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ACISMOM in Italia: più assistenza, ricerca e territorio per la sanità

Un nuovo piano sanitario nazionale dell’Ordine di Malta ridisegna i servizi con innovazione clinica, capillarità locale e investimenti in ricerca

Immagine legata alle attività sanitarie e assistenziali, rappresentativa del Piano di Sviluppo 2025-2029 dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, con riferimento a innovazione, territorio e valori umanitari
Quattro quaderni ordinati raccolgono il testo del Piano di Sviluppo Sanitario 2025-2029 dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, documento programmatico che definisce strategie di innovazione clinica, rafforzamento territoriale e ricerca traslazionale per i prossimi anni

Con l’inizio della primavera 2025 è partito ufficialmente il ” Piano di Sviluppo delle Attività Sanitarie 2025-2029” dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, un documento programmatico che punta a modernizzare in profondità l’offerta assistenziale in Italia. Il piano, approvato a dicembre dal Consiglio Direttivo e presentato al personale lo scorso marzo, segna un momento decisivo nel percorso di rinnovamento della rete sanitaria legata all’Ospedale San Giovanni Battista di Roma e ai tredici Centri Ambulatoriali attivi nel Paese.

Si tratta di un piano che mette al centro tre direttrici principali: potenziamento dell’area riabilitativa, rafforzamento dell’assistenza ambulatoriale e investimento nella ricerca traslazionale. Intorno a questi pilastri si articolano interventi che spaziano dall’adeguamento infrastrutturale alla digitalizzazione, fino alla formazione del personale sanitario e alla riduzione delle liste d’attesa, in un’ottica di sanità sempre più vicina alle persone.

Come ha sottolineato Lorenzo Borghese, Presidente dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta,

“l’impegno si caratterizza nell’adozione delle migliori pratiche di umanizzazione delle cure, in termini di qualità dell’assistenza, ambienti di vita, formazione degli operatori e sostegno al volontariato”.

Una risposta alla complessità delle patologie croniche

Il primo fronte d’azione riguarda l’area della riabilitazione, cruciale in un Paese che vede crescere costantemente l’età media e la prevalenza di patologie croniche come Parkinson, spasticità, linfedemi e lipedemi. L’Ordine propone un modello integrato che unisce ricovero, Day Hospital e attività ambulatoriale, con percorsi personalizzati che tengono conto delle comorbilità ortopediche, neurologiche e cardiorespiratorie.

Un approccio del genere consente di ridurre i tempi di recupero, migliorare la qualità della vita e favorire il reinserimento sociale dei pazienti. Negli ultimi anni le evidenze scientifiche hanno mostrato come i programmi di riabilitazione multidisciplinare siano capaci di incidere significativamente sull’autonomia dei malati cronici e sugli esiti clinici. L’Italia, in questo senso, si colloca tra i Paesi europei con maggiore esperienza, ma soffre ancora di una distribuzione disomogenea delle strutture specializzate.

Il piano quinquennale dell’Ordine di Malta intende dunque colmare queste disparità, integrando le attività ospedaliere con quelle territoriali, in modo da evitare che i pazienti debbano spostarsi troppo lontano dal proprio luogo di vita.

Territorio e prevenzione: la sfida delle malattie metaboliche

Il secondo pilastro del Piano è lo sviluppo dell’area ambulatoriale. L’Ordine gestisce oggi tredici centri distribuiti in diverse regioni, tra poliambulatori, centri antidiabete e centri odontoiatrici. La volontà dichiarata è quella di rafforzare ulteriormente la rete, assicurando un accesso più rapido e uniforme ai servizi.

Il focus principale riguarda il diabete, una delle grandi emergenze sanitarie globali e nazionali. In Italia si stimano circa 3,9 milioni di persone con diagnosi di diabete, a cui va aggiunto un numero consistente di soggetti non ancora diagnosticati. L’Ordine di Malta assiste già oggi circa 43.000 pazienti diabetici ogni anno in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, e punta a diventare un riferimento nazionale con percorsi integrati di diagnosi, trattamento e monitoraggio.

La prevenzione e la promozione di corretti stili di vita rappresentano una parte essenziale del Piano. Si guarda quindi non solo alla cura, ma anche all’educazione dei pazienti e delle famiglie, con campagne di sensibilizzazione che abbracciano alimentazione, attività fisica e screening periodici. Un modello che risponde alle indicazioni dell’<’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui la gestione efficace delle patologie metaboliche richiede strategie integrate tra ospedali e territorio.

Immagine legata alle attività sanitarie e assistenziali, rappresentativa del Piano di Sviluppo 2025-2029 dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, con riferimento a innovazione, territorio e valori umanitari
Una mappa dell’Italia mostra la distribuzione geografica dei tre ambiti prioritari individuati dal Piano di Sviluppo Sanitario dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta, confermando l’obiettivo di una rete uniforme di assistenza e ricerca sul territorio nazionale

Ricerca traslazionale e nuove tecnologie terapeutiche

Il terzo asse del Piano è quello dedicato alla ricerca medica traslazionale, ossia il trasferimento rapido dei risultati della ricerca di base alla pratica clinica. L’Ordine intende sviluppare nuove partnership accademiche con università e centri di ricerca italiani ed europei, con l’obiettivo di innovare i protocolli terapeutici e introdurre nuove soluzioni tecnologiche.

