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Guinea Equatoriale, la capitale si sposta a Ciudad de la Paz

Dal 2026 Malabo cede il ruolo a una città costruita da zero, tra ambizioni strategiche e molte incognite: cosa prevede il progetto

Guinea Equatoriale, la capitale si sposta a Ciudad de la Paz
Il progetto per la costruzione di Ciudad de la Paz, che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Oyala, nasce ufficialmente nel 2008 come parte di una più ampia strategia di riorganizzazione territoriale (Foto: Ministerio Información, prensa y cultura Guinea Ecuatorial /Sito ufficiale)

Dall’inizio del 2026 la Guinea Equatoriale, piccolo paese dell’Africa centro-occidentale con un milione e mezzo di abitanti, ha ufficialmente trasferito la sua capitale da Malabo a Ciudad de la Paz, una città della provincia orientale di Djibloho costruita da zero a partire dal 2008

A sancire questo passaggio è stato un decreto presidenziale pubblicato il 3 gennaio, che ha di fatto ultimato un percorso lanciato nel 2008 dal presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, al potere da 47 anni. La decisione è stata presa per motivazioni strategiche: la vecchia capitale si trova sull’isola di Bioko, distante circa 150 chilometri dalla terraferma della Guinea Equatoriale, e la nuova Ciudad de la Paz è in una posizione decisamente migliore, secondo il Presidente, anche in ottica di espansione. La città è, secondo lui,

“l’opzione ideale per ospitare la capitale della Guinea Equatoriale”,

spiega nel decreto.

Guinea Equatoriale, la capitale si sposta a Ciudad de la Paz
Dal 4 gennaio 2026 la nuova capitale della Guinea Equatoriale è Ciudad de la Paz (Foto: Ministerio Información, prensa y cultura Guinea Ecuatorial)

Le origini del progetto Ciudad de la Paz

Il progetto per la costruzione di Ciudad de la Paz, che inizialmente avrebbe dovuto chiamarsi Oyala, nasce ufficialmente diciotto anni or sono come parte di una più ampia strategia di riorganizzazione territoriale e di diversificazione economica della Guinea Equatoriale

All’epoca, il Paese stava beneficiando dei proventi dell’industria petrolifera, che avevano garantito una rapida crescita del PIL, ma avevano anche accentuato squilibri territoriali, sociali e infrastrutturali. L’idea del presidente Obiang era quella di utilizzare una parte delle entrate energetiche per dare vita a una nuova capitale amministrativa nel cuore del continente, riducendo la dipendenza dall’isola di Bioko e proiettando l’immagine di uno Stato moderno e pianificato.

Guinea Equatoriale, la capitale si sposta a Ciudad de la Paz
A sancire il passaggio da Malabo a Ciudad de la Paz è stato un decreto presidenziale pubblicato il 3 gennaio 2026, che ha di fatto ultimato un percorso lanciato nel 2008 dal presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, al potere da 47 anni (Foto: Ministerio Información, prensa y cultura Guinea Ecuatorial)

Una smart city genuinamente africana

La città, ribattezzata ufficialmente Ciudad de la Paz nel 2017, si estende su una superficie di oltre 80 chilometri quadrati nel mezzo della foresta equatoriale. È stata concepita come una “smart city africana”, con un impianto urbanistico razionale, ampi viali, quartieri funzionalmente separati e una forte centralità degli edifici istituzionali. Al centro sorgono il nuovo palazzo presidenziale, il Parlamento, i ministeri e le principali sedi amministrative, mentre le aree residenziali e commerciali si sviluppano a raggiera, secondo un modello che richiama le capitali pianificate del Novecento, da Brasilia ad Abuja

Dal punto di vista architettonico, Ciudad de la Paz riflette un mix di stili monumentali e soluzioni contemporanee, spesso firmate da studi internazionali. Grandi edifici governativi, piazze scenografiche e infrastrutture sovradimensionate convivono con complessi residenziali moderni, hotel di lusso e centri congressi. Il progetto ha visto un massiccio coinvolgimento di imprese straniere, in particolare cinesi ed europee, chiamate a realizzare strade, reti elettriche, sistemi idrici e di telecomunicazione in un’area che, fino a pochi anni fa, era scarsamente popolata e difficilmente accessibile

Guinea Equatoriale, la capitale si sposta a Ciudad de la Paz
La città, ribattezzata ufficialmente Ciudad de la Paz nel 2017, si estende su una superficie di oltre 80 chilometri quadrati nel mezzo della foresta equatoriale (Foto: Ministerio Información, prensa y cultura Guinea Ecuatorial)

Investimenti e criticità di un’idea utopica

Uno degli obiettivi dichiarati della nuova capitale è diventare un polo di innovazione e servizi avanzati per l’intera Africa centrale. Nei piani governativi, Ciudad de la Paz dovrebbe ospitare università, centri di ricerca, hub tecnologici e infrastrutture digitali in grado di attrarre investimenti esteri e competenze. La città è stata dotata fin dall’inizio di una rete in fibra ottica, di sistemi di videosorveglianza diffusi e di una pianificazione energetica che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe integrare fonti rinnovabili accanto alla produzione tradizionale

