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Bambù e innovazione per rigenerare le terre del Camerun

Oasi di biodiversità e resilienza ambientale rifioriscono nel cuore antico dell’Africa centrale, grazie a progetti pionieristici e comunità impegnate

Terre del Camerun: germogli di bambù crescono in un vivaio locale, simbolo di riforestazione e rigenerazione dei suoli degradati nell’Africa centrale per garantire biodiversità e resilienza futura
Il vivaio di bambù creato dal Conservation Service della Lake Ossa Wildlife Reserve è un esempio tangibile di tutela e innovazione: parte del TRI Cameroon Project, esso trasforma semi e piantine in risorse chiave per la rigenerazione dei suoli e la salvaguardia della biodiversità nell’area protetta
(Foto: Fogoh John Muafor/TRI Cameroon)

A metà giugno 2025, mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla necessità di arrestare la perdita di biodiversità e contrastare la desertificazione, dal Camerun giungono notizie confortanti. Il progetto “The Restoration Initiative”, supportato dal Global Environment Facility e dal Governo camerunense, è diventato un esempio lampante di come innovazioni sociali e ambientali possano rilanciare ecosistemi in crisi e trasformare le vite di chi li abita.

Il TRI si è concentrato sulla rigenerazione dei paesaggi degradati nel Sudano–Sahel, a Waza, nel distretto forestale di Mbalmayo e nell’immensa area dei mangrovieti di Douala–Edea. Questi habitat, un tempo floridi e ricchi di biodiversità, sono stati messi a dura prova da urbanizzazione rapida, pratiche agricole intensive e mancanza di politiche efficaci di governance.

Come conferma Moumbe Fotso Mitterand, Capo del Chiefdom di Bamougoum, noto per essere uno dei principali centri di produzione di zucche:

“Dal momento in cui viene attaccata una porzione della foresta sacra, il capo non riesce più a dormire serenamente… il suo dovere primario è quello di preservarla”.

Terre del Camerun: mamma Salamatou accudisce piantine di bambù nel villaggio di Aissa Hardé, simbolo di rigenerazione dei suoli e speranza per le comunità rurali del nord del Camerun
Mamma Salamatou accudisce piantine di bambù nel villaggio di Aissa Hardé, nell’estremo nord del Camerun: qui, in sacchetti di plastica riciclati, germoglia la promessa di terre rigenerate e di una nuova autonomia per la comunità, frutto dell’impegno condiviso e dei progetti di riforestazione locale
(Foto: Fogoh John Muafor/TRI Cameroon)

Bambù: una risorsa dimenticata diventa leva di rilancio

Uno dei punti di forza dell’iniziativa è stata la riscoperta e valorizzazione del bambù autoctono. Questo materiale, un tempo considerato marginale, è tornato alla ribalta grazie alla sua capacità di rigenerare suoli degradati, stabilizzare pendii e fornire una risorsa rinnovabile per la produzione di mobili, carburanti e materiali edilizi.

Il bambù è cresciuto rapidamente e si è rivelato un’alternativa produttiva e a basso impatto ambientale alla deforestazione intensiva.

Come conferma la dottoressa Angèle Abena, ingegnere forestale e responsabile dei progetti sul campo:

“Il bambù è una pianta resiliente e versatile. In Camerun è la chiave per un’agricoltura più sostenibile e per diversificare l’economia dei villaggi coinvolti nel progetto ‘The Restoration Initiative’”.

Dai semi alla filiera produttiva: la forza dei numeri reali

Le cifre dei risultati raggiunti dal TRI sono eloquenti: ad oggi, sono stati piantati più di 600.000 alberi e piante, dei quali 160.000 sono piantine di bambù e 57.000 di mangrovie, mentre 400.000 appartengono ad altre specie forestali e non legnose. Questo sforzo ha portato alla rigenerazione di 825 ettari di terre degradate e alla gestione sostenibile di 17.571 ettari.

Le comunità locali sono state coinvolte e formate, con 5.009 beneficiari diretti nel corso dei primi anni di implementazione. Le famiglie hanno ricevuto formazione sulla produzione e gestione dei vivai, sulla creazione di piantagioni e sulla trasformazione dei prodotti forestali non legnosi, ampliando la loro capacità di generare reddito e garantire la propria sussistenza.

“Oggi la mia piantagione di bambù è la mia assicurazione per il futuro”,

afferma Fokam Etienne, coltivatore nel villaggio di Ngat.

