La città spagnola in Africa avvia un centro d’avanguardia che unisce giovani imprese, sostenibilità e trasformazione digitale in ambito viaggi

Ceuta, da sempre crocevia di culture e commerci, sta vivendo una nuova fase della propria storia. Lontana dall’immagine di semplice enclave spagnola sul continente africano, tale da quando, il primo gennaio 1668, il re Afonso VI del Portogallo riconobbe la formale alleanza di Ceuta con la Spagna e cedette la città al suo omologo spagnolo Carlo II con il Trattato di Lisbona, la città si propone oggi come piattaforma di sperimentazione nel campo del turismo tecnologico. Il progetto Odissea, incubatore di alta tecnologia, segna un punto di svolta: non più soltanto meta di passaggio, ma laboratorio vivo di innovazione.
Con un investimento pubblico e privato superiore ai tre milioni di euro, Ceuta ha deciso di scommettere su un settore che può ridefinire la sua identità economica. Turismo e tecnologia, sostenibilità e digitalizzazione: parole chiave che diventano assi portanti di una strategia di sviluppo integrata. L’incubatore sorgerà nell’area portuale, su una superficie moderna e versatile, con spazi di coworking, laboratori per prototipi, uffici, aule per la formazione e sale conferenze.
L’obiettivo è chiaro: offrire alle startup condizioni ideali per crescere, innovare e attrarre investitori, trasformando Ceuta in un hub di riferimento per l’Europa meridionale. Una missione che affonda le radici nella volontà delle istituzioni locali di rompere la dipendenza da settori tradizionali e aprirsi a un’economia più resiliente e competitiva.

Odissea, un ecosistema per giovani imprenditori
Al cuore di Odissea c’è la creazione di un ecosistema favorevole all’imprenditorialità. Le nuove imprese non avranno soltanto accesso a spazi fisici, ma a un pacchetto di servizi pensato per ridurre le barriere all’innovazione. Tra questi spiccano oltre 160 ore di mentorship personalizzata, programmi di accelerazione, accesso a laboratori digitali e supporto per la prototipazione.
Secondo gli esperti, l’innovazione turistica richiede sempre più un approccio integrato. Le startup chiamate a Ceuta lavoreranno su soluzioni che spaziano dalla gestione dei flussi turistici tramite intelligenza artificiale alla realtà aumentata per valorizzare il patrimonio culturale, fino a piattaforme di booking sostenibili che privilegiano esperienze a basso impatto ambientale.
Il progetto risponde a un’esigenza globale: trasformare il turismo in un settore capace di coniugare crescita economica e responsabilità ambientale. Come ha dichiarato Alejandro Ramírez Hurtado, portavoce del Governo di Ceuta,
“l’innovazione non è più un’opzione, è la condizione per rendere competitivo il territorio e offrire nuove opportunità di lavoro ai giovani”.
Da una lucida visione alla strategia di lungo periodo
Il percorso che ha portato Odissea a diventare realtà è stato lungo. L’idea si era affacciata già nel 2022, ma ha trovato concretezza solo negli ultimi due anni, quando le istituzioni locali hanno deciso di trasformarla in priorità strategica. La Camera di Commercio e la Fondazione Incyde hanno guidato il processo, ottenendo i primi finanziamenti europei e consolidando il sostegno del Governo cittadino..
Nel 2024 l’iniziativa ha ricevuto il via libera formale, con una dotazione pluriennale di risorse e la scelta definitiva dell’area portuale come sede. Questa localizzazione non è casuale: il porto di Ceuta è il simbolo della sua vocazione internazionale e rappresenta un terreno ideale per connettere il turismo tradizionale con quello digitale.
Il presidente della Camera di Commercio, Karim Bulaix, ha più volte sottolineato il valore aggiunto di un progetto che unisce infrastrutture moderne e capitale umano:
“Abbiamo l’opportunità di attrarre talenti e investimenti, di posizionare Ceuta come città aperta all’innovazione e al Mediterraneo”.

Tassello di un mosaico più ampio di innovazione
Odissea non è un’iniziativa isolata. Si inserisce in un quadro di politiche più ampio che punta a trasformare Ceuta in un territorio laboratorio. Accanto all’incubatore turistico, altre iniziative come Telémaco, focalizzata sulla digitalizzazione delle imprese, o Ceuta Open Future, che ha già ottenuto riconoscimenti a livello nazionale, delineano un ecosistema diversificato ma sinergico.
Questa pluralità di strumenti rappresenta un vantaggio competitivo: le startup turistiche possono dialogare con quelle digitali, condividere competenze, scambiare soluzioni. Si crea così un ambiente in cui la contaminazione tra settori diventa motore di innovazione.
L’arrivo di fondi europei aggiunge stabilità al progetto. Il programma operativo regionale 2021–2027 prevede linee di finanziamento dedicate alla crescita delle startup tecnologiche, con contributi fino all’80 per cento delle spese. Un’opportunità che potrà sostenere le prime imprese insediate a Odissea e stimolare la nascita di nuove realtà locali.

Innovazione turistica come leva di sostenibilità
Il turismo rappresenta oltre il 12 per cento del PIL spagnolo e più del 15 per cento dell’occupazione. Per Ceuta, che accoglie ogni anno migliaia di visitatori ma soffre la concorrenza di altre mete mediterranee, reinventare la propria offerta diventa essenziale. L’innovazione tecnologica offre strumenti per differenziarsi: applicazioni che gestiscono flussi, sensori per monitorare l’impatto ambientale, soluzioni di mobilità elettrica per ridurre le emissioni.
La Consigliera per la Transizione Economica e Digitale, Kissy Chandiramani, ha sottolineato che
“Odissea si inserisce in una strategia di città sostenibile, che guarda alla digitalizzazione non come fine ma come mezzo per rafforzare il turismo responsabile”.
In questo senso, Ceuta non soltanto segue le linee guida europee sul turismo verde e digitale, ma cerca di anticiparle. L’incubatore sarà infatti un banco di prova per progetti pilota replicabili in altre destinazioni del Mediterraneo.
Uno sguardo al futuro della città autonoma
Con Odissea, Ceuta compie un passo che va oltre la dimensione locale. La città autonoma ambisce a diventare punto di riferimento per il Sud Europa, capace di attrarre startup da altre regioni spagnole e dall’estero. L’alleanza con università e centri di ricerca, come quello di Granada, apre le porte a collaborazioni accademiche e a un flusso costante di idee.
Se il progetto saprà mantenere le promesse, entro pochi anni Ceuta potrebbe presentarsi come modello di turismo intelligente e sostenibile, con benefici diretti sull’occupazione e sull’immagine internazionale della città. I primi risultati si vedranno già dal 2026, quando le prime startup incubate saranno pronte a lanciare sul mercato i loro servizi e prodotti innovativi.
Il percorso è ancora lungo, ma la direzione è tracciata: Ceuta vuole passare dall’essere un luogo di frontiera all’essere un luogo di frontiera dell’innovazione. Un cammino che porta con sé sfide, ma anche l’entusiasmo di chi vede nella tecnologia e nella creatività la chiave per scrivere un futuro nuovo.
Ceuta lancia Odissea per il turismo digitale e sostenibile in Africa
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