Più di 400 gli imprenditori e i rappresentanti istituzionali riuniti a Lugano per consolidare la collaborazione economica tra i due Paesi

Si è svolta il 13 ottobre 2025 al Centro Congressi di Lugano la seconda edizione del Forum Industriale Italo Svizzero, organizzato dalla Camera di Commercio Italiana per la Svizzera. L’evento ha registrato oltre 400 partecipanti, confermandosi come uno dei principali appuntamenti dedicati alla collaborazione economica tra i due Paesi.
Conferenze, incontri B2B e momenti di networking hanno scandito la giornata, che ha dunque riunito istituzioni, aziende e imprenditori provenienti da Italia e Svizzera con l’obiettivo di consolidare le relazioni nel settore della meccanica e favorire nuove opportunità di business.
Alla conferenza plenaria di apertura sono intervenuti Uberto Vanni D’Archirafi, Console Generale d’Italia a Lugano, Nicola Roberto Tettamanti, Presidente di Swissmechanic, Fabrizio Macrì, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, Eleonora De Canio, Consulente Svizzera Italiana per S-GE, Alberto Belloli, Vicepresidente del Gruppo Materiali per la Difesa e la Sicurezza della Svizzera Italiana e Augusto Ferrazzini, Vicepresidente della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera con delega al territorio di Lugano.
Un lungo confronto che ha confermato l’importanza del Forum come punto d’incontro funzionale per i principali attori industriali dei due Paesi, impegnati a condividere visioni e strategie sui macro-trend che stanno ridefinendo la manifattura internazionale.
Una giornata di incontri, workshop e nuove opportunità di business
Il Forum Industriale Italo Svizzero ha offerto un programma denso di appuntamenti, pensato proprio per favorire il dialogo e la collaborazione tra imprese dei due Paesi. Dopo l’accreditamento e i saluti istituzionali, la giornata si è subito aperta con una conferenza plenaria dedicata alla condivisione di dati, ricerche e prospettive sulle trasformazioni in atto nel settore della meccanica e dell’industria di precisione. Attraverso presentazioni e panel di discussione, esperti e rappresentanti delle associazioni di categoria hanno analizzato i principali trend macroeconomici e le dinamiche industriali globali, con un focus sulle prospettive e le sfide del mercato svizzero.
A seguire, i partecipanti hanno preso parte ai workshop tematici, momenti di approfondimento tecnico e pratico pensati per affrontare in modo mirato le sfide dei singoli comparti produttivi.
Il pomeriggio ha visto la prosecuzione dei workshop tematici, che hanno offerto ai partecipanti spunti e informazioni di qualità grazie agli interventi dei relatori, insieme a momenti di confronto diretto tra aziende italiane e svizzere selezionate.

La conferenza plenaria apre il confronto sul futuro dell’industria
Ad aprire ufficialmente i lavori del Forum, come detto, ci ha pensato una conferenza plenaria settoriale. Sul palco si sono alternati rappresentanti istituzionali e protagonisti del comparto meccanico, offrendo una prima lettura delle dinamiche economiche in atto e delineando i principali trend a livello nazionale e internazionale. Un momento chiave, così da fornire ai partecipanti una cornice interpretativa chiara e condivisa entro cui leggere i cambiamenti che stanno ridefinendo il panorama industriale contemporaneo.
Durante la plenaria del mattino ha portato il suo saluto anche il Console d’Italia a Lugano, Uberto Vanni D’Archirafi, che ha ricordato:
“Nei giorni scorsi, ho posto l’attenzione su questo evento e sul tema dell’industria con al centro le relazioni tra Italia e Svizzera. Ho analizzato che ci troviamo in una fase storica molto complessa, e le criticità che riscontriamo sono quelle che trasferiscono nel mondo del commercio e dello scambio dei temi e delle sfide globali”
Il Console ha poi sottolineato come si tratti, al tempo stesso, di una fase complessa ma anche ricca di opportunità. Dopo aver ricordato che l’Europa ha garantito stabilità e pace per oltre ottant’anni, ha evidenziato le nuove sfide globali – dal cambiamento climatico all’impatto dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti – che accompagneranno i due Paesi anche oltre le mura del Centro Congressi.
“I punti di forza che accomunano i due Paesi protagonisti oggi sono un tessuto industriale fatto di PMI; una manifattura di alto valore aggiunto che integra tradizioni e tecnologia di eccellenza; un patrimonio straordinario che va messo assieme per creare sviluppo attraverso formazione e inclusione. Unendo le nostre strade garantiremo successo e visione ad un futuro sfidante”.

Un’edizione che si conclude nel segno di nuove prospettive comuni
Presente al Forum anche una rappresentanza delle aree economicamente strategiche d’Italia, tra cui l’area ZES, oggi al centro di nuove opportunità rivolte anche agli investitori svizzeri. L’obiettivo è creare forme di cooperazioni capaci di ampliare gli sbocchi verso il bacino del Mediterraneo, valorizzando il ruolo dei porti italiani sia del versante orientale che di quello occidentale come snodi chiave per l’internazionalizzazione.
Grande novità dell’edizione 2025 sono stati i workshop tematici del pomeriggio, che hanno offerto ai partecipanti la possibilità di confrontarsi su temi cruciali come revamping industriale, supply chain e Digital Product Passport. Un’occasione di formazione e aggiornamento che ha arricchito ulteriormente la dimensione operativa dell’evento. Tra i presenti anche i rappresentanti di S-GE, Swissmechanic, le Camere di Commercio di Como-Lecco e di Varese, l’IDM di Bolzano e una delegazione di imprese marchigiane, a testimonianza del carattere sempre più ampio e interconnesso dell’iniziativa.
Come ricordato anche da Fabrizio Macrì, Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Svizzera, quello industriale è “un settore che genera competenze e valore sociale” e il lavoro della Camera mira proprio a far prosperare queste relazioni, sostenendo l’export italiano, promuovendo nuovi investimenti e valorizzando le sinergie tecnologiche tra i due Paesi. In quest’ottica, ha ribadito, il Forum Industriale Italo Svizzero vuole essere
“la scintilla che possa innescare una serie di nuove relazioni che portino valore ad entrambi i Paesi, creando nuove occasioni di scambio e di sviluppo reciproco”,
un messaggio che sintetizza lo spirito con cui si è chiusa l’edizione 2025, proiettata verso nuove prospettive comuni.
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