Il trasferimento della capitale, tuttavia, non è stato privo di criticità. A distanza di quasi vent’anni dall’avvio del progetto, Ciudad de la Paz è ancora lontana dall’essere una città pienamente vissuta. Molti edifici risultano sottoutilizzati, le strade spesso deserte e la popolazione residente è nettamente inferiore rispetto alle stime iniziali, che parlavano di 150-200 mila abitanti. La maggior parte dei funzionari statali continua a mantenere legami forti con Malabo, dove restano infrastrutture consolidate, servizi e una rete diplomatica che difficilmente può essere trasferita in tempi brevi

Guinea Equatoriale, la capitale si sposta a Ciudad de la Paz
Nei piani governativi, Ciudad de la Paz dovrebbe ospitare università, centri di ricerca, hub tecnologici e infrastrutture digitali (Foto: Ministerio Información, prensa y cultura Guinea Ecuatorial)

Una scommessa politica ed economica

Il decreto di gennaio 2026 rappresenta quindi più un atto politico e simbolico che la conclusione di un processo già completato. Il Governo ha previsto una fase di transizione di almeno un anno, durante la quale ministeri, uffici pubblici e rappresentanze istituzionali dovranno progressivamente spostarsi nella nuova capitale. Alcune funzioni strategiche, come parte delle sedi diplomatiche e alcune agenzie governative, potrebbero comunque restare a Malabo, che continuerà a essere un importante centro economico e logistico del paese

Dal punto di vista economico, la costruzione di Ciudad de la Paz ha richiesto investimenti miliardari, alimentando un acceso dibattito internazionale. Organizzazioni per i diritti umani e osservatori indipendenti hanno più volte criticato il progetto, sottolineando come le risorse impiegate per edifici monumentali e infrastrutture di rappresentanza avrebbero potuto essere destinate a sanità, istruzione e servizi di base, ancora carenti in molte aree degli ex Territorios Españoles en el Golfo de Guinea, diventati indipendenti il 12 ottobre 1968. Il Paese, pur avendo uno dei Prodotti Interni Lordi pro capite più alti dell’Africa subsahariana grazie al petrolio, presenta forti disuguaglianze e livelli di povertà diffusa

Guinea Equatoriale, la capitale si sposta a Ciudad de la Paz
Il decreto del gennaio 2026 rappresenta più un atto politico e simbolico che la conclusione di un processo già completato: il Governo della Guinea Equatoriale ha previsto una fase di transizione di almeno un anno (Foto: Ministerio Información, prensa y cultura Guinea Ecuatoria)

Un laboratorio di grandi capitali pianificate

Allo stesso tempo, Ciudad de la Paz è diventata un laboratorio emblematico delle grandi capitali pianificate del XXI secolo, soprattutto nel continente africano. Negli ultimi decenni, diversi Paesi hanno scelto di costruire nuove città amministrative da zero, nel tentativo di decongestionare i centri storici, ridistribuire lo sviluppo e affermare una nuova identità nazionale. Esempi come Abuja in Nigeria, Yamoussoukro in Costa d’Avorio o la nuova capitale amministrativa egiziana a est del Cairo mostrano come queste operazioni siano spesso il risultato di un mix di ambizioni politiche, esigenze strategiche e narrazioni di modernità

Nel caso della Guinea Equatoriale, la scelta di spostare la capitale nell’entroterra risponde anche a considerazioni di sicurezza e controllo del territorio. Malabo, situata su un’isola, è più vulnerabile dal punto di vista logistico e difensivo, mentre Ciudad de la Paz si trova in una posizione centrale rispetto al continente, meglio collegabile con il Camerun e il Gabon. Questa centralità geografica è stata più volte richiamata da Teodoro Obiang Nguema Mbasogo come uno dei principali vantaggi della nuova capitale, soprattutto in un’ottica di integrazione regionale

Il nodo della sostenibilità a lungo termine

Resta però aperta la questione della sostenibilità a lungo termine del progetto. La Guinea Equatoriale sta affrontando un progressivo calo delle entrate petrolifere e una crescente pressione internazionale per riforme politiche ed economiche. In questo contesto, mantenere e animare una capitale costruita ex novo richiederà risorse continue, capacità amministrativa e una reale attrattività per cittadini e investitori. Senza un tessuto economico dinamico e una popolazione stabile, il rischio è che Ciudad de la Paz resti una “capitale sulla carta”, simbolo di ambizione più che motore di sviluppo

Per ora, il trasferimento ufficiale segna una nuova fase nella storia del paese e apre interrogativi più ampi sul rapporto tra urbanistica, innovazione e potere politico. Ciudad de la Paz rappresenta una scommessa: quella di usare la pianificazione urbana come leva per ridisegnare lo Stato, modernizzarne l’immagine e immaginare un futuro oltre il petrolio. Se questa scommessa verrà vinta, o se la nuova capitale finirà per essere ricordata come una città vetrina nel mezzo della foresta, dipenderà dalle scelte politiche ed economiche dei prossimi anni

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La scelta di spostare la capitale nell’entroterra della Guinea Equatoriale risponde anche a considerazioni di sicurezza e controllo del territorio: Malabo, situata su un’isola, è più vulnerabile dal punto di vista logistico e difensivo (Foto: Ministerio Información, prensa y cultura Guinea Ecuatorial)

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