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Il pasticcio del Payback? Al Governo l’onere di risolverlo

Due sentenze della Consulta non hanno toccato l’iniquo “rimborso” allo Stato che rischia di demolire il settore biomedicale e ledere i pazienti

Payback: Orazio Schillaci è il Ministro italiano della Salute
Il professor Orazio Schillaci è il Ministro italiano della Salute in carica dal 22 ottobre 2022

Le sentenze numero 139 e 140 del 22 luglio 2024 della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana hanno confermato la legittimità del “Payback” sanitario che, senza un intervento urgente del Governo, rischia di provocare una crisi devastante nel settore biomedicale.
Continuerà pertanto l’enorme contenzioso in essere, riferito agli anni fra il 2015 e il 2018, e ne arriverà molto di più per gli anni successivi, che comprendono il periodo della pandemia, in quanto il “Payback” rimane in vigore.
Arriveremo inevitabilmente al punto in cui le aziende biomedicali saranno costrette a disimpegnarsi dalla fornitura dei dispositivi alla sanità pubblica, se non a prezzi che compensino il rischio di un eventuale “Payback” “postumo”.
In pratica, quello che il Governo e lo Stato italiano, Regioni comprese, cercano maldestramente di incassare oggi dovrà ripagare domani.
È una situazione oggettivamente assurda. Riuscirà la politica a trovare una soluzione?
Fino ad oggi non lo ha fatto e non risulta sia in discussione nessun piano degno di questo nome.
Sul tema siamo intervenuti a più riprese, con gli articoli pubblicati il 29 novembre 2023 (“I pesanti danni all’Italia dell’immobilismo della politica sul Payback”) e il 10 marzo 2023 (“Dal Payback una pugnalata alle spalle dell’innovazione biomedicale”).

I pesanti danni all’Italia dell’immobilismo della politica sul Payback

Payback: in Italia si rischia di danneggiare ospedali e pazienti
L’obbligo dei fornitori di ripianare gli extra-deficit regionali della sanità in Italia rischia di danneggiare ospedali e pazienti

Due anni di incertezza in danno di cittadini ignari ed inconsapevoli

Dopo quasi due anni di incertezza, siamo costretti a constatare che il danno provocato da questo provvedimento assurdo graverà, purtroppo, sui pazienti ospedalieri, e quindi su tutti i cittadini ignari ed inconsapevoli di quello che sta succedendo, e spieghiamo il perché.
L’incertezza in cui sono costrette ad operare le aziende produttrici, molte delle quali sono grandi multinazionali, sta provocando un forte rallentamento degli investimenti in Italia, compresi quelli riguardanti nuovi prodotti e inedite soluzioni.
Ma il settore biomedicale vive di innovazione, perché è strettamente legato al lavoro che medici e ricercatori fanno quotidianamente per curare al meglio i pazienti.
Le società multinazionali hanno la possibilità di continuare a farlo altrove nel mondo, ma molte industrie nazionali saranno ridimensionate dal doppio danno.
Quello economico, dovuto al “Payback” sugli anni passati, e quello competitivo per il futuro, causato dalla minor capacità innovativa.
Purtroppo, a farne le spese sarà il Sistema Sanitario Nazionale e, quindi, i pazienti, le loro famiglie, i lavoratori del settore e tutta la filiera produttiva dei dispositivi medici.
Non c’è più tempo da perdere, il Governo deve intervenire.

Dal Payback una pugnalata alle spalle dell’innovazione biomedicale

Payback: il Ministero italiano della Salute in viale Giorgio Ribotta a Roma
La sede centrale del Ministero italiano della Salute in viale Giorgio Ribotta a Roma

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