Nel cuore di una delle aree più desertiche degli USA prende forma un esperimento urbano hi-tech: connettività, automazione e sostenibilità per la società del futuro

Nel cuore del deserto dell’Arizona, a una quarantina di chilometri da Phoenix, si sta delineando un esperimento urbano che potrebbe ridefinire il modo di vivere, lavorare e produrre nel ventunesimo secolo: è Belmont, la città intelligente fondata sull’idea di coniugare sostenibilità, digitalizzazione e innovazione sociale.
Progettata da Belmont Partners con il sostegno del fondo Cascade Investment, controllato da Bill Gates, Belmont è concepita come una smart city a completa integrazione tecnologica, pensata per oltre 180.000 abitanti e sviluppata su una superficie di circa 100 km quadrati.
L’obiettivo è ambizioso: creare una città interamente pianificata attorno alle infrastrutture digitali, all’automazione e alla mobilità autonoma, facendo dell’Arizona un laboratorio vivente per la società del futuro.

(Illustrazione: Hadley-Design)
La visione di Belmont: un hub digitale nel deserto
L’idea di Belmont nasce nel 2017, quando Belmont Partners LLC annuncia l’acquisto di circa 10.000 ettari di terreno nel deserto occidentale dell’Arizona per un investimento iniziale di 80 milioni di dollari, provenienti direttamente dal fondo Cascade Investment. L’obiettivo, sin dall’inizio, non è semplicemente quello di edificare una nuova città, ma di progettare un ecosistema urbano interconnesso, in grado di integrare reti intelligenti, data center, trasporti autonomi e sistemi energetici a basso impatto.
Belmont è pensata per diventare un modello urbano autosufficiente, con quartieri progettati per ottimizzare l’uso dell’acqua, dell’energia solare e dei flussi digitali. Il progetto, fin dall’inizio, si è distinto da altri esperimenti urbanistici statunitensi per l’enfasi sul tessuto digitale, considerato la vera infrastruttura fondativa della città.
La sua posizione, strategica lungo la Interstate 10 che collega Phoenix a Los Angeles, la pone inoltre al centro di uno dei futuri corridoi per veicoli autonomi previsti dall’Arizona Department of Transportation. Belmont è dunque un nodo sperimentale dove urbanistica, IA e infrastrutture intelligenti si intrecciano in modo organico.

Il masterplan: una città disegnata in toto intorno ai dati
Il masterplan di Belmont prevede una città suddivisa in quattro grandi zone funzionali: un distretto residenziale per circa 80.000 abitanti, un centro commerciale e tecnologico dedicato a imprese digitali, startup e data center, un campus educativo e di ricerca integrato con università e centri STEM, e un’area industriale leggera alimentata da energie rinnovabili e connessa logisticamente all’autostrada e al futuro corridoio ferroviario verso California e Texas.
A livello urbanistico, Belmont è stata progettata da un team che include HDR Inc., Woods Bagot e HOK, tre studi internazionali che stanno lavorando alla definizione di una griglia urbana flessibile, basata su moduli abitativi a basso consumo e su quartieri “sensorizzati”.
L’obiettivo è creare una città digitale nativa, dove ogni edificio, impianto e strada sarà dotato di sensori IoT in grado di fornire dati in tempo reale su traffico, qualità dell’aria, consumi e manutenzione.
Tutte le informazioni confluiranno in una piattaforma di smart governance gestita tramite intelligenza artificiale, capace di analizzare i flussi energetici e sociali e di anticipare i bisogni della popolazione. Belmont adotterà anche una rete di blockchain civica per la gestione trasparente dei servizi pubblici: dall’erogazione dell’acqua ai contratti di locazione, fino alla gestione delle identità digitali dei cittadini.
Innovazione, energia e mobilità intelligente per Belmont
Uno degli assi centrali del progetto è la mobilità autonoma e sostenibile. Belmont è stata concepita per eliminare gradualmente il traffico privato: le vie principali saranno riservate a veicoli elettrici autonomi e navette pubbliche a guida automatizzata. Le infrastrutture ospiteranno reti di ricarica wireless, mentre le piste ciclabili e pedonali saranno integrate con illuminazione adattiva e sensori di sicurezza.
Il sistema energetico, interamente rinnovabile, si baserà su campi solari fotovoltaici, sistemi di storage a idrogeno e micro-reti intelligenti (smart grid) in grado di redistribuire l’energia in base alla domanda. Il consumo idrico, cruciale in un’area desertica, sarà ridotto grazie a impianti di riciclo delle acque grigie e a un sistema di irrigazione controllato da AI che ottimizzerà ogni litro d’acqua.
Belmont sarà anche una “test city” per la guida autonoma e la logistica automatizzata, ospitando un corridoio dedicato ai trasporti elettrici senza conducente sviluppato in collaborazione con Waymo (la divisione autonoma di Alphabet/Google) e con il supporto della Arizona Commerce Authority.

Lo stato attuale dei lavori e le necessarie tempistiche
Dopo l’annuncio iniziale, il progetto ha vissuto una fase di pianificazione prolungata, dovuta in parte alla complessità normativa e ambientale. Tuttavia, nel 2022 Belmont Partners ha ottenuto l’approvazione definitiva per il piano regolatore preliminare, avviando le prime opere infrastrutturali per le reti idriche e viarie.
Nel 2023 sono iniziati i lavori di urbanizzazione primaria per i distretti residenziali e tecnologici, con l’obiettivo di completare la prima fase entro il 2027, ma i cantieri sono ancora piuttosto indietro. Secondo documenti depositati presso la Maricopa County Planning Department, la prima sezione abitabile ospiterà circa 30.000 residenti e includerà scuole, servizi pubblici e un parco tecnologico di 150 ettari destinato a startup nel settore della green economy.
Tra il 2028 e il 2035 è prevista l’espansione delle aree industriali e del corridoio logistico, mentre il completamento del masterplan completo è fissato al 2040, quando Belmont dovrebbe contare una popolazione di 180.000 persone e oltre 80.000 posti di lavoro diretti.
Il progetto è finanziato da Cascade Investment, ma supportato da un network di partner pubblici e privati, tra cui Arizona Public Service, Intel, Microsoft Energy Systems e Arizona State University, che coordina il laboratorio di innovazione urbana “Smart Desert Lab”. Secondo fonti governative di Phoenix, i lavori di infrastruttura sono oggi in una fase di avanzamento tecnico superiore al 35 per cento, con completamento del primo impianto fotovoltaico nel 2025 e del primo centro dati nel 2026.
Vicino Phoenix una città come laboratorio del futuro
Belmont è più di un esperimento immobiliare: è un laboratorio sociale e tecnologico. Ogni aspetto della città è pensato per raccogliere, analizzare e restituire informazioni utili alla comunità, creando un ambiente urbano che “impara” dai suoi abitanti.
Le reti 5G e in prospettiva 6G saranno la spina dorsale della connettività, mentre l’intero sistema amministrativo sarà gestito tramite una AI civica capace di monitorare in tempo reale consumi, traffico e sicurezza.
Sul piano sociale, Belmont punta a sperimentare nuovi modelli di inclusione digitale e di economia della conoscenza. Verranno introdotti programmi di formazione STEM, coworking pubblici e servizi cittadini completamente automatizzati. L’obiettivo è quello di costruire una città che funzioni come un organismo intelligente, dove la tecnologia non sia un accessorio ma la base del vivere urbano.
Se i tempi saranno rispettati, Belmont potrebbe diventare, entro la metà del secolo, il primo esempio di smart city completamente digitale del Nord America, e un modello esportabile per le future aree metropolitane del deserto occidentale.
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