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Errori SEO: quando le attività diventano obsolete o inutili?

La SEO è in costante evoluzione e pratiche che ci sentivano di consigliare qualche anno fa, ad oggi, non sono più così performanti. In alcuni casi, sono diventate attività deleterie che potrebbero nuocere al posizionamento ottimale del sito.

Per qualcuno potrà sembrare un’affermazione scontata, ma siamo abbastanza certi che non tutti i titolari di un sito abbiano il tempo materiale di tenersi aggiornati sull’evoluzione della SEO e su quali pratiche sarebbe meglio abbandonare ai fini dell’ottimizzazione.

Eccoti qualche esempio di cose da non fare più quando ti orienti alla SEO on page.

Pronto soccorso SEO: 5 errori da non fare per indicizzarti

Errori SEO: quando le attività diventano obsolete o inutili?
Nel linguaggio del marketing digitale, il termine inglese keyword indica una o più parole chiave che gli utenti digitano sui motori di ricerca per intercettare informazioni, servizi o prodotti di interesse, rappresentando il punto di contatto tra le intenzioni di ricerca delle persone e i contenuti pubblicati online

Keyword stuffing: parole chiave in quantità

Tanti anni fa, quando il mondo funzionava meglio e i treni arrivavano sempre in orario, era sufficiente inserire una quantità spropositata della stessa parola chiave per ottenere risultati eccellenti in SERP. Questa pratica, detta anche keyword stuffing, consisteva nel ripetere fino alla nausea la parola chiave, in maniera tale che l’algoritmo (allora virgulto inesperto) di Google valutasse positivamente una pagina. Qualche fulmine aveva perfino deciso di inserire la parola chiave in “inchiostro trasparente”, ovvero dello stesso colore dello sfondo, per infinite volte. In questo modo il lettore non era infastidito dalla presenza sovrabbondante di parole chiave.

Quest’ultima pratica è stata corretta abbastanza in fretta, ma fino a poco tempo fa più parole chiave inserivi, ripetute, in una pagina – fino a un certo livello – meglio Google valutava il risultato finale. Ad oggi le cose stanno molto diversamente. Ci si concentra soprattutto sull’intento di ricerca dell’utente, premurandosi di selezionarla meglio, ripetendola però un massimo di 5-6 volte in un testo di circa 800 parole. Non di più, e mai in grassetto più di una volta.

SEO & Google: tutto sull’importanza dei “dati strutturati”

Errori SEO: quando le attività diventano obsolete o inutili?
Un esempio di ricerca di previsioni meteorologiche effettuata su Google in lingua inglese mostra come le query degli utenti vengano interpretate dal motore di ricerca per restituire risultati immediati, dati strutturati e informazioni contestuali, evidenziando l’importanza della lingua e delle parole utilizzate nella ricerca online

Scrivere “per Google”, anziché per l’utente

È vero che ci piace dire che la scrittura digitale dovrebbe sempre essere orientata all’utente, con un occhio di riguardo però per l’algoritmo di Google. Quando questa seconda parte si fa preponderante, però, l’utente se ne accorge, e individua una quantità di forzature che alla fine intralciano la lettura.

Per ottenere risultati eccellenti dovrai evitare l’errore SEO della ripetizione delle parole chiave, sì, ma dovrai anche ottenere una narrazione naturale, fruibile e spontanea. Sembrerà strano, ma Google e il suo algoritmo sono diventati assai più sottili nell’individuazione di testi di qualità, e si può fare scrivere per l’utente senza venir meno alle regole SEO di base.

Web hosting: in che modo esso influenza la SEO?

Errori SEO: quando le attività diventano obsolete o inutili?
Con il termine ottimizzazione per i motori di ricerca si identificano tutte le attività, sia tecniche sia di contenuto, finalizzate a migliorare la presenza di un sito Web nei risultati organici, agendo su struttura, testi, performance e pertinenza informativa per favorire una migliore indicizzazione e un posizionamento più efficace

Eccessiva ottimizzazione degli anchor text

Tra gli errori SEO più frequenti e meno sondabili vi è quello dell’eccessiva ottimizzazione dei testi ancora. In altre parole, quando c’è una corrispondenza perfetta tra link e parola a cui esso è ancorato, il risultato potrebbe essere non particolarmente soddisfacente. Questa tecnica è notoriamente famosa per non dare benefici concreti in termini di ranking, soprattutto quando usata in maniera massiccia per indicare all’utente che sì, tutte queste parole trovano corrispondenza sul sito, e puoi approfondirle quando vuoi.

Se è bello dare dimostrazione all’utente che hai tutto l’argomento sotto controllo, al tempo stesso importante che il motore di ricerca non noti un’eccessiva ottimizzazione di ogni aspetto dell’articolo. Pena, risultati assai più inconcludenti di quanto non ti saresti mai aspettato. La regola generale degli anchor text è quella per cui i link dovrebbero sempre essere utili all’utente e un approfondimento, sì, ma non per forza sulla letterale parola perfetta.

Ci sono tante accortezze SEO che, a un neofita, possono sembrare rituali vudù incomprensibili, e tante altre pratiche consolidate dall’abitudine dei più navigati che hanno perso l’efficacia che avevano un tempo.

Il segreto, come sempre, è ritagliarsi il tempo necessario a leggere qualche articolo di approfondimento o a studiare con cura gli aggiornamenti all’algoritmo. Solo così il tuo kung-fu SEO sarà davvero impeccabile.

5 trucchi SEO per potenziare i tuoi link interni

Errori SEO: quando le attività diventano obsolete o inutili?
Con l’espressione ottimizzazione per i motori di ricerca, conosciuta a livello internazionale come Search Engine Optimization (SEO), si descrive l’insieme coordinato di interventi tecnici e di contenuto progettati per rendere pagine e informazioni Web più accessibili ai motori di ricerca, favorendone analisi, indicizzazione e visibilità nei risultati organici

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