Un percorso UNESCO rafforza gestione responsabile e saperi locali, integrando tutela ambientale e sviluppo sostenibile nell’isola yemenita

Nel ventre dell’Oceano Indiano, l’Arcipelago di Socotra si conferma banco di prova per un modello di turismo sostenibile capace di coniugare tutela ambientale, valorizzazione culturale e resilienza socioeconomica. Tra il 25 e il 29 settembre 2024, un programma formativo promosso dall’UNESCO, in collaborazione con l’Arab Regional Center for World Heritage (ARC-WH) e la UNESCO Chair for World Heritage and Sustainable Tourism Management in the Arab Region (GUTech), ha riunito 45 operatori tra guide turistiche, autorità e rappresentanti delle comunità locali per rafforzare competenze su pianificazione, interpretazione del patrimonio e gestione dei flussi in aree sensibili.
A distanza di un anno, vale la pena tracciare un bilancio dell’iniziativa, che si inserisce in un contesto normativo che riconosce Socotra come Riserva MAB dal 2003, Sito Ramsar dal 2007 e Patrimonio Mondiale dal 2008, a tutela di un ecosistema con specie endemiche e paesaggi di valore eccezionale.
Formazione territoriale e governance condivisa del patrimonio
Il percorso quinquennale di capacità-building ha puntato su strumenti operativi e dialogo tra stakeholder, colmando il divario tra conservazione e fruizione. La costruzione di piani per siti-pilota, come Delisha Beach e la Dihamri Marine Reserve, ha stimolato pratiche replicabili per la gestione responsabile dei visitatori e la salvaguardia delle risorse naturali.
“L’esercizio sul piano turistico è stato il momento più significativo. Come gruppo abbiamo sviluppato proposte per luoghi che non avevano mai avuto una pianificazione”,
ha dichiarato Abdullateeef Saad, rappresentante del Tourism Office, sottolineando come la progettazione aumenti il valore nazionale e internazionale dei siti.
La strategia promossa dall’UNESCO integra turismo responsabile e conservazione a livello di destinazione, includendo formazione per guide su protezione dei siti, sviluppo locale e narrazione culturale. In parallelo, le sinergie con il progetto finanziato dall’Unione Europea “Youth Employment through Heritage and Culture in Yemen” favoriscono l’inclusione di giovani e organizzazioni della società civile in filiere legate a artigianato, servizi e microimprese culturali.

Innovazione sociale e competenze per la sostenibilità
In un contesto segnato da instabilità geopolitica, cambiamenti climatici e pressioni ambientali, Socotra sperimenta soluzioni di innovazione sociale che valorizzano saperi tradizionali e nuove professionalità. Le comunità, custodi di pratiche come l’estrazione del sangue di drago e la musica socotri, sono centrali nel trasferimento di conoscenze e nella tutela identitaria.
“È importante apprendere da altre competenze per migliorare i nostri siti: molti hanno potenziale turistico ma non sono ancora pronti”,
ha osservato Ahmed Adeeb Abdullah dell’Environment Protection Authority, richiamando l’esigenza di continuità nel supporto tecnico.
Il ruolo delle donne emerge come pilastro di inclusività e qualità dell’esperienza turistica.
“Le donne possono svolgere un ruolo decisivo nello sviluppo del turismo sostenibile. Ho imparato molto, soprattutto su come accogliere visitatori e turisti”,
ha spiegato Harouf Issa Saad della Women Handicraft Association, evidenziando l’impatto della formazione su accoglienza, artigianato e microeconomia locale. Anche le guide riconoscono l’innovazione come leva per raccontare l’eccezionale biodiversità dell’arcipelago.
“Applicherò quanto appreso per spiegare il nostro ambiente unico ai visitatori”,
ha affermato il tour guide Khalifa.
Dal sito pilota al modello replicabile per l’arcipelago
La trasformazione di Socotra in destinazione resiliente passa per investimenti in infrastrutture leggere, servizi a basso impatto e protocolli di sicurezza, con l’obiettivo di equilibrare accessibilità e conservazione. La pianificazione partecipata favorisce percorsi certificati, monitoraggio dei flussi e standard di qualità che riducono l’impronta ecologica, rafforzando la competitività senza snaturare il patrimonio. Le organizzazioni locali, pur operando con risorse limitate, diventano snodi essenziali per un’economia del turismo che sostiene redditi e protezione ambientale.
L’approccio integrato di UNESCO, ARC-WH e GUTech consolida un ecosistema di competenze che rende il turismo uno strumento di sviluppo coerente con i vincoli di un contesto fragile. La replicabilità delle buone pratiche diventa cruciale per estendere i benefici a tutto l’arcipelago, promuovendo una gestione adattiva capace di rispondere a shock climatici e dinamiche socio-politiche.

(Foto: UNESCO)
Socotra come piattaforma di futuro tra tutela e comunità
Socotra emerge così nello Yemen come piattaforma di sperimentazione innovativa in cui formazione, cultura e governance convergono per costruire un turismo che protegge e genera valore condiviso.
La continuità degli investimenti, l’aggiornamento delle competenze e la centralità delle comunità locali delineano un percorso che trasforma la fragilità in opportunità, offrendo uno scenario replicabile per altri siti UNESCO in contesti complessi: una rotta che unisce conservazione attiva, inclusione e prosperità sostenibile, riaffermando il legame tra patrimonio vivente e sviluppo responsabile.
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(Foto: UNESCO)





