Zurigo si prepara a riaccendere il dibattito con un evento internazionale, pensato come spazio di confronto tra pubblico e innovatori

L’intelligenza artificiale sta attraversando una fase di accelerazione senza precedenti, con effetti sempre più visibili su qualsiasi settore produttivo, oltre che nella vita di tutti i giorni. A partire dalla medesima tecnologia, che si fa più potente e pervasiva, cresce al contempo anche la necessità di svilupparla e utilizzarla in modo responsabile, evitando che l’innovazione proceda più velocemente della capacità collettiva di comprenderne limiti ed implicazioni.
È da questa urgenza che prende forma lo “Zurich AI Festival”, pronto a tornare dal 28 settembre al 3 ottobre 2026 come uno spazio neutrale di confronto tra mondi diversi. L’evento, difatti, mette attorno allo stesso tavolo università e centri di ricerca, ma anche aziende, startup, decisori politici e pubblico, con l’obiettivo di esplorare dove sta andando l’AI e quali sfide urgenti richiedano collaborazione interdisciplinare.
Dopo l’edizione precedente, che ha contribuito a rafforzare il dialogo tra ecosistema scientifico e industriale, il prossimo appuntamento punta a dare ancora più visibilità internazionale al sistema svizzero dell’innovazione, favorendo sia le connessioni locali che gli scambi oltreconfine. Un approccio che posiziona la città di Zurigo (e la Svizzera con lei) come hub globale per un dibattito aperto sull’impatto sociale dell’intelligenza artificiale.
I numeri record di una città trasformata in palcoscenico
Innovazione e confronto pubblico sull’intelligenza artificiale sono stati i due grandi protagonisti anche della scorsa edizione del festival, svoltasi dal 29 settembre al 4 ottobre, come iniziativa dell’ETH AI Center e della “Greater Zurich Area“, in collaborazione con il Cantone di Zurigo e Zurich Tourism. I numeri per primi raccontano la portata raggiunta: oltre 6.500 partecipanti, più di 300 speaker, un pubblico internazionale pari al 48 per cento e un programma che si è articolato in 26 appuntamenti, grazie al contributo di 44 partner e a una rete capillare fatta di 17 sedi differenti.
A contraddistinguere il festival ci ha infatti pensato proprio la sua natura diffusa, capace di attraversare luoghi simbolici della città e, implicitamente, del suo ecosistema innovativo. Tra le sedi più significative figurano l’ETH Zurich e l’ETH Meeting Center, il Technopark Zürich e hub dedicati alle startup, ma anche spazi meno convenzionali per un evento sull’AI, quali il Kunsthaus Zürich e strutture sanitarie di riferimento come l’University Hospital Zurich. Una geografia ampia ed estesa, che da sola restituisce l’idea di un festival non riconducibile (né nelle intenzioni né nella logistica) ad un’unica venue, ma concepito come piattaforma aperta, connessa al tessuto urbano e alla rete di ricerca che ruota attorno a Zurigo.

Gli appuntamenti chiave del 2025 tra robotica, sanità e policy
Il programma dello “Zurich AI Festival” 2025 ha mostrato con chiarezza quanto l’intelligenza artificiale stia già attraversando ambiti molto diversi, dalla ricerca alla salute, fino alle applicazioni più quotidiane. Ad attirare particolare attenzione, lo scorso anno, ci ha pensato anche la presenza di Google che, attraverso la voce della sua Country Director in Svizzera, ha ribadito il legame di lungo corso con Zurigo, dove l’azienda è presente da oltre vent’anni e impiega migliaia di persone, diventando parte integrante dell’ecosistema tecnologico locale.
Il mosaico di appuntamenti ha poi toccato il mondo della robotica e dell’imprenditoria tecnologica con un summit dedicato a founder e startup al Technopark Zürich, mentre la dimensione clinica è entrata nel vivo con incontri ospitati dall’University Hospital Zurich e con focus specifici sull’AI in sala operatoria. Non sono mancati i temi della responsabilità e della governance, affrontati in sessioni dedicate alla Responsible AI e in un summit sulle politiche legate all’intelligenza artificiale, così come la componente culturale, con eventi che hanno intrecciato tecnologia e arte tra performance e appuntamenti al Kunsthaus Zürich.

Talenti e investimenti: ecco cosa aspettarsi dall’edizione 2026
Zurigo si prepara, ancora una volta, a tornare al centro del confronto sull’intelligenza artificiale con l’edizione 2026. Come già anticipato, il festival è un’iniziativa dell’ETH AI Center e della “Greater Zurich Area”, co-creata con il Cantone di Zurigo e Zurich Tourism, a cui dal 2026 si affianca anche la Città di Zurigo come partner alla pari, insieme a realtà di primo piano tra accademia, industria, istituzioni ed ecosistema locale dell’AI. Realtà che prendono forma con i volti del team: Helga Rietz per l’ETH AI Center e Sabine Müller per “Greater Zurich Area”.
In attesa dei dettagli sul programma e sulle numerose sedi, la direzione della prossima edizione è certamente già tracciata, con l’obiettivo di accelerare la collaborazione tra ricerca e industria, rafforzare l’attrattività di Zurigo per talenti e investimenti e parlare anche a chi oggi sta costruendo la nuova generazione di leader tecnologici.
E non sarà un appuntamento riservato agli addetti ai lavori, proprio perché l’intento è rendere l’intelligenza artificiale più accessibile, aprendo spazi di partecipazione e confronto pubblico, aumentando la consapevolezza e alimentando conversazioni inclusive su come l’AI stia già contribuendo a definire il futuro, tra opportunità, responsabilità e impatti concreti.
Tech-Talks: innovazione dell’IA allo Zurich AI Festival 2025
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