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Il parco sopra l’autostrada che ha cambiato Schwamendingen

A Zurigo un tunnel fonoassorbente ha trasformato il traffico in parco verde: un esempio di riqualificazione urbana sostenibile e partecipativa

L’Überlandpark nasce per riunire ciò che un’autostrada aveva diviso. Un parco sopraelevato, accessibile e privo di barriere, che riconnette il quartiere di Schwamendingen e apre nuove prospettive di vita urbana sostenibile
Il giardino autostradale visto dall’alto si estende come un nastro verde sopra la galleria di copertura: quasi un chilometro di parco urbano che unisce le due parti del quartiere di Schwamendingen

Per oltre mezzo secolo, l’autostrada A1 ha tagliato in due il quartiere zurighese di Schwamendingen come una ferita aperta: un flusso costante di oltre 120.000 veicoli al giorno, un rumore incessante, aria satura di emissioni inquinanti e un tessuto urbano spezzato.

Oggi, però, quella ferita è stata ricucita. Il 9 maggio 2025, con una cerimonia ufficiale alla presenza del Consigliere Federale Albert Rösti, Capo del Dipartimento Federale dell’Ambiente, dei Trasporti, dell’Energia e delle Comunicazioni, è stato inaugurato il progetto di copertura dell’A1: una galleria artificiale che restituisce alla città un chilometro di territorio, trasformandolo in un parco lineare sospeso. Il giorno seguente, l’intero quartiere si è riunito per celebrare l’evento: è nato l’Überlandpark.

Questa opera infrastrutturale, unica nel suo genere in Svizzera, non soltanto ha cancellato il rumore e l’inquinamento dell’autostrada, ma ha anche introdotto un modello esemplare di sviluppo urbano resiliente, partecipato e orientato al futuro.

La copertura che abbatte il rumore e unisce il quartiere

Il progetto “Einhausung Schwamendingen” è stato concepito sin dagli Anni 90, ma ha visto la luce soltanto dopo anni di pianificazione e dialogo tra autorità locali, cantonali e federali. L’autostrada A1, realizzata negli Anni Sessanta, era stata originariamente costruita senza alcuna misura antirumore, con pesanti conseguenze per la qualità della vita dei residenti.

La nuova galleria, lunga 940 metri e larga 30, è stata costruita secondo il metodo cut-and-cover: scavo aperto, posa della struttura e ricopertura. Ciò ha permesso di mantenere in funzione sia l’autostrada sia la linea del tram numero 7, che scorre in un tratto sotterraneo, durante i cinque anni e mezzo di lavori.

La galleria è stata dotata di sofisticati sistemi di ventilazione, sicurezza e monitoraggio, e garantisce la riduzione del rumore a valori inferiori a 57 dB, ben al di sotto dei limiti previsti dalla legge.
Sopra, al posto dell’asfalto, oggi si cammina su ghiaia, si passeggia tra querce e faggi, si ascoltano gli uccelli.

L’Überlandpark: natura sospesa per una città più vivibile

Il parco, che sorge sopra la galleria, non è un semplice “tappeto verde”. L’Überlandpark è un vero e proprio giardino pensile urbano, lungo quanto nove campi da calcio e integrato nel tessuto del quartiere. Il terreno è stato progettato con uno spessore ridotto (massimo 80 cm) e privo di irrigazione artificiale. Le piante, tutte autoctone, sono state scelte per la loro resistenza alle condizioni climatiche locali e alla scarsità d’acqua. Tra esse spicca la roverella, simbolicamente piantata dalle autorità in occasione dell’inaugurazione.

Questo spazio verde, sopraelevato di circa un chilometro di lunghezza e della larghezza di 30 metri, creato sulla copertura della galleria, offre aree ricreative, percorsi pedonali e ciclabili, e contribuisce alla biodiversità urbana grazie alla presenza di piante autoctone e habitat per la fauna locale.

Il parco è accessibile tramite rampe, scale e ascensori, ed è completamente privo di barriere architettoniche. Collega Herzogenmühlestrasse e Luegislandstrasse, creando un nuovo asse pedonale e ciclabile che unisce le zone un tempo divise dal traffico.
Simone Brander, consigliera comunale di Zurigo, ha dichiarato:

“Questo parco è molto più che un’area ricreativa: è un ponte sociale e ambientale tra le comunità, e un’azione concreta per il clima urbano”.

