Geotag: 

CiproCipro del NordGreciaTurchia

Le foche monache cercano riparo dai turisti: lo studio

Il turismo di massa minaccia la foca monaca: una ricerca nel Mar Ionio Interno rivela che i pinnipedi si rifugiano nelle grotte sottomarine per riposare

Turismo e animali selvatici: il caso delle foche monache del Mediterraneo
Le foche monache del Mediterraneo, tra i mammiferi più rari del pianeta, stanno cambiando il loro comportamento per sottrarsi ai turisti (Foto: Toby Matthews / Ocean Image Bank)

Il turismo di massa sta ridisegnando non solo le coste del Mediterraneo, ma anche le abitudini degli animali che le popolano. Tra le specie più colpite c’è la foca monaca del Mediterraneo, uno dei mammiferi più rari e minacciati del pianeta. Un recente studio mette in luce come l’incessante pressione antropica stia spingendo questi pinnipedi a modificare il proprio comportamento, costringendoli ad abbandonare le storiche spiagge aperte per cercare rifugio in remote e inaccessibili grotte sottomarine, che usano essenzialmente per riposare lontano dagli umani.

I turisti disturbano le foche monache: lo studio

La foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus) è uno dei mammiferi più rari della Terra, nonché uno dei pinnipedi maggiormente minacciati dall’inquinamento e dalle attività umane. Ad oggi, secondo i dati dell’IUCN, in tutto l’areale della specie vivono tra gli 800 e i 1000 esemplari. In totale.

Il nucleo principale della popolazione è localizzata nel Mar Egeo, tra Grecia, Cipro e Turchia. Si tratta comunque di poche colonie sparse tra il Mediterraneo e le coste dell’Oceano Atlantico – colonie che sono miracolosamente sopravvissute a secoli di caccia e che si trovano oggi ad affrontare minacce altrettanto pericolose. Non si parla soltanto di pesca e operazioni militari sempre più frequenti. Gli esseri umani, per questi animali, riescono a costituire un pericolo esistenziale anche quando vanno a divertirsi lontano da casa. I turisti, a quanto pare, disturbano questi animali al punto da averne modificato il comportamento. Un recentissimo studio pubblicato sulla rivista Oryx ha scoperto che le foche monache hanno iniziato a cercare rifugio all’interno di grotte marine remote e difficilmente accessibili all’uomo.

La vita della foca monaca si svolge soprattutto in mare. Tuttavia, spiegano i ricercatori, le evidenze storiche suggeriscono che questi pinnipedi fossero soliti riposare su spiagge aperte. Il problema è che queste spiagge, anche quelle di isolotti disabitati come Formicula, nell’Arcipelago del Mar Ionio Interno, sono sempre più popolate. E le foche monache sono costrette a cercare riparo lontano dallo sguardo dei turisti.

“L’aumento del disturbo umano e della persecuzione, insieme al progressivo deterioramento dell’habitat, hanno probabilmente spinto la foca monaca del Mediterraneo (Monachus monachus), classificata come Vulnerabile nella Lista Rossa dell’IUCN, a ridurre il suo comportamento gregario e a cercare rifugio, spesso da sola, in remote grotte marine”,

si legge nella ricerca.

Dove vive la foca monaca del Mediterraneo?
L’areale della foca monaca del Mediterraneo, Monachus monachus (Foto: European Red List; IUCN & EU 2023. Monachus monachus. The IUCN Red List of Threatened Species. Version 2025-2)

Le foche monache cercano riparo nelle grotte sottomarine

Dopo aver analizzato l’area dello studio, in cui era già stata osservata la presenza di individui di Monachus monachus, i ricercatori hanno individuato una grotta e vi hanno piazzato prima un sistema di monitoraggio autonomo e delle telecamere subacquee. La prima telecamera, impostata per scattare foto ogni 5 minuti, è rimasta in funzione per 16 giorni. La seconda, posizionata nello stesso punto, ha raccolto dati per 125 giorni.

La grotta non è stata scelta a caso, ma in base ad alcune caratteristiche notoriamente apprezzate dagli individui della specie, che tendono a cercare rifugio in cavità “dotate di uno o più ingressi sopra o sotto il livello dell’acqua, un corridoio d’accesso, una pozza interna e una spiaggia che offre un’area asciutta per il riposo”.

La grotta a campana d’aria monitorata, spiegano, presentava l’accesso a sacche d’aria alte fino a un metro ed era accessibile esclusivamente tramite due corridoi sottomarini a una profondità di 1,10 metri, uno che la collegava alla grotta principale e l’altro che conduceva al mare aperto. E, come si legge nello studio, le foche monache sembrano preferirla alla grotta principale:

“Durante l’intero periodo di monitoraggio (141 giorni), le foche sono state rilevate mentre utilizzavano la grotta principale per 30 giorni (21%), la grotta delle bolle per 119 giorni (84%) e entrambe le grotte (principale e delle bolle) per 23 giorni (16%), indicando una forte preferenza per la grotta a campana d’aria, utilizzata da singoli individui o da gruppi fino a tre foche”.

