Al DAMA Tecnopolo l’Istituto UNU per l’Intelligenza Artificiale: dati, supercalcolo e cooperazione globale per gestire le crisi socio-ambientali

L’insediamento in Italia dell’Istituto per l’Intelligenza Artificiale dell’Università delle Nazioni Unite rappresenta un passaggio strategico per il posizionamento del Paese nel dibattito globale sull’uso dei dati e delle tecnologie avanzate a supporto delle politiche pubbliche. Con la nascita di UNU-AI al DAMA Tecnopolo di Bologna, il capoluogo emiliano-romagnolo entra ufficialmente nella rete accademica dell’ONU come primo nodo italiano e primo nell’Europa mediterranea, rafforzando il proprio ruolo nella governance internazionale dell’intelligenza artificiale applicata alle grandi trasformazioni contemporanee.
Il nuovo Istituto utilizzerà intelligenza artificiale, big data e supercalcolo per analizzare come il cambiamento climatico, le transizioni economiche e le dinamiche demografiche stiano incidendo sugli equilibri sociali, con particolare attenzione alle aree del mondo più esposte agli effetti sistemici delle crisi ambientali.
Bologna come piattaforma scientifica di cooperazione
La scelta di Bologna non è il risultato di una decisione isolata, ma l’esito di un percorso che negli ultimi anni ha trasformato il DAMA Tecnopolo in una infrastruttura europea per i dati. All’interno della cittadella scientifica trovano già spazio il supercomputer Leonardo, il data centre del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche e le infrastrutture di calcolo e ricerca del CINECA, creando un contesto unico per l’integrazione tra ricerca avanzata e politiche pubbliche.
“La decisione di collocare l’UNU-AI nel Tecnopolo di Bologna”,
ha dichiarato la Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini,
“si inserisce in una strategia che guarda al lungo periodo e che sta trasformando questo distretto in uno dei poli europei più avanzati per supercalcolo, big data e intelligenza artificiale. Qui si è costruita una vera Data Valley, capace di attrarre investimenti, competenze e istituzioni internazionali, mettendo l’Italia in una posizione credibile nel confronto globale sull’innovazione scientifica”.
L’esponente politica italiana ha sottolineato come l’iniziativa non abbia solo una valenza tecnologica, ma anche culturale e politica:
“Parliamo di un’IA al servizio delle persone, orientata a ridurre le disuguaglianze, sostenere lo sviluppo sostenibile e rafforzare la cooperazione internazionale. Per il nostro sistema universitario e per i giovani ricercatori italiani si apre uno spazio nuovo, che connette il talento nazionale alle grandi reti decisionali globali”.

Il grande valore strategico per la politica estera italiana
L’arrivo dell’Istituto ONU a Bologna è stato accompagnato da un forte impegno diplomatico. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha seguito l’intero percorso negoziale con le Nazioni Unite e finanzierà la creazione dell’UNU-AI con un fondo di dotazione di 40 milioni di dollari, affiancato da un contributo pluriennale per i primi dieci anni di attività.
Secondo il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, la scelta dell’ONU rappresenta un riconoscimento del ruolo dell’Italia nella cooperazione multilaterale:
“L’insediamento dell’Università delle Nazioni Unite a Bologna rafforza la presenza del nostro Paese nei luoghi in cui si elaborano le risposte globali alle grandi sfide del nostro tempo. L’Italia crede in un multilateralismo efficace, fondato sulla conoscenza e sulla capacità di tradurre la ricerca scientifica in politiche concrete”.
Egli ha aggiunto che l’investimento sull’UNU-AI ha anche una chiara dimensione geopolitica:
“Mettere l’intelligenza artificiale al servizio dello sviluppo sostenibile significa dotare la comunità internazionale di strumenti più solidi per prevenire crisi, ridurre le disuguaglianze e sostenere i Paesi più fragili. È una scelta che rafforza il ruolo dell’Italia come ponte tra Europa, Mediterraneo e sistemi multilaterali”.

Ricerca ONU sui dati per anticipare gli impatti sociali
Al centro delle attività dell’UNU-AI vi sarà lo studio delle interazioni tra clima, società ed economia, attraverso modelli predittivi e analisi su larga scala. L’obiettivo non è soltanto comprendere fenomeni complessi, ma fornire strumenti operativi a governi, organizzazioni internazionali e agenzie ONU per anticiparne gli effetti e orientare le decisioni pubbliche.
“L’intelligenza artificiale offre oggi la possibilità di leggere la complessità globale in modo più integrato”,
ha spiegato Tshilidzi Marwala, Rettore dell’Università delle Nazioni Unite,
“ma questo potenziale deve essere governato con responsabilità. L’Istituto di Bologna nasce per produrre conoscenza indipendente, basata sui dati, che possa supportare politiche pubbliche più eque ed efficaci, in particolare nei contesti più vulnerabili al cambiamento climatico”.
L’accademico sudafricano ha evidenziato il valore simbolico e operativo della nuova sede italiana:
“Bologna rappresenta un ambiente scientifico maturo, con infrastrutture di calcolo di livello mondiale e una forte tradizione accademica. Inserire qui l’UNU-AI significa rafforzare la capacità dell’ONU di dialogare con i sistemi di ricerca più avanzati e di costruire soluzioni fondate sull’evidenza scientifica”.
Il ruolo della Regione e il radicamento territoriale
Per la Regione Emilia-Romagna, l’arrivo dell’Università delle Nazioni Unite consolida una strategia che vede nell’innovazione un motore di sviluppo territoriale. Il presidente Michele de Pascale ha definito l’UNU-AI “uno dei progetti scientifici e istituzionali più significativi in corso nella regione”.
“Non è un caso”,
ha sottolineato il “Governatore regionale,
“che l’Università delle Nazioni Unite abbia scelto Bologna. Qui l’intelligenza artificiale non è solo oggetto di ricerca, ma parte di una strategia europea che utilizza l’innovazione come strumento per rispondere a bisogni concreti delle persone e delle imprese. La Regione sarà un partner affidabile, capace di sostenere una sfida che ha una forte dimensione globale e un altrettanto forte radicamento locale”.

Un nodo europeo per l’IA orientata alla sostenibilità
Con l’avvio dell’UNU-AI, Bologna si candida a diventare un laboratorio europeo per un uso responsabile e pubblico dell’intelligenza artificiale, in cui dati e supercalcolo non siano finalizzati solo all’efficienza tecnologica, ma anche alla sostenibilità sociale e alla riduzione delle disuguaglianze.
In un contesto internazionale segnato da crisi ambientali e instabilità geopolitica, la scelta delle Nazioni Unite di investire in Italia rafforza l’idea che la conoscenza basata sui dati sia uno degli strumenti chiave per governare il cambiamento. E che luoghi come il DAMA Tecnopolo possano diventare spazi in cui scienza, istituzioni e cooperazione internazionale si incontrano per costruire risposte condivise alle sfide del presente.
Un’introduzione all’Università dell’Organizzazione delle Nazioni Unite
La presentazione del Big Data Technopole di Bologna di Stefano Accorsi
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