Dati e intelligenza artificiale danno vita a “Glacier Dreams”, un’opera multisensoriale che esplora l’impatto del cambiamento climatico

L’arte di Refik Anadol è una porta verso nuovi orizzonti creativi dove algoritmi di apprendimento automatico, intelligenza artificiale e paesaggi naturali si fondono in un’esperienza immersiva. Il media artist turco-americano, noto per il suo utilizzo pionieristico della tecnologia nell’arte, sarà il nuovo protagonista di un’importante esposizione presso il Kunsthaus di Zurigo.
La sua “Glacier Dreams”, un’opera d’arte AI multisensoriale, verrà infatti esposta al pubblico nell’edificio Chipperfield del museo d’arte antica, moderna e contemporanea, a partire dal 18 gennaio 2025. L’opera immersiva non è che un esempio concreto di come l’arte possa contribuire al dibattito sulla crisi climatica, utilizzando dati reali per creare una narrativa emozionale capace di comunicare in modo diretto.
Questo progetto nasce grazie alla preziosa collaborazione con la banca privata svizzera Julius Baer, che ha scelto di donare l’opera al museo come simbolo di un impegno culturale e sostenibile, in un percorso che funge da punto di incontro tra arte, scienza e tecnologia.
IA, Big Data e algoritmi di apprendimento, tutti al servizio dell’arte
La trasformazione digitale è tra le sfide più impellenti del nostro tempo. Basti pensare a come le nuove tecnologie influenzino quotidianamente ogni aspetto della nostra vita. Ed è per questo che anche il Kunsthaus Zürich ha deciso di raccogliere questa sfida mediante una sperimentazione capace di riflettere sull’impatto sociale delle tecnologie.
Il tutto, grazie al lavori di Refik Anadol, classe 1985, che ha rivoluzionato il modo in cui intendiamo l’arte contemporanea, utilizzando collezioni strutturate di dati complessi e intelligenza artificiale per creare opere che non stimolano solo la vista, ma tutto l’apparato sensoriale.
Prendendo i dati che scorrono intorno a noi come materiale primario e la rete neurale di una mente computerizzata come collaboratore, Anadol dipinge con un pennello pensante, offrendoci visualizzazioni radicali dei nostri ricordi digitalizzati ed espandendo le possibilità dell’architettura, della narrazione e del corpo in movimento. In altre parole, le “sculture di dati”, le performance audiovisive dal vivo e le installazioni immersive di Anadol, nel tempo, hanno saputo assumere molte forme, incoraggiandoci a riconsiderare il nostro rapporto con il mondo fisico e con il potenziale creativo delle macchine.
Il Museum of Modern Art di New York, non a caso, ha dato un posto di rilievo alla sua opera “Unsupervised – Machine Hallucinations”, acquistandola per la propria collezione permanente. Anche luoghi culturali di prestigio come il Centre Pompidou di Parigi e le Serpentine Galleries di Londra hanno spesso accolto l’arte di Refik Anadol.

“Glacier Dreams”, l’opera dove i dati diventano il linguaggio della natura
L’opera “Glacier Dreams” è stata commissionata da Julius Baer nell’ambito dell’iniziativa NEXT della banca. Quest’ultima, lanciata nel 2022, promuove nuove forme di produzione culturale in un’intersezione tra arte, scienza e tecnologia. Concentrandosi sulle direzioni future e le mega-tendenze che interessano la società in generale, l’idea nasce dunque con l’obiettivo di sostenere la collaborazione con artisti e istituzioni lungimiranti, impegnati in nuove forme di produzione culturale all’avanguardia.
In particolare, con il lavoro multisensoriale “Glacier Dreams”, l’artista utilizza l’IA per affrontare uno degli argomenti più urgenti del nostro tempo: il cambiamento climatico. Per realizzarla, Refik Anadol ha pertanto combinato i dati esistenti sullo stato attuale dei ghiacciai (provenienti da archivi istituzionali) insieme a un set di dati aggiuntivi di oltre 10 milioni di immagini di ghiacciai (raccolte personalmente in Islanda, Groenlandia e Antartide) con l’IA, dando così vita a una narrazione visiva tanto astratta quanto paradossalmente estremamente concreta.
Superando ovvero la tradizionale ricerca sullo scioglimento dei ghiacciai, i dati si traducono in una visualizzazione inedita dei cambiamenti climatici. Il lavoro del media artist, anche in questo caso, colloca la creatività nell’intersezione tra uomo e macchina, dove i dati diventano il linguaggio con cui la natura comunica con gli esseri umani. Un linguaggio che Anadol traduce in un modo visibile e comprensibile da tutti.
Con questa prospettiva, chiaramente, “Glacier Dreams” non è solo un’opera visiva, ma anche un potente mezzo di sensibilizzazione per educare e ispirare azioni concrete contro i cambiamenti climatici. L’arte digitale, spesso percepita come distante dalla realtà, trova allora in Refik Anadol una nuova dimensione: quella dell’impegno ecologico. L’inclusione di “Glacier Dreams” in un contesto museale di prestigio come la Casa d’Arte di Zurigo segna in questo senso un passo significativo nell’accettazione dell’arte digitale come forma d’arte contemporanea, riconosciuta e apprezzata tanto quanto le espressioni artistiche più longeve.
Julius Baer e il ruolo delle istituzioni finanziarie in campo artistico
Per il primo progetto della sopracitata iniziativa NEXT, Julius Baer ha incaricato nientemeno che l’artista di fama internazionale Refik Anadol, nominato da un comitato dedicato e consigliato dal direttore artistico della Serpentine Galleries di Londra, Hans Ulrich Obrist.
Philipp Rickenbacher, gIà CEO di Julius Baer, prima di cedere il posto a Stefan Bollinger a inizio 2025, sul tema aveva affermato:
“Sostenere le nuove correnti artistiche è parte integrante del DNA di Julius Baer, e l’esplorazione dei trend che plasmano il futuro è insita nel nostro ruolo di gestori patrimoniali. La collaborazione con persone lungimiranti come Refik Anadol e istituzioni come le Serpentine Galleries per amplificare l’innovazione e il progresso rispecchia il nostro obiettivo di creare valore oltre la ricchezza”.
Tale iniziativa dimostra come il mondo della finanza possa giocare un ruolo attivo nel promuovere la consapevolezza globale su temi cruciali. Attraverso la partnership con Refik Anadol, Julius Baer non solo “investe” in un’opera artistica, ma investe nel futuro del pianeta, usando l’arte come strumento di riflessione e dialogo. Per la banca svizzera, la donazione è infatti una forma di espressione dello stretto legame con la città di Zurigo e del desiderio di offrire ai visitatori del Kunsthaus un’esperienza unica attraverso un’opera immersiva senza precedenti.
Ann Demeester, direttrice del Kunsthaus Zürich, dice:
“Ringraziamo la Banca Julius Baer per questa importante donazione. In passato, il Kunsthaus è già stato all’avanguardia nell’acquisizione di opere di new media art per la sua collezione di video e film. Questa generosa donazione completa la nostra collezione permanente e offre ai nostri visitatori un’opera d’arte digitale straordinaria e all’avanguardia”.

Il debutto dell’opera “Glacier Dreams” come sala immersiva presso Art Dubai
L’opera “Glacier Dreams” proiettata sulla facciata del Theater Basel nel 2023
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