I sistemi più diffusi per rendere sterili i prodotti in commercio sono gli stessi da decenni, quando l’attenzione per l’ambiente era molto minore

Per ragioni facilmente intuibili il processo di lavorazione per rendere sterili i prodotti in commercio è indispensabile in diversi settori come, ad esempio, l’alimentare, il farmaceutico ed il biomedicale. I sistemi più diffusi sono però gli stessi da molti decenni, quando l’attenzione all’impatto ambientale era minore. Qualcosa sta cambiando?
Le procedure di sicurezza attualmente in uso per la sterilizzazione industriale sono migliorate moltissimo rispetto al passato ed oggi consentono la massima tutela degli operatori e dell’ambiente circostante. Le tecnologie maggiormente diffuse sono però le stesse da decenni, e le poche novità arrivate sul mercato non bastano. Proviamo a fare il punto della situazione.
Calore, sostanze chimiche e radiazioni ionizzanti come si usava già molto tempo fa
I sistemi di sterilizzazione utilizzano diverse fonti: il calore (secco e umido), sostanze chimiche come l’Ossido di Etilene ed altri, e le radiazioni ionizzanti.
Il calore poco si presta a prodotti confezionati ed è altamente energivoro.
Le radiazioni ionizzanti impiegano materiale radioattivo. Quelle a raggi beta e a raggi X non sono però utilizzabili a livello industriale. Rimangono i raggi gamma, che utilizzano barre di cobalto reso radioattivo con un processo di lavorazione industriale e, successivamente, trasportato per l’utilizzo negli impianti di sterilizzazione esistenti nei vari Paese del Mondo.
Molti di questi impianti sono di proprietà di una sola multinazionale, che ha acquistato anche la società che fornisce l’ottanta per cento del cobalto radioattivo.
Chiamarla posizione dominante è un eufemismo e se ne sono accorte alcune aziende biomedicali che in questi anni, complice anche la crisi energetica, hanno dovuto subire significativi aumenti di costo per quel tipo di sterilizzazione.
Da segnalare, inoltre, che non tutte le materie plastiche utilizzate per produrre dispositivi medici monouso possono essere sterilizzate con raggi gamma e, quindi, le scelte vanno fatte sino dalle fasi di progettazione e validazione iniziali.
Le barre di cobalto radioattivo possono essere utilizzate negli impianti di sterilizzazione per diversi anni e, una volta dismesse, possono essere restituite al produttore, il quale le riutilizza in altri ambiti.

Il dietrofront della Food and Drug Administration dovuto in epoca COVID per necessità
L’Ossido di Etilene (ETO) è il più usato, nonostante la sua pericolosità. È un gas che, se entra nei polmoni per periodi lunghi, risulta cancerogeno.
Per questo motivo l’Ente federale statunitense di controllo, la famosa FDA, acronimo di Food and Drug Administration, nel 2019 aveva pianificato di metterlo al bando. Poi, è arrivata la pandemia mondiale da COVID-19 e ci si è resi conto che, prima di vietarlo, per i dispositivi medici bisognava avere delle alternative percorribili e quindi ci hanno ripensato.
I nuovi impianti automatizzati di sterilizzazione ad ETO consentono comunque il controllo da remoto e, quindi, tutelano molto meglio la salute degli operatori, mentre le emissioni in atmosfera sono già da molto tempo soggette a controlli stringenti, almeno in Occidente.
La soluzione limitata del Perossido di Idrogeno e la prospettiva del Diossido di Azoto
L’unico sistema di sterilizzazione che utilizza tecnologie innovative recentemente introdotto sul mercato (segnatamente nel 2017) funziona a Perossido di Idrogeno. Consuma molta meno energia degli altri e scarica soltanto acqua.
Massima sostenibilità, quindi, ma nonostante questo la sua diffusione è rallentata principalmente da due elementi.
Il primo è che si tratta di un impianto che va inserito nel layout dei reparti produttivi delle aziende biomedicali ed il secondo è che penetra negli imballaggi di cartone ondulato. Quest’ultimo problema può essere superato al momento utilizzando imballaggi in plastica ondulata, ma è comprensibilmente un limite.
Sempre in tema di innovazione segnaliamo che sono in fase di studio nuove tecnologie a Diossido di Azoto, che dovrebbero arrivare sul mercato a breve.
Da decenni quindi la sterilizzazione industriale utilizza gas pericolosi per la salute e barre di cobalto radioattive, con l’innovazione tecnologica che trova applicazione molto lentamente. Serve accelerare.
Il pericolo insito nel gas ozono o nella luce ultravioletta per i processi di pulizia
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