La futura metropoli nel Borneo punta a essere un modello di tecnologia e sostenibilità, ma deve superare criticità ambientali, sociali e finanziarie

L’Indonesia sta scrivendo una nuova pagina della propria storia con la costruzione di Nusantara, la futura capitale che sostituirà Giacarta. Questo ambizioso progetto, annunciato nel 2019 dal presidente Joko Widodo, non è soltanto un cambio di sede amministrativa, ma un’opportunità per creare una città modello, basata su principi di sostenibilità, innovazione tecnologica e inclusività. Con un investimento stimato di 38 miliardi di dollari, Nusantara rappresenta una delle più grandi sfide urbanistiche del XXI secolo.
Giacarta, l’attuale capitale, è afflitta da problemi cronici: inquinamento atmosferico tra i peggiori al mondo, traffico caotico, sovrappopolazione, coincidente con circa 11,35 milioni di abitanti nel 2023, e un costante rischio di inondazioni, aggravato dal fenomeno dell’abbassamento del suolo. La scelta di spostare la capitale dalla costa nord-occidentale dell’isola di Giava al Borneo orientale, in una regione più centrale e meno densamente popolata, risponde alla necessità di ripensare il futuro stesso del Paese, puntando su una pianificazione urbana innovativa e sostenibile.
Nusantara, il cui nome significa “arcipelago” in giavanese, è stata concepita per essere una città green, con il 70 per cento del territorio destinato a foreste e spazi verdi. Gli edifici saranno costruiti con materiali sostenibili e alimentati da energie rinnovabili, mentre la mobilità sarà elettrica e integrata, riducendo al minimo l’uso di automobili private. La città, che dovrebbe estendersi su un’area di 2 560 km quadrati, sarà divisa in cluster tematici, tra cui un distretto governativo, uno finanziario e uno dedicato all’educazione e alla ricerca.

Innovazione tecnologica e obiettivi ambiziosi in chiave 2045
Il Governo indonesiano ha fissato obiettivi ambiziosi per Nusantara, che vuole diventare un laboratorio a cielo aperto per l’innovazione urbana. Entro il 2045, la città sarà alimentata al 100 per cento da energie rinnovabili, con un mix di solare, eolico e idroelettrico. Sarà dotata di infrastrutture digitali all’avanguardia, tra cui una rete 5G o 6G e servizi basati sull’intelligenza artificiale per ottimizzare la gestione delle risorse, migliorare la qualità della vita dei cittadini e garantire una governance efficiente.
“Il trasferimento della capitale è una mossa strategica per ridurre la pressione su Giacarta e promuovere uno sviluppo più equo nel Paese”,
afferma il professor Bambang Brodjonegoro, ex Ministro della Pianificazione dello Sviluppo Nazionale dell’Indonesia.
“Tuttavia, il successo del progetto dipenderà dalla nostra capacità di bilanciare crescita economica e sostenibilità ambientale. Nusantara deve essere un esempio di come tecnologia e natura possano coesistere”.
Criticità ambientali per la biodiversità e sociali per i Dayak
Nonostante l’entusiasmo, il progetto di Nusantara non è privo di sfide. La regione del Borneo orientale scelta come sede della nuova capitale, in un territorio già parte della provincia del Kalimantan Orientale, è nota per la sua biodiversità unica, con foreste pluviali che ospitano specie rare come gli oranghi e i leopardi nebulosi. La costruzione di una città di queste dimensioni rischia di avere un impatto significativo sull’ecosistema locale.
Inoltre, la zona è abitata da comunità indigene, tra cui i Dayak, che temono di essere marginalizzate o espropriate delle loro terre. Le autorità hanno promesso di rispettare i diritti delle popolazioni locali e di adottare misure per preservare l’ecosistema, ma restano dubbi sulla reale capacità di conciliare sviluppo e conservazione. Alcuni esperti temono che il progetto possa replicare modelli di urbanizzazione insostenibili, mettendo a rischio l’equilibrio ambientale e sociale della regione.
Un costo di 38 miliardi di euro, di cui solo un quinto pubblici
Il finanziamento del progetto rappresenta un’altra incognita. Il Governo indonesiano ha stimato un costo complessivo di 38 miliardi di dollari, di cui solo il 20 per cento sarà coperto da fondi pubblici. Il resto dovrà provenire da investitori privati e partnership internazionali. Tuttavia, la crisi economica globale, le incertezze geopolitiche e la competizione per attrarre capitali esteri potrebbero rallentare i progressi.
Alcuni analisti hanno sollevato dubbi sulla fattibilità del progetto, sottolineando che l’Indonesia potrebbe trovarsi a dover affrontare costi aggiuntivi imprevisti. Inoltre, la mancanza di trasparenza nella gestione dei fondi e il rischio di corruzione potrebbero minare la credibilità del progetto agli occhi degli investitori internazionali.
Un sogno ambizioso per il futuro lanciato il 17 agosto 2024
Nusantara è più di una semplice capitale: è un simbolo delle ambizioni dell’Indonesia di diventare un leader globale nella sostenibilità e nell’innovazione. Se realizzata come previsto, la città potrebbe diventare un punto di riferimento per altre nazioni che affrontano sfide simili, dimostrando che è possibile conciliare crescita economica, equità sociale e tutela ambientale.
Tuttavia, il successo della metropoli destinata a subentrare a Giacarta dipenderà dalla capacità del Governo di mantenere le promesse, bilanciando sviluppo e sostenibilità.
Come sottolinea ancora il professor Brodjonegoro,
“il vero test sarà dimostrare che una città intelligente può essere anche una città giusta, in cui le comunità locali e l’ambiente non sono sacrificati sull’altare del progresso”.
Con i lavori già avviati e i primi trasferimenti di uffici governativi inaugurati il 17 settembre 2024, Nusantara è destinata a diventare un caso di studio di respiro mondiale per il futuro dell’urbanistica. Il mondo guarda con interesse a questa nuova capitale, pronta a sorgere nel cuore del Borneo, tra foreste pluviali e ambizioni globali.
Una sfida per il XXI secolo radicata nel cuore del Borneo
Nusantara rappresenta una delle più grandi sfide del nostro tempo: costruire una città che sia non solo intelligente, ma anche sostenibile e inclusiva. Se l’Indonesia riuscirà a realizzare questo sogno, la metropoli del Borneo potrà diventare un faro di speranza per un futuro più verde ed equo. Ma il cammino è ancora lungo e irto di ostacoli, e il mondo osserva con attenzione ogni passo in avanti.
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La strategia “emissioni nette zero” 2045 della città di Nusantara
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