Realtà virtuale e intelligenza artificiale trasformano l’esperienza dei beni storici della Valle alpina, rendendoli accessibili e coinvolgenti per tutti

Nell’era digitale, l’innovazione tecnologica sta rivoluzionando il modo in cui interagiamo con il patrimonio culturale. Progetti all’avanguardia, come “Aostæ Alptech” e “Heritalise”, dimostrano come strumenti quali la realtà virtuale (VR), l’intelligenza artificiale (IA) e l’internet delle cose (IoT) possano rendere l’arte e la storia più accessibili e coinvolgenti per un pubblico sempre più ampio.
Aostæ Alptech: un ponte del Made in Italy tra passato e futuro
Il progetto “Aostæ Alptech”, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rappresenta un significativo passo avanti nell’innovazione tecnologica applicata alla valorizzazione culturale. L’obiettivo è trasformare la fruizione del patrimonio storico e artistico di Aosta in esperienze immersive e interattive. Grazie all’impiego di tecnologie avanzate come la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale e l’IoT, il progetto mira a creare un nuovo modello di accessibilità e coinvolgimento per un pubblico diversificato. Il Comune di Aosta guida l’iniziativa, collaborando con partner scientifici come il Politecnico di Torino e l’Osservatorio Astronomico della Regione Valle d’Aosta, nonché con aziende tecnologiche quali Wind3 e Innova.
Il Computer Graphics and Vision Group del Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino, diretto dal professor Andrea Bottino, ha sviluppato due applicazioni immersive: “Augmented Aostae” e “Sense the City”. Queste applicazioni sfruttano la realtà virtuale per offrire narrazioni coinvolgenti e interazioni innovative, ridefinendo il rapporto tra tecnologia e cultura.

Heritalise: l’IA è al servizio dei beni culturali anche altrove
Parallelamente, il progetto europeo “Heritalise” sta rivoluzionando la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate e intelligenza artificiale. Lanciato ufficialmente il 24 gennaio a Sant Cugat del Valles, vicino a Barcellona, il progetto vede la partecipazione del Politecnico di Torino come partner chiave. L’obiettivo principale è migliorare la documentazione e la conservazione dei beni culturali, sfruttando le potenzialità offerte dall’IA per analizzare e interpretare dati complessi relativi ai siti storici.
Architetture immateriali: un serio viaggio digitale nel passato
Inoltre, il Politecnico di Torino ha ospitato la mostra “Architetture immateriali e digitali”, un omaggio alla storia di Torino e all’Esposizione Internazionale delle Industrie e del Lavoro del 1911. Questa esposizione ha rappresentato un passo avanti verso nuove modalità di conservazione e divulgazione del patrimonio culturale, in cui il digitale gioca un ruolo fondamentale. Utilizzando strumenti interattivi “d’epoca”, la mostra ha permesso ai visitatori di immergersi nella storia attraverso tecnologie moderne, creando un ponte tra passato e futuro.
Il ruolo del Politecnico di Torino nell’innovazione culturale
Il Politecnico di Torino si conferma come un attore chiave nell’ambito dell’innovazione tecnologica applicata alla cultura. Oltre ai progetti menzionati, l’ateneo è coinvolto in numerose iniziative volte alla digitalizzazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Ad esempio, il progetto “Meta-Museum” esplora l’intersezione tra patrimonio culturale e neuroscienze, studiando l’incontro con l’arte come esperienza trasformativa. Finanziato dall’Unione Europea nel contesto del programma Horizon Europe, coinvolge 14 partner provenienti da 10 Paesi, tra cui il Museo Egizio di Torino.

Andrea Bottino: “Migliori connessioni fra pubblico e cultura”
Il professor Andrea Bottino, direttore del Computer Graphics and Vision Group del Politecnico di Torino, sottolinea:
“L’integrazione di tecnologie immersive nel contesto culturale non solo arricchisce l’esperienza del visitatore, ma apre anche nuove prospettive per la conservazione e la valorizzazione del nostro patrimonio storico. Attraverso progetti come ‘ Aostæ Alptech’, stiamo esplorando come la realtà virtuale e l’intelligenza artificiale possano creare connessioni più profonde tra il pubblico e la cultura”.
In Val d’Aosta verso una nuova era della fruizione culturale
L’adozione di tecnologie emergenti nel settore culturale non solo migliora l’accessibilità, ma stimola anche l’interesse di un pubblico più giovane e tecnologicamente orientato. La realtà virtuale, l’intelligenza artificiale e l’IoT stanno trasformando musei e siti storici in ambienti interattivi, dove la storia prende vita e diventa parte integrante dell’esperienza del visitatore.
In conclusione, l’innovazione tecnologica applicata al patrimonio culturale rappresenta una frontiera entusiasmante che combina tradizione e modernità. Grazie a progetti come “Aostæ Alptech e “Heritalise”, il futuro della fruizione culturale si prospetta più inclusivo, coinvolgente e ricco di opportunità per scoprire e apprezzare la nostra eredità storica in modi fino a poco tempo fa impensabili.
Dalla “Landa dell’Oblio” al mitologico Dahu nella memoria
Nella fattispecie, il progetto Augmented Aostae rappresenta un’esperienza immersiva che unisce storytelling, gaming e tecnologia VR per raccontare la cultura e la tradizione della Valle d’Aosta. Il fulcro narrativo è il concetto di memoria: i giocatori esplorano la “Landa dell’Oblio”, un mondo virtuale in cui i ricordi rischiano di perdersi, e il loro compito è recuperare frammenti di storie e tradizioni locali.
Attraverso le loro azioni, gli utenti contribuiscono a creare la “Costellazione della Memoria”, una rappresentazione visiva che sottolinea il legame tra le memorie individuali e il patrimonio collettivo. Il mondo virtuale proposto è un mondo aperto, che permette una libera esplorazione, con personaggi che narrano storie evocative senza imporre percorsi rigidi. Con questo approccio, l’applicazione offre un’esperienza emotiva e personale, trasformando ogni giocatore in un “cercatore di ricordi” guidato dal mitologico Dahu.

I suoni creati dagli utenti e i dati provenienti da sensori IoT
“Sense the City” si basa sull’esplorazione sonora della Valle d’Aosta, combinando contributi audio provenienti da strumenti tradizionali e suoni ambientali legati alla storia del territorio. Gli utenti possono interagire con una console di mixaggio ispirata alla grolla valdostana, simbolo culturale del territorio, per creare tracce audio uniche. L’ambiente virtuale, caratterizzato da paesaggi evocativi, si adatta dinamicamente ai suoni creati dagli utenti e ai dati provenienti da sensori IoT, offrendo un’esperienza che cambia in base a parametri come la temperatura o le condizioni meteo attuali. Esso punta su un design intuitivo e accessibile. I suoni sono rappresentati come oggetti virtuali che gli utenti possono manipolare e combinare, stimolando creatività e curiosità. Ogni interazione diventa un gioco in cui il visitatore si trasforma in un compositore, esplorando al contempo la cultura e i paesaggi sonori della regione.
Il Politecnico della città subalpina ha collaborato attivamente con i partner del progetto per garantire che queste applicazioni non solo rispondano alle esigenze culturali e tecnologiche, ma rappresentino anche strumenti replicabili in altri contesti, favorendo così lo sviluppo di modelli innovativi per la promozione del territorio e il racconto della sua cultura, avvicinandola al pubblico in modo moderno e coinvolgente.
Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:
Teatri e mondo artistico virano verso pratiche più sostenibili
Realtà Virtuale e Metaverso in due scuole del ciclo Inspired
È per tutti la scalata “virtuale” alla conquista del Cervino