Nato dalla copertura della A1, l’Überlandpark di Schwamendingen riconnette due parti della città con un parco sopraelevato. Un progetto innovativo che unisce ingegneria, ecologia e partecipazione civica per un nuovo modello di spazio pubblico sostenibile
L’inverdimento verticale di alcune facciate dell’Überlandpark contribuisce alla regolazione termica, all’assorbimento delle polveri sottili e all’estetica complessiva dell’opera

Riqualificazione partecipata: il quartiere sempre al centro

Un elemento distintivo del progetto è stato il forte coinvolgimento della popolazione locale. Sin dalle fasi preliminari, il Comune di Zurigo ha organizzato incontri, laboratori, visite guidate al cantiere e consultazioni pubbliche. Il sito web einhausung.ch ha documentato passo dopo passo l’evoluzione dell’opera, offrendo materiali interattivi, visualizzazioni in 3D, interviste e cronoprogrammi.

Il risultato è una trasformazione urbana che non è stata “calata dall’alto”, ma costruita con i cittadini, anche attraverso iniziative artistiche e culturali. La facciata della galleria, ad esempio, ospita opere murali realizzate da giovani artisti della zona. Il parco, inoltre, sarà gestito con il contributo di associazioni locali e scuole, rafforzando il legame con il territorio.
Carmen Walker Späh, Consigliera di Stato del Cantone di Zurigo, ha evidenziato:

“Questa opera è la straordinaria dimostrazione di come, attraverso soluzioni ponderate, sia possibile riconfigurare in positivo il luogo in cui viviamo”.

Una sinfonia di ingegneria, ecologia e politica lungimirante

Dietro il successo dell’Einhausung c’è anche un’importante lezione tecnica e politica. La copertura è stata progettata per resistere a carichi variabili, integrare sistemi antincendio e permettere la manutenzione senza interrompere il traffico. La collaborazione tra ASTRA (Ufficio Federale delle Strade), il Canton Zurigo, il Comune di Zurigo e il partner tecnico Lombardi SA ha rappresentato un modello virtuoso di governance multilivello.
Rolf Eberle, project manager di ASTRA, ha spiegato:

“Non è soltanto un intervento di ingegneria: è un progetto sociale, ambientale e culturale. Serve visione, ma anche rigore tecnico e un dialogo costante con il territorio”.

Il costo complessivo dell’opera è stato di circa 445 milioni di franchi svizzeri, sostenuto da Confederazione (che ha coperto il 75 per cento), Cantone e Comune. Un investimento che si ripagherà nel tempo in salute pubblica, coesione sociale e valore immobiliare.

Il nuovo Überlandpark è il cuore verde di Schwamendingen, sorto sopra una galleria fonoassorbente che riduce l’inquinamento e restituisce spazio ai cittadini. Un esempio concreto di infrastruttura resiliente a beneficio dell’ambiente urbano
L’ascensore dell’Überlandpark garantisce piena accessibilità al parco sopraelevato: una soluzione inclusiva per persone con mobilità ridotta e famiglie con passeggini

Il futuro delle città è sopra le nostre teste e a portata di mano

L’Überlandpark dimostra che anche infrastrutture invasive come le autostrade possono essere “addomesticate” con intelligenza e coraggio. In tempi in cui le città affrontano sfide complesse come il cambiamento climatico, l’invecchiamento delle infrastrutture e la pressione demografica, esempi come Schwamendingen diventano punti di riferimento.

È lecito chiedersi: quante altre città europee potrebbero seguire questo esempio? In Italia, ad esempio, si discute da anni della copertura di tratti autostradali a Milano e Bologna, ma senza risultati concreti. Zurigo ci dimostra che è possibile, se c’è una visione condivisa.
Il rumore se n’è andato. Al suo posto, si sentono i passi dei bambini, le ruote delle biciclette e il vento tra le foglie.

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Frutto di una visione condivisa tra Stato, Cantone, Comune e cittadini, l’Überlandpark dimostra come l’innovazione tecnica possa dare vita a spazi pubblici verdi capaci di migliorare salute, coesione sociale e qualità ambientale
Dalla collina di Aubrugg si osserva l’Überlandpark integrarsi armoniosamente nel tessuto urbano circostante, connesso da piste ciclabili, rampe e percorsi accessibili per tutti

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