indelebilmente un’epoca

L’ultimo libro di Nicola Roggero, giornalista specializzato di Sky, ha per titolo “Storie di Atletica e del XX Secolo”, è pubblicato da Add Editore e racconta molte vicende sportive che hanno segnato la loro epoca.
Lo fa descrivendole con uno stile puntuale, scorrevole e coinvolgente fin dalla prima citazione di Nelson Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo”.
Venti storie che raccontano un secolo
La prima prima delle venti storie riguarda Jim Thorpe, nativo americano, il cui vero nome era Wa-To-Huk, traducibile in “Sentiero Luminoso”, che vinse due medaglie d’oro nelle discipline multiple (pentathlon e decathlon) alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912.
Si tratta di medaglie che poi gli vennero tolte perché un altro atleta americano, meno dotato, però ricco e razzista, fece rivelare ad un piccolo giornale di provincia che Thorpe era stato pagato per giocare a Baseball.
Nonostante si trattasse di pochi dollari ricevuti prima di dedicarsi all’atletica e senza tener in alcun conto che erano abbondantemente trascorsi i termini per la contestazione, le vittorie di Ian furono revocate.
Già da questo inizio l’autore è particolarmente attento a far trasparire il contesto sociale dei fatti sportivi che vengono raccontati e di quello che è successo in seguito ai protagonisti.
Stesso stile, ma diversi periodi storici, per tutte le altre storie raccontate, sia quando riguardano personaggi famosi (Abebe Bikila, Muhammad Alì, Eddie Ottoz), sia quando hanno al centro atleti poco conosciuti (ad esempio, Harold Abrahams ed Eric Liddel, Rudolf Harbig, Harold Connoly e tanti altri).
Scorrendo il libro ci si rende conto di come il XX secolo sia stato pieno di cambiamenti che è importante far conoscere, o far ricordare, ai lettori di tutte le età.
In fin dei conti si parla di periodi che tutti dovremmo impegnarci a comprendere meglio, magari con l’aiuto di qualche racconto di famiglia.
Soltanto tenendo viva la memoria del “come” si viveva e di quello che succedeva nella quotidianità di allora, è possibile capire la realtà di oggi.
L’ultima storia sconfina nel XXI secolo e si intitola “Il grido dell’Ucraina”.
Si arriva ai giorni nostri con le struggenti vicende di alcuni atleti (Andrij Procenko, Yaroslava Mahuchikh ed altri), che la guerra di invasione russa ha colpito negli affetti e nei sogni di una vita. Per non dimenticare.

Una lettura interessante per genitori e figli
Chi ha la fortuna di avere figli o nipoti nell’età della curiosità, prima che l’adolescenza irrompa con altri interessi e tempeste ormonali, farebbe bene a leggere queste storie assieme a loro, a voce alta.
Hanno l’età per capire che sono diverse dalle invenzioni narrative di qualunque formato, TikTok compreso, e la capacità di assorbire come spugne. Rimarranno colpiti e proveranno forti emozioni assieme agli adulti, dove “assieme” è la parola chiave.

L’autore e la sorpresa del noto politico
Nicola Roggero, che il 7 ottobre di quest’anno compirà sessant’anni, ha scritto per diversi quotidiani, prima di approdare alla televisione.
Dal 2003 è telecronista di Sky Sport. Come inviato ha seguito i principali avvenimenti sportivi, Olimpiadi, Campionati Mondiali ed Europei di calcio e di atletica leggera.
Ha una memoria enciclopedica ed è molto bravo a raccontare sia le vicende del libro che i tanti altri aneddoti con cui arricchisce i suoi incontri pubblici.
Alla presentazione cui ho partecipato pochi giorni fa, non ho potuto fare a meno di notare che seduto tra il suo pubblico c’era anche Stefano Bonaccini, ex Presidente della Regione Emilia-Romagna, da poco eletto al Parlamento Europeo, evidentemente appassionato di sport e di buone letture.
Mi ha fatto piacere sia per lo stesso politico modenese, che ha passato una bella serata, che per Nicola Roggero, che ha passato un’altrettanto bella serata.
“Storie di atletica e del XX secolo” di Nicola Roggero illustrato a Mirandola
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