Dalla cooperazione UE alla transizione verde e digitale, l’associazione dei territori non sovrani coordina politiche, competenze e progetti di futuro

(Illustrazione: OCTA)
Nel perimetro geopolitico europeo esiste una rete di territori geograficamente distanti dal continente ma sempre più rilevanti nelle grandi trasformazioni globali. L’OCTA, la Overseas Countries and Territories Association con sede a Bruxelles al numero civico 6 di Schumanplein, rappresenta e coordina i Paesi e Territori d’Oltremare (in sigla OCT) costituzionalmente legati a Stati membri dell’Unione Europea, fungendo da piattaforma politica e tecnica per la cooperazione, l’innovazione e lo sviluppo sostenibile.
Negli ultimi anni, l’OCTA ha progressivamente evoluto il proprio ruolo, passando da una funzione prevalentemente rappresentativa a un vero e proprio hub di coordinamento per ecosistemi di innovazione territoriale, in cui resilienza climatica, digitalizzazione e autonomia strategica assumono un valore operativo.
Territori fuori dall’Unione Europea, ma centrali nelle sfide globali
I membri dell’OCTA sono associati all’Unione Europea ai sensi della Parte IV del Trattato sul Funzionamento dell’UE. La mappa globale degli OCT comprende realtà estremamente eterogenee per collocazione geografica, dimensioni e funzioni strategiche. In ambito artico rientra la Groenlandia (Kalaallit Nunaat), territorio autonomo del Regno di Danimarca, cruciale per le dinamiche climatiche e scientifiche.
Nel Nord Atlantico figurano Saint Pierre e Miquelon, collettività francese al largo del Canada. Nei Caraibi si concentrano numerosi territori legati ai Paesi Bassi e alla Francia: Aruba, Curaçao, Bonaire, Saba, Sint Eustatius, Sint Maarten e Saint Barthélemy, ciascuno con specifici assetti istituzionali e competenze interne.
Nel Pacifico, l’OCTA riunisce Polinesia Francese, Nuova Caledonia e Wallis e Futuna, territori caratterizzati da vastissime zone economiche esclusive e da un ruolo crescente nella governance oceanica. Nell’Oceano Indiano e nell’area sub-antartica rientrano le Terre Australi e Antartiche Francesi, che comprendono gli arcipelaghi di Crozet, Kerguelen, Amsterdam e Saint-Paul, oltre alla Terra Adelia in Antartide. A questi si aggiungono le Îles Éparses, tra cui Glorieuses, Juan de Nova, Europa e Bassas da India, territori disabitati ma di rilevanza strategica ambientale e marittima nonché parte delle TAAF.
Pur non facendo parte del mercato unico né dell’unione doganale, questi territori godono di ampia autonomia interna in settori chiave come pianificazione territoriale, fiscalità locale, istruzione e politiche ambientali, configurandosi come laboratori istituzionali avanzati.

(Foto: OCTA)
L’innovazione come risposta strutturale a isolamento e vulnerabilità
Per gli Overseas Countries and Territories, l’innovazione non rappresenta un obiettivo astratto, ma una risposta concreta a vincoli strutturali: isolamento geografico, dipendenza energetica, esposizione ai cambiamenti climatici e ridotte economie di scala. L’OCTA promuove approcci mirati basati su energie rinnovabili off-grid, gestione intelligente delle risorse naturali, infrastrutture digitali resilienti e servizi pubblici adattati a contesti insulari o remoti.
In Groenlandia, l’innovazione si intreccia con il monitoraggio climatico avanzato e con lo sviluppo di infrastrutture digitali in ambienti estremi. Nei Caraibi, da Aruba a Curaçao, passando per Bonaire, Saba e Sint Eustatius, l’attenzione si concentra su micro-reti energetiche, adattamento costiero e modelli di economia circolare. Nel Pacifico, Polinesia Francese e Nuova Caledonia sperimentano soluzioni legate all’economia blu, alla gestione sostenibile degli oceani e alla ricerca marina applicata.
I territori australi francesi, pur privi di popolazione stabile, svolgono un ruolo centrale nella ricerca scientifica, nella biodiversità e nella sorveglianza ambientale globale.
Cooperazione europea, fondi dedicati e competenze locali
Uno dei compiti principali dell’OCTA è facilitare l’accesso degli OCT ai programmi europei di cooperazione e ai fondi dedicati, in particolare nel quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e nelle sue estensioni operative più recenti. Clima, digitale, ricerca applicata e infrastrutture resilienti sono i principali ambiti di intervento, con un’attenzione crescente alla formazione tecnica e al trasferimento tecnologico.
Secondo Louis Mapou, Presidente dell’OCTA e del Governo della Nuova Caledonia,
“nonostante le nostre popolazioni limitate, i nostri Paesi e Territori d’Oltremare occupano aree geografiche strategiche… e questa distribuzione è una risorsa fondamentale. Questo è il motivo per cui dobbiamo proseguire lungo il percorso di partenariato, tra l’Unione Europea e i Territori d’Oltremare, tracciato negli ultimi vent’anni”,
sottolineando così l’importanza di soluzioni su misura che rafforzino autonomia, competenze locali e resilienza.

(Foto: OCTA)
Digitale e connettività come infrastrutture essenziali degli OCT
Negli ultimi due anni, la connettività digitale è diventata un pilastro strategico dell’azione OCTA. Servizi pubblici digitali, sanità a distanza, istruzione online e reti satellitari rappresentano infrastrutture fondamentali per territori frammentati e dispersi su vaste aree oceaniche. L’associazione opera come piattaforma di coordinamento, favorendo la condivisione di buone pratiche e il dialogo con le istituzioni europee competenti.
In questo quadro, gli Overseas Countries and Territories si configurano sempre più come banchi di prova per soluzioni tecnologiche replicabili in altri contesti insulari o periferici a livello globale.
PTOM e RUP, una distinzione strategica per il mondo globalizzato
L’OCTA sottolinea con forza la distinzione tra Paesi e Territori d’Oltremare e Regioni ultraperiferiche (RUP), che fanno parte integrante dell’UE. Lo status degli Overseas Countries and Territories consente maggiore flessibilità normativa e sperimentazione, ma richiede strumenti di cooperazione specifici. Come osserva Thierry Beaudet, esperto francese di cooperazione territoriale europea,
“gli OCT rappresentano un ponte tra l’Europa e il resto del mondo, dove l’innovazione assume una dimensione geopolitica oltre che tecnologica”.
Una nuovissima e remota geografia dell’innovazione europea
Nel medio periodo, l’OCTA è destinata a rafforzare il proprio ruolo di hub politico-tecnico per territori che, pur non essendo Stati sovrani, incidono sempre più sulle grandi transizioni globali. Clima, oceani, digitale e sicurezza energetica sono ambiti in cui Groenlandia, Caraibi, Pacifico e territori australi offrono contributi strategici, trasformando la distanza geografica in un vantaggio competitivo.
In questa prospettiva, l’innovazione diventa una leva di posizionamento internazionale. Attraverso il coordinamento delle politiche e la valorizzazione delle competenze locali, l’OCTA contribuisce a ridefinire il ruolo dei territori d’oltremare nel XXI secolo, collocandoli al centro di una nuova geografia europea e globale dell’innovazione.
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(Foto: OCTA)





















