Sulla pista del Kennedy Space Center di Cape Canaveral, la monoposto guidata dall’intelligenza artificiale ha frantumato il primato del 2019

Il 27 aprile si è fatta la storia. Sulla pista del Kennedy Space Center della NASA, in Florida, la più lunga al mondo (più di 5 km) e luogo iconico della struttura di lancio e atterraggio Space Florida, la Dallara AV-21 del Politecnico di Milano o PoliMOVE ha battuto l’ultimo record mondiale, come macchina con guida del tutto autonoma.
Vincere lo “Autonomous Challenge” a Las Vegas, a gennaio, non è dunque bastato al team del PoliMove, impegnato a trasformare gli algoritmi in perfetti piloti.
E mentre “AstroSamantha” partiva per la Stazione Spaziale Internazionale, la monoposto, battezzata Minerva in onore della missione della Cristoforetti, ha frantumando un record che resisteva dal 2019, toccando i 309,3 km/h.
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La AV-21 tocca i 311,9 km/h: la soddisfazione del Politecnico
Dopo due giorni di prove, è arrivata la grande soddisfazione per il professor Sergio Savaresi, team leader del progetto, e per Filippo Parravicini, Alberto Lucchini, Andrea Ticozzi, Andrea Marcer e Cole Frederick che di quel team sono i membri, quando la media dei due passaggi in direzioni opposte (come da regolamento del Guinness World Record) ha raggiunto i 309,3 km/h. Il passaggio più veloce ha sfondato addirittura il muro dei 310 all’ora, con uno splendido 311,9 km l’ora.
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L’University of Alabama ha lavorato sull’auto made-in-Varano
Il record è il frutto della collaborazione tra il Politecnico di Milano e l’University of Alabama, avviata nel corso dello “Autonomous Indy Challenge” dell’ottobre 2021, gara in cui le vetture correvano una alla volta e che ha visto PoliMove arrivare terza a causa di un guasto meccanico.
“Assieme, abbiamo esplorato e toccato i nuovi limiti della tecnologia della guida autonoma”, afferma Sergio Savaresi, lodando l’ateneo statunitense che ha lavorato sulla monoposto made-in-Varano de’ Melegari.
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Aspettando Atlanta per superare i 300 l’ora anche in circuito
Il 2 e 3 maggio, ad Atlanta, il team PoliMove comincerà infatti i test per superare i 300 all’ora anche in circuito, un risultato più difficile da ottenere rispetto alla stessa prestazione su rettilineo.
Se l’obiettivo sarà raggiunto Minerva supererebbe se stessa: suo, anche se all’epoca non si chiamava ancora così, è infatti il record di 173 miglia orarie (quasi 280 km/h) raggiunto sull’anello di Las Vegas.
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“Abbiamo esplorato e toccato i nuovi limiti della tecnologia”
“Vorrei ringraziare il mio grande team e il professor Brandon Dixon dell’Università dell’Alabama, che ha fatto un enorme e fantastico lavoro affinché ottenessimo questo grande risultato. Un grazie anche all’Indy Autonomous Challenge per tutto il suo sostegno, in particolare Paul Mitchell con Will Bryan, Kris Kozak, Allison Fried e Gina O’Connell, nonché Space Florida per averci lasciato usare questa fantastica struttura, i nostri sponsor principali Oracle, MOVYON e Gruppo Unipol, e i nostri sponsor di supporto Streparava e Fluentis. Ringrazio anche a e-Novia, YAPE, VI-grade e Hexagon PPM per il loro supporto tecnico”.
“Questo risultato Italia-USA è stato il frutto della collaborazione e della partnership tra il Politecnico di Milano e l’Università dell’Alabama. Abbiamo esplorato e toccato insieme i nuovi limiti della tecnologia delle auto autonome!”, ha dichiarato in un tweet Savaresi.
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