Alla recente fiera “InnoProm” ha debuttato Voevoda, primo mezzo rapido a cinque sezioni: più capacità, più autonomia e filiera quasi interamente nazionale

(Foto: InnoProm)
Presentato a Ekaterinburg durante “InnoProm” 2025, il nuovo tram ad alta velocità Voevoda segna un passaggio rilevante per l’industria ferroviaria urbana russa e per le politiche di mobilità delle grandi aree metropolitane. Il modello 71-952, sviluppato da PC Transport Systems in partnership con Transmashholding (TMH), avvia la fase di test avanzati nel 2025 e punta alla produzione in serie nel 2026, con un posizionamento esplicito su corridoi ad alta domanda e tratte ibride tram-metro.
Alla presentazione erano presenti delegazioni governative di più Paesi eurasiatici. Il Primo Ministro russo Michail Vladimirovič Mišustin ha definito il progetto
“un esempio concreto di innovazione industriale applicata al trasporto urbano”,
aggiungendo che
“questo tram ad alta velocità, sviluppato da un’azienda specializzata, diventerà presto una presenza abituale nelle città”.
Il riferimento non è solo al veicolo, ma al modello produttivo: tra il 2022 e il 2024 PC Transport Systems ha investito oltre 2,3 miliardi di rubli per ampliare capacità industriale e ridurre la dipendenza da componenti importate, raggiungendo un tasso di localizzazione del 95 per cento su elementi chiave come motori e riduttori.

(Foto: Comune di Ekaterinburg)
Una nuova categoria di light rail per grandi nuclei urbani
Con i suoi 37,5 metri di lunghezza e una capienza fino a 400 passeggeri (72 seduti), Voevoda introduce in Russia una categoria intermedia fra tram tradizionale e metropolitana leggera. La configurazione a cinque sezioni è predisposta per un futuro upgrade a sette moduli, che porterebbe la capacità a circa 500 passeggeri, un dato pensato per città oltre il milione di abitanti e per linee con flussi concentrati nelle ore di punta.
“Introduciamo un nuovo segmento nel trasporto su rotaia urbano russo, che combina alta capacità, comfort e sistemi intelligenti di assistenza alla guida”,
ha dichiarato Alexander Dubrovkin, amministratore delegato di PC Transport Systems, precisando che l’obiettivo è
“offrire prestazioni da metropolitana con la flessibilità operativa del tram”.
La scelta tecnica più significativa riguarda i carrelli: quattro in totale, di cui due carrelli girevoli, soluzione che consente di affrontare curve con raggio minimo di 16 metri, rendendo il mezzo compatibile anche con infrastrutture esistenti prive di anelli di ritorno.
La produzione è distribuita su tre stabilimenti: Tver, San Pietroburgo ed Engels, una rete industriale che consente di ripartire le fasi di assemblaggio e collaudo, ma anche di sviluppare competenze specialistiche su componentistica e sistemi di bordo, in linea con la strategia russa di rafforzamento della filiera nazionale dei trasporti.
Comfort, accessibilità e gestione dei flussi di passeggeri
Sul fronte dell’esperienza utente, Voevoda adotta soluzioni mirate a ridurre i tempi di fermata e migliorare la fruibilità in condizioni di forte affollamento. L’abitacolo è stato allargato di 50 millimetri rispetto ai modelli precedenti, mentre la zona centrale ospita un’area di imbarco con quattro porte dedicate al rapido deflusso. In totale, il veicolo dispone di 14 porte, dieci delle quali a doppia anta, distribuite simmetricamente su entrambi i lati, una scelta che facilita l’interscambio su banchine centrali e terminali bidirezionali.
Gli interni, realizzati in alluminio per migliorare resistenza e sicurezza antincendio, integrano sedute ergonomiche, spazi per biciclette e passeggini, rampe di accesso per persone con mobilità ridotta e pulsanti di chiamata per il conducente. Il sistema informativo utilizza display su entrambi i lati delle finestre: all’esterno per indicare linea e fermata successiva, all’interno per aggiornamenti in tempo reale su percorso e servizio. Sono presenti prese USB, climatizzazione avanzata e zone riscaldate in prossimità delle porte, pensate per climi rigidi e fermate frequenti.
Questi elementi rispondono a una tendenza osservata negli ultimi anni nei programmi di rinnovo del parco rotabile di diverse città russe, dove l’attenzione si è spostata dal solo aumento di capacità verso indicatori di qualità del servizio, accessibilità universale e integrazione con altri sistemi di trasporto urbano.