In questo contesto si colloca il progetto avanzato per l’apertura di un Centro di ricerca per la protesica avanzata all’interno dell’Ospedale San Giovanni Battista. Qui verranno impiegati esoscheletri strutturali e semi-strutturali, dispositivi che consentono di potenziare la riabilitazione motoria di pazienti con gravi deficit neurologici o amputazioni.

Il Centro non si limiterà alla riabilitazione, ma offrirà anche supporto per la progettazione e manutenzione di protesi personalizzate, in stretta collaborazione con ingegneri biomedici e start-up del settore. Un segnale importante in un momento in cui il mercato della protesica robotica è in piena espansione a livello globale.

“Il nostro obiettivo”,

ha dichiarato Edoardo Bellomo, Direttore Generale per le attività sanitarie dell’Associazione,

“è fornire un servizio efficiente, inclusivo e vicino ai bisogni dei nostri pazienti. Con questo piano vogliamo testimoniare concretamente i valori umanitari della tradizione dell’Ordine di Malta, integrandoci pienamente con il Sistema Salute del Paese”.

Digitalizzazione, sicurezza e umanizzazione delle cure

Oltre alle tre direttrici principali, il Piano contempla una serie di misure trasversali. La prima riguarda la digitalizzazione dei processi, con l’introduzione di sistemi informativi avanzati per la gestione clinica e amministrativa, finalizzati a ridurre i tempi di attesa e migliorare la comunicazione tra operatori e pazienti.

Parallelamente, proseguono i lavori di adeguamento infrastrutturale all’Ospedale San Giovanni Battista. In particolare, sono stati potenziati gli standard antincendio e di sicurezza, mentre sono stati avviati progetti per rendere gli ambienti più confortevoli e accoglienti.

Tra le iniziative più apprezzate dai pazienti spiccano la riapertura del bar interno, inaugurato lo scorso aprile, e l’introduzione di progetti culturali per intrattenimento e socializzazione. Si rafforza inoltre il ruolo del volontariato, con attività di sostegno quotidiano e percorsi dedicati all’ascolto.

Particolarmente innovativo è l’ampliamento della terapia assistita con gli animali, che già include programmi di riabilitazione con i cavalli. Questo approccio, raro in Italia, ha dimostrato efficacia nel migliorare abilità motorie e cognitive in pazienti con deficit neurologici, favorendo la plasticità neuronale e un recupero funzionale più rapido.

Formazione degli operatori e valore sociale della cura

Il Piano attribuisce grande importanza alla formazione e valorizzazione del personale sanitario. Sono previsti programmi di aggiornamento continuo, in linea con i più recenti standard europei, e iniziative dedicate al benessere degli operatori stessi. L’idea è che la qualità delle cure passi non solo attraverso infrastrutture e tecnologie, ma anche attraverso la motivazione e la preparazione di chi quotidianamente si prende cura dei pazienti.

In questo senso, la strategia dell’Ordine risponde a una sfida che accomuna tutto il sistema sanitario italiano: quella di trattenere e valorizzare i professionisti, evitando la fuga di competenze verso altri Paesi. Gli incentivi alla ricerca, le collaborazioni con le università e i programmi di carriera interna sono strumenti per rendere più attrattivo il settore.

Il valore sociale del piano si misura anche nella sua capacità di integrare servizi ospedalieri e territoriali, rispondendo al principio di medicina di prossimità sancito dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Un orientamento che vede l’Ordine di Malta come alleato strategico del Servizio Sanitario Nazionale, soprattutto nelle aree dove l’accesso alle cure è più difficile.

Verso una sanità italiana integrata e umanizzata

Il “Piano di Sviluppo 2025-2029″ dell’Associazione Italiana dell’Ordine di Malta segna un passaggio di grande rilievo per il sistema sanitario italiano. Coniuga innovazione tecnologica e tradizione umanitaria, rafforza il legame con il territorio e punta sulla ricerca come leva per migliorare la qualità delle cure.

In un Paese che invecchia rapidamente e in cui le disuguaglianze sanitarie rischiano di ampliarsi, questo Piano dimostra come sia possibile unire efficienza, prossimità e umanizzazione. La sfida, nei prossimi anni, sarà quella di consolidare le reti territoriali, accelerare la digitalizzazione e ampliare i confini della ricerca, senza mai perdere di vista la centralità della persona.

La forza di questo progetto risiede nella sua capacità di anticipare i bisogni futuri, costruendo un modello che non si limita a curare, ma si propone di accompagnare la vita delle persone, dalle fragilità più complesse alla quotidianità. Una visione che apre scenari di grande interesse per la sanità italiana, chiamata a rinnovarsi nel segno della solidarietà e dell’innovazione.

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