“Ho visto come la mia terra è tornata viva e come la mia famiglia può contare su nuove entrate”.

Terre del Camerun: vivaio di bambù nel cuore della Lake Ossa Reserve, iniziativa chiave per riforestare e tutelare la biodiversità dei terreni degradati e dei corsi d’acqua camerunesi
Germogli di bambù autoctono affiorano dal letto di germinazione, cuore pulsante dei vivai rigenerativi nel Camerun settentrionale: qui, semi selezionati e accuditi crescono in un ambiente protetto, dando inizio al ciclo di riforestazione e produzione sostenibile che trasformerà terre degradate in ecosistemi resilienti e vitali

Le politiche e la tecnologia al servizio della rigenerazione

Non è mancato l’apporto significativo delle politiche pubbliche. Il Ministero delle Foreste e della Fauna (MINFOF) e il Ministero dell’Ambiente, della Protezione della Natura e dello Sviluppo Sostenibile (MINEPDED) camerunensi hanno supportato la creazione di una piattaforma elettronica per favorire scambi e commerci trasparenti dei prodotti legati al bambù e ad altri NTFP, acronimo in lingua inglese dei cosiddetti “prodotti forestali non legnosi”.

Inoltre, è stato redatto e diffuso un manuale contenente le buone pratiche per la gestione dei paesaggi forestali degradati.

Secondo Jacques Waouo, responsabile per la Rainforest Alliance:

“L’agricoltura intensiva e l’uso eccessivo di pesticidi hanno danneggiato il suolo e inquinato i corsi d’acqua vicini… Negli ultimi 30 anni è andato perduto il sessanta per cento delle foreste sacre…”.

Terre del Camerun: un coltivatore si china accanto a piantine di bambù nel vivaio, esempio di innovazione agricola e rinascita dei terreni degradati nel cuore dell’Africa subsahariana
Un contadino africano verifica la crescita dei giovani germogli di bambù, simboli di speranza e rinascita dei terreni degradati. Il lavoro paziente e meticoloso dei coltivatori locali è alla base di una nuova economia verde che, dal Camerun, restituisce fertilità e futuro alle terre aride e alle comunità rurali dell’Africa

Uno sguardo al domani: progetti e aspettative camerunensi

Grazie a questi successi, il Camerun guarda al futuro con rinnovata fiducia. Il TRI prevede di estendere le sue iniziative e di attrarre ulteriori risorse nell’ambito dei programmi GEF-8 per la lotta al cambiamento climatico e la tutela della biodiversità.

Una nuova proposta progettuale è stata presentata nell’alveo dell’Ecosystem Restoration Integrated Program, destinata ad amplificare e rendere duraturi gli impatti positivi fin qui ottenuti.

In conclusione, ciò che accade nel cuore dell’Africa è una prova tangibile di come l’innovazione, abbinata alla determinazione e al lavoro delle comunità locali, possa trasformare terre degradate in risorse vitali e resilienti per le generazioni a venire.

Il Camerun, con la sua ricchezza di biodiversità e una nuova visione dei propri ecosistemi, indipendente dalla Francia dall’ormai lontano primo gennaio 1960, è sulla strada giusta per affermarsi come esempio virtuoso nel panorama globale dei processi di rigenerazione e di salvaguardia ambientale.

Aggiunge Doreen Lynn Robinson, responsabile biodiversità e terra per il Programma ONU per l’Ambiente (UNEP), conclude in maniera molto chiara:

“Affrontando i principali fattori alla base della deforestazione e del degrado… questi progetti contribuiranno in modo significativo a migliorare la condizione economica delle donne in Camerun, aiutando al contempo a mitigare i cambiamenti climatici e a proteggere la biodiversità”.

Il progetto “The Restoration Initiative” con il bambù in Camerun

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Terre del Camerun: comunità rurali piantano alberi e piante NTFP vicino alla Lake Ossa Reserve, favorendo rigenerazione dei suoli e creazione di mezzi di sussistenza più resilienti e sostenibili
Le comunità vicine alla Lake Ossa Reserve piantano alberi e piante NTFP come parte del TRI Cameroon Project, restituendo fertilità e stabilità ai campi coltivati: questo lavoro condiviso riflette la forza di un’alleanza tra natura e persone, essenziale per garantire resilienza e prospettive durature nel cuore dell’Africa
(Foto: Fogoh John Muafor/TRI Cameroon)

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