Il progetto MYNERVA del Politecnico di Zurigo restituisce percettività ai piedi malati grazie a una calza smart che unisce AI e neurostimolazione

(Foto: Michel Büchel/ETH Zurich)
Nel laboratorio di neuroingegneria dell’ETH di Zurigo, un’idea nata da una curiosità infantile è diventata una promessa di rivoluzione per milioni di persone. Un calzino “intelligente”, dotato di sensori invisibili e di un sistema di stimolazione nervosa adattiva, è oggi in grado di ridare sensibilità ai piedi dei diabetici e alleviare il dolore cronico causato dalla neuropatia.
Dietro questo progetto, chiamato MYNERVA, c’è la determinazione di una giovane ricercatrice italo-islandese, Greta Preatoni, che ha trasformato un’intuizione in un dispositivo di salute con potenzialità globali.
Dalla perdita di sensibilità all’idea di un nuovo senso
La neuropatia diabetica è una delle complicanze più diffuse e invalidanti del diabete: secondo la Federazione Internazionale del Diabete (IDF), colpisce fino al 50 per cento dei 560 milioni di pazienti nel mondo. I danni ai nervi, in particolare al nervo surale che connette la pianta del piede al cervello, provocano perdita di sensibilità, difficoltà nel camminare e dolore cronico. In molti casi, l’insensibilità porta a ferite non percepite che degenerano in ulcere e infezioni, spesso fino all’amputazione.
“Mi ha sempre affascinato il mistero del dolore fantasma”,
racconta Preatoni.
“Da bambina leggevo libri sulla riabilitazione degli amputati e mi chiedevo come fosse possibile sentire un arto che non c’è più”.
Dopo una laurea in psicologia e neuroscienze, la ricercatrice è approdata all’ETH, dove ha iniziato a collaborare con il neuroingegnere Stanisa Raspopovic, tra i pionieri delle neuroprotesi tattili per amputati. È lì che l’intuizione si è trasformata in progetto: se era possibile restituire sensazioni a una gamba artificiale, perché non farlo con un piede vivo ma privo della sua sensibilità?

(Foto: Michel Büchel/ETH Zurich)
Il calzino che comunica via AI con il cervello umano
Il dispositivo sviluppato da MYNERVA, chiamato “Leia”, è un calzino high-tech che mappa in tempo reale la distribuzione della pressione sotto la pianta del piede. Piccoli sensori trasmettono i dati a un microprocessore integrato nel bordo del tessuto, che li converte in impulsi elettrici personalizzati. Questi impulsi vengono inviati a elettrodi cuciti nel tessuto, capaci di stimolare direttamente i nervi ancora sani, bypassando le fibre danneggiate.
Il risultato è un nuovo linguaggio tra piede e cervello, costruito artificialmente ma percepito in modo naturale.
“Il sistema si adatta dinamicamente a ogni individuo grazie all’intelligenza artificiale”,
spiega Greta.
“L’AI modula la stimolazione in base alle condizioni esterne e al passo, così da ottimizzare comfort e sicurezza”.
Oltre a restituire percezione, il dispositivo allevia il dolore neuropatico attraverso la stimolazione di specifiche fibre nervose che inducono il rilascio di neurotrasmettitori analgesici. In pratica, il cervello viene “distratto” dal dolore: un approccio non invasivo che riduce la necessità di farmaci e i relativi effetti collaterali.
Un’alternativa ai farmaci e un ponte verso la prevenzione
Secondo uno studio del National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS) del 2024, la neuropatia diabetica rappresenta la principale causa di dolore cronico non oncologico nel mondo. I trattamenti farmacologici, basati su antidepressivi e oppioidi, offrono spesso sollievo parziale e comportano rischi di dipendenza.
“Molti pazienti cercano soluzioni non farmacologiche, che possano integrarsi con la loro vita quotidiana”,
osserva Giacomo Valle, cofondatore di MYNERVA e ricercatore post-dottorato all’ETH.
Il progetto mira a interrompere la spirale tra perdita di sensibilità e disabilità. La versione attuale del calzino Leia è simile a una calza sportiva e può essere gestita tramite applicazione mobile, rendendo il trattamento accessibile anche fuori dall’ambiente clinico.
Nel laboratorio zurighese, il percorso di MYNERVA è visibile in tre semplici scatole di plastica: contengono i prototipi evolutivi del dispositivo, dalle prime versioni rigide e cablate fino al design attuale, flessibile, lavabile e wireless.
“Abbiamo voluto che fosse il più semplice possibile”,
spiega Preatoni.
“La tecnologia deve fondersi con la vita quotidiana, non imporsi su di essa”.

(Foto: Michel Büchel/ETH Zurich)
Dal Wyss Zurich Center alla sfida del mercato globale
Dal 2023 MYNERVA fa parte del programma Wyss Zurich Translational Center, l’acceleratore sostenuto dal filantropo svizzero Hansjörg Wyss, che aiuta i ricercatori a trasformare i risultati accademici in terapie pronte per il mercato. Il sostegno economico e tecnico ha permesso alla startup di superare la fase prototipale e avviare la procedura di approvazione FDA negli Stati Uniti.
Nel giugno 2025, il progetto ha ricevuto il Grand Prize del Venture Award, coprendo i costi dei brevetti e degli studi clinici. Se il calendario sarà rispettato, il lancio pilota del dispositivo è previsto per il 2027 sul mercato statunitense, seguito da una introduzione in Europa e Medio Oriente.
Nel frattempo, la squadra ha avviato una sperimentazione clinica di lungo periodo per verificare se l’uso costante della calza possa migliorare la deambulazione e prevenire le ulcere diabetiche. La letteratura scientifica, in particolare una revisione su “Nature Biomedical Engineering” del 2024, suggerisce che la stimolazione elettrica continua possa persino favorire la rigenerazione nervosa.
“Sarebbe un sogno dimostrare che possiamo non solo ridare il senso del tatto, ma anche rigenerare la funzione nervosa”,
afferma Greta con entusiasmo.
Innovazione empatica: dove tecnologia e umanità si incontrano
Il successo di MYNERVA dimostra come la neuroingegneria applicata alla salute possa generare innovazioni dal forte impatto sociale. Ma evidenzia anche il ruolo crescente della ricerca svizzera nel coniugare scienza e responsabilità. L’ETH Zurich, con il suo ecosistema di spin-off e programmi di trasferimento tecnologico, è oggi uno dei poli più avanzati d’Europa nella creazione di soluzioni biomedicali basate su IA e interfacce neurali.
Come ricorda Ralph Müller, direttore del Wyss Zurich,
“la nuova frontiera della medicina è capire come far dialogare i sistemi biologici e quelli digitali”.
Il calzino Leia non è solo un prodotto hi-tech, ma un segno della convergenza tra biologia e tecnologia: un oggetto quotidiano che diventa protesi sensoriale e simbolo di inclusione.
In un futuro sempre più connesso, in cui la medicina si avvicina al corpo attraverso materiali intelligenti, l’intuizione di Greta Preatoni mostra come innovazione e compassione possano camminare letteralmente insieme.
Greta Preatoni intervistata dall’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo
Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:
Giovanni Zappatore: “È il MedTech che dà aiuti concreti”
Gino Gerosa: “In due anni il prototipo del cuore artificiale su misura”
Quel trilionesimo di secondo da cui dipende lo sguardo umano…

(Illustrazione: Wyss Zurich)



