Tashkent trasforma le aule con tecnologia e inclusione e un progetto internazionale ridisegna l’apprendimento per le nuove generazioni

Nelle calde giornate del 12 e 13 giugno 2024, mentre Tashkent si preparava all’estate, oltre cinquanta esperti provenienti da istituzioni nazionali e organizzazioni internazionali si riunivano per discutere di un futuro diverso per i bambini dell’Uzbekistan. Non si trattava di un semplice convegno, ma di un vero e proprio laboratorio di idee, la seconda fase del progetto “Learning Pioneers Programme”, che potrebbe ridisegnare il volto dell’educazione in questo Paese dell’Asia Centrale.
L’iniziativa, frutto della collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione uzbeko, UNICEF Uzbekistan, UNICEF Global Learning Innovation Hub e il Governo finlandese, rappresenta soltanto l’ultimo passo di un cammino avviato anni fa.
“Negli ultimi anni, ci siamo impegnati per integrare approcci tecnologici nel processo di insegnamento e apprendimento, una necessità imprescindibile della nostra epoca. Invece di resistere alle nuove tecnologie, il miglior approccio è utilizzarle efficacemente per rendere l’apprendimento più interattivo. Sono fiducioso che, attraverso sforzi congiunti e collaborazioni con i nostri partner internazionali, otterremo risultati significativi in questo campo”,
ha dichiarato con convinzione Sardor Radjabov, all’epoca Viceministro dell’Istruzione Prescolare e Scolastica, durante i lavori. Le sue parole racchiudono lo spirito di un Paese che, nonostante le sfide, sta investendo con determinazione nella formazione delle nuove generazioni.
Un approccio partecipativo e inclusivo: il design thinking
Ciò che rende unico questo progetto è la metodologia adottata. Attraverso il design thinking, sono stati coinvolti attivamente insegnanti, studenti, funzionari governativi e partner di sviluppo in un processo creativo volto a identificare soluzioni concrete. Non si è trattato della solita riunione top-down, ma di un vero e proprio lavoro corale che ha messo al centro i bisogni reali delle classi.
Particolarmente significativa è stata la partecipazione di studenti con bisogni educativi speciali, la cui voce ha contribuito a garantire che le future soluzioni tecnologiche siano davvero inclusive.
“Vogliamo evitare che qualcuno rimanga indietro”,
ha spiegato una docente partecipante ai lavori,
“per questo stiamo sviluppando strumenti adattabili a diverse esigenze di apprendimento”.

I numeri e le collaborazioni: la vera ricetta del successo
Il workshop ha visto la partecipazione di importanti attori internazionali come l’Asian Development Bank (ADB), il British Council Uzbekistan, UNESCO e l’Agenzia degli Stati Uniti d’America per lo Sviluppo Internazionale (USAID. Questo ampio ventaglio di collaborazioni non è casuale: riflette la complessità della sfida che l’Uzbekistan si appresta ad affrontare.
Con il 30 per cento della popolazione sotto i 14 anni e un tasso di urbanizzazione in crescita, il Paese deve infatti conciliare diverse esigenze: modernizzare l’istruzione nelle città, dove l’accesso alla tecnologia è più semplice, ma anche garantire opportunità nelle zone rurali, dove ancora oggi solo il 67 per cento delle scuole uzbeke dispone di una connessione internet stabile.
Dalle idee alla pratica: tutto il cammino da percorrere
I prossimi mesi saranno cruciali. Dopo l’identificazione delle priorità, che spaziano dal potenziamento delle competenze STEM all’alfabetizzazione di base, il programma prevede ora una fase di sperimentazione con progetti pilota in scuole selezionate.
Non mancano naturalmente le sfide: dalla formazione degli insegnanti all’adattamento delle tecnologie alle specificità culturali e linguistiche del Paese, comprese le minoranze che parlano la lingua karakalpak.
Anche i bambini Caracalpachi, gruppo etnico che risiede nel Karakalpakstan a sud-est del lago d’Aral, intorno al delta del fiume Amu Darya e ad est del deserto chiamato Kyzyl Kum, hanno infatti diritto a un’istruzione buona e avanzata.
In ogni caso, l’approccio pragmatico e partecipativo adottato finora lascia ben sperare.
La capitale Tashkent di corsa verso un futuro sostenibile
Mentre il sole tramontava su Tashkent al termine dei due giorni di lavori di fine primavera, l’atmosfera tra i partecipanti era carica di ottimismo, ma anche di consapevolezza. La strada verso un’istruzione davvero digitale e inclusiva è ancora lunga, e passerà attraverso valutazioni rigorose e continui aggiustamenti.
Tuttavia, una cosa è chiara: l’Uzbekistan ha deciso di giocare un ruolo da protagonista nella trasformazione digitale dell’educazione in Asia Centrale. E con il mix vincente di visione politica, competenze internazionali e partecipazione dal basso che caratterizza questo progetto, potrebbe presto diventare un modello da seguire per molti altri Paesi in via di sviluppo.
La rivoluzione digitale nelle scuole uzbeke è appena cominciata, ma i semi piantati durante la seconda fase del progetto “Learning Pioneers Programme” potrebbero cambiare il futuro di milioni di bambini. E, con esso, il futuro stesso del Paese.

La formazione UNICEF incentrata sugli studenti in Uzbekistan
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