Il Southern Hemisphere Circumpolar Wavenumber-4 Pattern influenza il clima dell’emisfero australe a partire da una piccola zona in mare aperto

Quello che succede in una piccola zona del Pacifico Sud Occidentale può innescare cambiamenti di temperatura che influenzano l’intero emisfero australe: è quello che emerge da un nuovo studio pubblicato sul “Journal of Geophysical Research: Oceans”.
Il nuovo modello climatico è stato denominato “Southern Hemisphere Circumpolar Wavenumber-4 Pattern” e condivide diverse caratteristiche con El Niño, il fenomeno climatico che ogni 2-7 anni provoca il forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale, con conseguenze che arrivano a toccare, oltre ai Paesi del Sudamerica, il Canada, la Corea e le Hawaii.
Con ogni probabilità, spiegano gli scienziati, si tratta di un fenomeno che è sempre stato parte del nostro clima, ma di cui ci accorgiamo soltanto adesso.
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C’è un nuovo modello climatico per il Pacifico
L’interazione tra oceano e atmosfera è cruciale per il clima dell’intero pianeta. Così, succede che quando la temperatura dell’acqua cambia in una piccola area vicina ad Australia e Nuova Zelanda si genera un “effetto domino” che interessa l’atmosfera e che porta forti venti occidentali a investire l’intero emisfero sud, modificandone il clima.
Il modello climatico, spiegano Balaji Senapati dell’Università di Reading e il resto del team internazionale che ha lavorato alla ricerca, funziona come una reazione a catena globale: questo schema crea quattro aree calde e fredde alternate negli oceani, formando un cerchio completo nell’emisfero meridionale.
Il fenomeno inizia vicino all’oceano della Nuova Zelanda e dell’Australia: quando la temperatura dell’oceano cambia in questa piccola area, si innescano una serie di effetti consecutivi nell’atmosfera. Questo crea un’onda che viaggia intorno all’intero emisfero meridionale, trasportata da forti venti occidentali. E quando quest’onda atmosferica si muove, va ad influire sulle temperature degli oceani, creando le quattro aree calde e fredde.
Il fenomeno osservato dagli scienziati si chiama “Southern Hemisphere Circumpolar Wavenumber-4 Pattern”, ed era già stato notato. Quello che hanno fatto i ricercatori nello studio appena pubblicato sul “Journal of Geophysical Research: Oceans”, però, è il primo tentativo riuscito di simulare questo modello di temperatura utilizzando un emulatore climatico.
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Il clima globale e le temperature dell’Oceano
I ricercatori hanno utilizzato sofisticati modelli per simulare 300 anni di condizioni climatiche, combinando componenti atmosferiche, oceaniche e dei ghiacci marini per creare una rappresentazione completa del sistema climatico terrestre. Analizzando questi dati simulati, il team ha identificato un modello ricorrente di variazioni della temperatura superficiale del mare che circonda l’emisfero meridionale.
“La nostra ricerca rivela che le variazioni di temperatura superficiale del mare nel Pacifico subtropicale sud-occidentale (SWSP) giocano un ruolo fondamentale nel generare il pattern W4 nell’atmosfera”, si legge nello studio, “influenzando successivamente le temperature superficiali dell’acqua durante l’estate australe”.
Il processo inizia con il riscaldamento di una piccola zona del Pacifico subtropicale sud-occidentale, che provoca perturbazioni atmosferiche. Ciò conduce alla formazione di un’onda di Rossby, un’onda di grande scala che si muove da ovest verso est nei venti atmosferici e nelle correnti oceaniche, con lunghezze d’onda che vanno da diverse centinaia a migliaia di chilometri, nella configurazione W4 (ovvero con quattro centri di carico).
Questo dato è di estrema importanza per il clima globale. L’interazione di queste onde planetarie con fenomeni come El Niño, infatti, influenza il clima di tutto il mondo. I movimenti delle onde di Rossby possono provocare inondazioni e siccità in regioni molto distanti, come avvenuto nel 2010, quando la Russia è stata colpita da una delle più gravi ondate di calore di sempre, mentre il Pakistan, a migliaia di chilometri, era testimone di violente inondazioni improvvise.
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Un nuovo interruttore nel clima della Terra
L’onda atmosferica provocata dal riscaldamento delle acque interagisce con la superficie dell’oceano, provocando uno scambio di calore tra l’atmosfera e l’oceano superiore, e a sua volta “influenza la profondità dello strato misto nell’oceano superiore, che riceve l’energia solare”.
L’oceano svolge un ruolo cruciale in questo processo: quando l’onda atmosferica modifica l’andamento dei venti, influisce sul modo in cui il calore si sposta tra l’oceano e l’aria. Ciò modifica la profondità dello strato superiore di acqua più calda dell’oceano, spiegano gli scienziati, che può rendere più o meno forti le variazioni di temperatura.
Sappiamo che l’interazione tra oceano ed atmosfera è un tassello fondamentale del nostro clima, e questo studio sembra sottolineare con forza questo aspetto spesso sottovalutato.
“Questa scoperta è come trovare un nuovo interruttore nel clima della Terra”, spiega Balaji Senapati, autore principale dello studio, “dimostra che un’area relativamente piccola dell’oceano può avere effetti di vasta portata sui modelli climatici e meteorologici globali”.
Tra l’altro, il nuovo modello può essere verificato indipendentemente da altri sistemi meteorologici noti ai tropici, come il modello di riscaldamento El Niño o la sua fase opposta, La Niña. Ciò suggerisce che è sempre stato parte del clima terrestre, spiegano gli scienziati. E nonostante fosse sempre stato “nascosto in bella vista”, è stato notato soltanto adesso.
“La comprensione di questo nuovo sistema meteorologico potrebbe migliorare notevolmente le previsioni del tempo e del clima, soprattutto nell’emisfero meridionale”, spiega Senapati, “potrebbe aiutare a spiegare cambiamenti climatici finora misteriosi e potrebbe migliorare la nostra capacità di prevedere eventi climatici e meteorologici estremi“.
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