(Foto: InnoProm)
AI di bordo, autonomia e alti standard di certificazione
Uno dei capitoli più sensibili riguarda la sicurezza. Il tram integra un sistema di assistenza alla guida basato su intelligenza artificiale sviluppata su tecnologie nazionali, che combina telecamere e sensori per monitorare traffico, segnali e potenziali ostacoli. Il software segnala situazioni di rischio e, se necessario, attiva una frenata automatica graduale. A questo si aggiunge un sistema di rilevamento della stanchezza del conducente: in caso di perdita di attenzione, il veicolo può arrestarsi in sicurezza.
Sul piano energetico, Voevoda utilizza frenata rigenerativa e moduli di batterie adattabili. In condizioni operative standard, con carico completo e climatizzazione attiva, l’autonomia in modalità senza linea aerea arriva a 15 chilometri a velocità fino a 25 chilometri orari. Con pacchi batteria ad alta capacità, l’autonomia può estendersi fino a 100 chilometri, un dato che apre alla gestione di tratti non elettrificati, cantieri temporanei o prolungamenti di linea in fase di sviluppo.
Dal punto di vista normativo, il veicolo è il primo in Russia a essere sottoposto a certificazione come sistema di light rail secondo lo standard GOST 34809-2021, che introduce requisiti più stringenti su sicurezza, interoperabilità e affidabilità dei sistemi elettronici. I primi test dinamici sono stati completati a giugno nello stabilimento Nevsky di San Pietroburgo, mentre le prove finali su linea sono previste dopo la chiusura di “InnoProm”, sempre nell’area metropolitana di San Pietroburgo.
Dalla fiera al servizio: gli impatti sulla città e l’industria
La scelta di presentare il progetto a Ekaterinburg non è casuale. La città degli Urali è uno dei poli industriali e logistici più dinamici della Federazione Russa e ospita corridoi di trasporto dove il confine tra tram, metro leggera e ferrovia urbana è sempre più sfumato. In questo contesto, mezzi ad alta capacità ma con ingombri compatibili con la rete esistente rappresentano una soluzione pragmatica rispetto a costosi progetti di metropolitana sotterranea.
Per l’industria, Voevoda è anche un banco di prova per la capacità di innovare in un contesto di sostituzione delle importazioni e di riconfigurazione delle catene di fornitura. La produzione interna di motori, riduttori e sistemi di controllo riduce l’esposizione a vincoli esterni e consente cicli di aggiornamento più rapidi, ma richiede investimenti continui in ricerca applicata e test di affidabilità sul lungo periodo.
Secondo analisti del settore trasporti urbani, la vera sfida non sarà tanto l’entrata in servizio del primo lotto, quanto la scalabilità del modello: capacità di mantenere standard qualitativi elevati, supporto post-vendita per le municipalità e integrazione con piattaforme digitali di gestione del traffico e della domanda. In questo senso, la compatibilità dichiarata con tecnologie di automazione di tipo metropolitano indica una direzione chiara verso sistemi sempre più interconnessi.

(Foto: InnoProm)
Mobilità urbana come infrastruttura strategica nazionale
Negli ultimi tre anni, la modernizzazione del trasporto pubblico è entrata stabilmente nei programmi federali russi di sviluppo urbano, con obiettivi che combinano riduzione delle emissioni locali, incremento dell’affidabilità del servizio e stimolo all’industria meccanica ed elettronica nazionale. Il tram ad alta velocità si inserisce in questa strategia come infrastruttura mobile, capace di adattarsi a contesti diversi senza richiedere sempre interventi strutturali pesanti.
Il caso Voevoda mostra come l’innovazione, in questo segmento, non sia legata a un singolo salto tecnologico, ma a un insieme di scelte incrementali: design modulare, elettronica di bordo evoluta, materiali più leggeri, gestione intelligente dell’energia e processi produttivi distribuiti. Se la produzione in serie del 2026 rispetterà le aspettative, il progetto potrà diventare un riferimento per altre città dell’area eurasiatica che condividono reti tramviarie estese e una domanda crescente di trasporto rapido di superficie.
In un momento in cui molte metropoli cercano soluzioni intermedie tra autobus elettrici e metropolitane pesanti, il modello russo propone una risposta industriale integrata, che lega politiche di mobilità, sviluppo tecnologico e autonomia produttiva. Più che un singolo veicolo, Voevoda rappresenta un test su scala reale della capacità di trasformare l’innovazione ingegneristica in servizio pubblico affidabile, misurabile e replicabile.
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(Foto: Comune di Ekaterinburg)