Le grotte marine con ingresso subacqueo e con una spiaggia protetta al loro interno sono generalmente considerate un habitat riproduttivo, per la foca monaca del Mediterraneo. Le nuove osservazioni, però, rivelano che questi animali hanno preso ad utilizzarle anche e soprattutto per riposare – e proteggersi dalle incursioni umane.

Come dormono le foche monache nelle grotte sottomarine
(a) tre foche riposano in superficie; (b) una foca dorme sul fondale marino; (c) una femmina dorme di lato con le narici sott’acqua mentre espone i quattro capezzoli e l’ombelico alla telecamera; (d) un grande maschio nero dorme in superficie (Foto: Joan Gonzalvo et al., Sealed serenity: use of underwater bubble caves as refuge against disturbance by Mediterranean monk seals, 2026)

Il riposo delle foche nelle grotte a campana d’aria

I ricercatori hanno osservato che le foche monache riposano regolarmente all’interno di queste grotte dotate di sacche d’aria. Qui, le foche rimangono in acqua senza alcuna piattaforma su cui arrampicarsi, ma sono in grado di respirare. Pur non essendo adatte né per il riposo a terra né per la riproduzione, spiegano, queste grotte possono fornire un riparo adeguato per il riposo. Inoltre, si legge nella ricerca, “le grotte con ingressi multipli, stretti e profondi, sono più sicure, offrendo molteplici vie di fuga e limitando l’accesso umano all’interno della grotta”.

Durante il monitoraggio, le foche hanno utilizzato le grotte a campana d’aria principalmente per riposare, assumendo diverse posizioni, “galleggiando, sveglie in superficie; dormendo o galleggiando letargicamente in superficie, in posizione orizzontale o verticale, un comportamento noto anche come “bottling” (a volte a testa in giù con le narici sott’acqua, e quindi incapaci di respirare); e dormendo sott’acqua, immobili sul fondo”.

I risultati suggeriscono che queste cupole umide, meno accessibili e poco appariscenti potrebbero non solo fornire rifugio dal disturbo antropico, ma anche fungere da siti di riposo, integrando le grotte di riproduzione. Gli studi sull’idoneità dell’habitat per la foca monaca del Mediterraneo, quindi, potrebbero trarre beneficio dall’inclusione di questo tipo di cavità, soprattutto nelle aree turistiche in cui le foche sono maggiormente esposte al disturbo arrecato dagli umani. Per tutelare davvero questa specie rarissima, concludono gli scienziati, bisognerebbe prendere in considerazione anche questi habitat secondari.

Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:

La tutela dei mari in Grecia e il nodo della Fossa Ellenica
Tilos, l’isola della Grecia autosufficiente e a rifiuti zero
Socotra, laboratorio di turismo sostenibile fra tutela e resilienza

I turisti disturbano uno dei mammiferi più rari del pianeta
Le foche monache del Mediterraneo sono solite dormire sulla spiaggia, ma il turismo di massa sta modificando il loro comportamento (Foto: Toby Matthews / Ocean Image Bank)

Vedi sulla mappa

CONDIVIDI L'articolo

COMMENTI

Lascia un commento

Alemanni News

Logo Alemanni - Sub

Articoli correlati

Ultime dal nostro blog aziendale

Scegliere l’arbalete: i consigli di Itio Alemanni

Intervista a Itio Alemanni: le caratteristiche fondamentali per l’arbalete perfetto e gli aspetti da non...

Addestramento subacqueo avanzato: cosa sapere

Corsi avanzati di subacquea: le diverse certificazioni (anche per l’apnea), il programma dei corsi e...

Come scegliere l’equipaggiamento per le immersioni in acque fredde

Proteggersi dal freddo con la giusta attrezzatura subacquea: quali sono i rischi delle immersioni in...

Manutenzione dell’attrezzatura subacquea: guida essenziale

I consigli di Andrea Alemanni per la cura dell’attrezzatura subacquea: la manutenzione di base e...

I segreti delle tecniche di apnea per la pesca subacquea

Come migliorare la resistenza in apnea: la preparazione all’immersione, le tecniche di rilassamento e gli...

Il fascino degli ambienti sottomarini: l’esplorazione degli ecosistemi

Immersioni alla scoperta della bellezza degli ambienti marini: l’esplorazione dell’ecosistema subacqueo del Mediterraneo e della...

La pesca subacquea in estate: destinazioni e consigli

Goditi l'estate con la pesca subacquea: destinazioni ideali, attrezzature leggere e consigli per immersioni estive...

Storia e evoluzione degli arbaleti: dal passato al presente

Retrospettiva sulla storia degli Arbaleti Alemanni e la loro evoluzione nel corso degli anni: un...