Tra Colorado e Alpi prende forma una nuova mobilità ad altissima velocità, con test reali, investimenti mirati e una visione industriale concreta

(Foto: David Took It/Swisspod)
Nel panorama globale della mobilità avanzata, l’hyperloop torna a far parlare di sé non come esercizio teorico, ma come infrastruttura sperimentale reale. A fine novembre 2025 Swisspod, società fondata in Svizzera e attiva tra Europa e Stati Uniti, ha segnato un passaggio simbolico e operativo: un test pubblico dal vivo sulla più grande pista hyperloop oggi esistente, nel campus di Pueblo Plex in Colorado, culminato in una velocità certificata di 102 chilometri orari.
È un dato ancora lontano dalle ambizioni di regime, ma sufficiente a stabilire il nuovo riferimento mondiale tra i programmi attivi e a rimettere il tema al centro del dibattito su trasporti sostenibili di nuova generazione.
L’evento, denominato “U.S. Hyperloop Day”, non è stato soltanto una dimostrazione tecnologica. Davanti a oltre 150 rappresentanti di istituzioni, industria e ricerca, Swisspod ha presentato Aerys 1, il primo modello di capsula hyperloop a grandezza naturale, e illustrato lo stato di avanzamento di un’infrastruttura che punta a superare la fase sperimentale frammentata che ha caratterizzato il settore nell’ultimo decennio.

(Foto: Swisspod)
Pista senza precedenti come laboratorio a cielo aperto
Il tracciato di Pueblo rappresenta oggi un unicum. La sezione già operativa misura 520 metri in circuito chiuso, ma il progetto complessivo prevede un anello di circa un miglio, esteso su 43 acri. In termini di testabilità, significa disporre di uno spazio sufficiente per validare non soltanto la propulsione, ma anche sistemi di levitazione, gestione energetica, sicurezza e controllo in condizioni prossime a quelle reali. È un salto di scala rispetto ai banchi di prova lineari utilizzati finora da gran parte dei player.
La scelta del Colorado non è casuale. Pueblo, ex polo siderurgico in cerca di riconversione, è diventata negli ultimi anni un nodo emergente per la sperimentazione infrastrutturale. Durante l’evento, il senatore statunitense Michael Bennet ha sottolineato come l’hyperloop possa diventare
“un asse economico per il prossimo secolo”,
mentre Drew Feeley, vice amministratore della Federal Railroad Administration, ha evidenziato il potenziale di queste tecnologie nel
“ripensare un sistema ferroviario statunitense oggi sotto pressione”.
La presenza delle istituzioni federali segnala un interesse che va oltre la curiosità tecnologica, pur restando ancorato a una fase di valutazione rigorosa.

(Foto: David Took It/Swisspod)
Un’architettura diversa per ridurre complessità e costi
Al centro della proposta Swisspod c’è una scelta ingegneristica netta: spostare la complessità dall’infrastruttura al veicolo. Invece di binari attivi e costosi, l’azienda sviluppa un tracciato il più possibile passivo, concentrando nella capsula i sistemi di propulsione, controllo e sicurezza. Una strategia che mira a ridurre costi di costruzione e manutenzione, ma anche a semplificare l’adozione su larga scala.
“Stiamo dimostrando una tecnologia hyperloop reale, su una pista a grandezza naturale”,
ha spiegato Denis Tudor, CEO di Swisspod.
“Nelle prossime settimane aumenteremo la potenza e spingeremo il sistema oltre, seguendo un percorso di sviluppo tipico dei grandi sistemi di trasporto”.
Egli, ingegnere svizzero con esperienza nella ricerca applicata, rivendica una differenza sostanziale rispetto ad altri tentativi del passato: un sistema di propulsione brevettato pensato per efficienza elevata anche ad alte velocità, e una roadmap scandita da test incrementali e verificabili.
Questa impostazione ha attirato capitali. Nel corso del 2025 Swisspod ha chiuso un round seed da 13 milioni di dollari, destinato in larga parte all’espansione negli Stati Uniti e al completamento dell’infrastruttura di Pueblo. In un settore che ha visto ridimensionamenti e fallimenti, la capacità di attrarre investimenti è diventata essa stessa un indicatore di credibilità industriale.

(Foto: David Took It/Swisspod)
Dalla Svizzera al Colorado un percorso di test continui
Il test americano si inserisce in una traiettoria avviata in Europa. Nel 2024 Swisspod aveva già stabilito un primato internazionale con la più lunga “missione” hyperloop mai realizzata, su una infrastruttura di ricerca in Svizzera: 11,8 chilometri percorsi in configurazione continua su tracciato sperimentale. Rapportata a scala reale, quella prova equivale a un collegamento di oltre 140 chilometri, con una velocità teorica prossima ai 490 km/h. Un risultato che ha rafforzato il posizionamento della società come uno degli attori più avanzati sul piano della sperimentazione industriale.
Il legame con l’ecosistema elvetico resta centrale. La Confederazione, pur non avendo annunciato programmi nazionali dedicati all’hyperloop, offre un contesto favorevole alla ricerca applicata e alla validazione tecnologica. È in questo spazio intermedio tra laboratorio e mercato che Swisspod cerca di collocarsi, evitando promesse irrealistiche e puntando su dati misurabili.

(Foto: Swisspod)
Hyperloop tra visione sistemica e realismo ingegneristico
L’hyperloop viene spesso descritto come un sistema futuristico: capsule autonome che viaggiano in tubi a bassa pressione, con emissioni dirette di CO2 pari a zero e tempi di percorrenza drasticamente ridotti. In teoria, una risposta elegante alla congestione e alla decarbonizzazione dei trasporti. In pratica, una tecnologia che deve ancora superare ostacoli normativi, economici e di accettazione sociale.
Swisspod prova a colmare questo divario puntando su casi d’uso concreti, inizialmente anche nel trasporto merci, e su un dialogo costante con autorità regolatorie. La presenza della Federal Railroad Administration ai test di Pueblo indica che la discussione si sta spostando dal “se” al “come”. Non è un dettaglio: la regolazione sarà decisiva nel determinare tempi e modalità di eventuale adozione.

(Foto: David Took It/Swisspod)
Dal record simbolico a una possibile reale filiera industriale
Il record di velocità raggiunto in Colorado non è, di per sé, rivoluzionario. Ma il suo valore sta nel contesto: una pista di dimensioni inedite, una capsula a grandezza naturale, un test pubblico e ripetibile. Elementi che contribuiscono a costruire fiducia in un settore segnato da annunci prematuri.
Se l’hyperloop diventerà davvero una componente dei sistemi di trasporto del ventunesimo secolo resta una domanda aperta. Ciò che appare più chiaro è che l’approccio di Swisspod, fondato su sviluppo incrementale, investimenti mirati e cooperazione transatlantica, sta riportando il dibattito su binari più concreti. In un’epoca in cui l’innovazione è chiamata a misurarsi con vincoli ambientali e infrastrutturali stringenti, la sfida non è solo andare più veloci, ma dimostrare che la velocità può essere integrata in modo sostenibile e credibile nei territori.
L’avvenuto collaudo del modello di capsula Aerys 1 il 21 novembre 2025
La edizione 2025 dello “Hyperloop Day” presso il Pueblo Plex in Colorado
Ecco l’impianto di prova Hyperloop di LIMITLESS presso l’EPFL di Losanna
Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:
Battuto il record per il più lungo collaudo Hyperloop in Europa
Correrà sotto terra il trasporto merci fra le città svizzere
Corse di test in Svizzera per una locomotiva guidata da remoto

(Foto: David Took It/Swisspod)


