Terza e ultima tappa dello Swiss Innovation Tour tra ricerca, supporto all’imprenditorialità e soluzioni digitali per l’agricoltura di domani

Lo Swiss Innovation Tour 2025 si è concluso con la sua ultima tappa in Ticino, chiudendo un percorso cominciato a Sciaffusa tra innovazione industriale, sostenibilità e nuovi paradigmi produttivi. Dopo aver attraversato i centri nevralgici della ricerca alimentare all’ETH di Zurigo, scoperto la carne vegetale trasparente di Planted a Kemptthal e approfondito il lavoro di colossi agroalimentari come Migros Industrie, il viaggio nel cuore dell’ecosistema svizzero dell’innovazione ha trovato nel Canton Ticino una sintesi tra imprenditorialità, formazione e tecnologie digitali applicate all’agricoltura.
L’ultima giornata si è aperta con la visita al Tecnopolo Ticino, uno spazio nato per far crescere le startup e favorire l’innovazione, che ospita le attività della Fondazione AGIRE, l’agenzia per l’innovazione del Cantone. Qui i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino le strategie locali per stimolare la competitività territoriale e rafforzare il tessuto economico con progetti ad alto valore tecnologico. A fare gli onori di casa, Stefano Rizzi, Direttore della Divisione dell’Economia, Giuliano Guerra, responsabile settore PMI presso l’Ufficio per lo Sviluppo Economico, insieme a Lorenzo Ambrosini per la Fondazione AGIRE e Federico Bosi per la SUPSI, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana.
Nel pomeriggio, il tour si è spostato metaforicamente verso la realtà di xFarm Technologies, azienda agri-tech fondata nel 2017, che oggi digitalizza l’agricoltura in oltre 100 Paesi con soluzioni data-driven, sensori e tecnologie IoT. Un esempio concreto di come la transizione digitale possa supportare sostenibilità e produttività in un settore cruciale per il futuro del pianeta.
Questa ultima tappa ha dunque messo in luce il contributo del Ticino all’interno della rete nazionale dell’innovazione svizzera, confermando l’importanza di una visione integrata che unisce ricerca, imprenditorialità e trasformazione digitale per affrontare le sfide globali.
Tecnopolo Ticino: un ecosistema per la crescita delle startup
Nella cornice della località di Manno, il Tecnopolo Ticino rappresenta uno dei cuori operativi dell’innovazione applicata nel Canton Ticino. Pensato come spazio dinamico e multifunzionale, il Tecnopolo accoglie startup e giovani imprese innovative, offrendo un ambiente propizio per lo sviluppo, la sperimentazione e la crescita di soluzioni ad alto contenuto tecnologico. Difatti, non si tratta soltanto di un luogo fisico, ma di un nodo strategico che mette in rete competenze, istituzioni e strumenti di supporto per favorire la nascita e il consolidamento di nuove realtà imprenditoriali.
Durante la visita dello Swiss Innovation Tour, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con le infrastrutture e i modelli operativi del Tecnopolo, ma soprattutto con i rappresentanti delle istituzioni che lo rendono un hub attivo e funzionale: tra questi, Stefano Rizzi e Giuliano Guerra della Divisione dell’economia del Canton Ticino, e Federico Bosi della SUPSI, che ha sottolineato il ruolo della formazione accademica orientata alla pratica.
Il valore aggiunto del Tecnopolo risiede nella sua capacità di offrire non solo spazi fisici, ma anche coaching, mentorship, strumenti digitali, occasioni di networking e una rete efficiente di collegamenti con investitori e partner industriali. In questo modo, diventa il punto di partenza di un percorso strutturato verso la crescita, la scalabilità e la competitività internazionale. La posizione strategica attuale ne fa inoltre una porta d’ingresso ideale tra il nord e il sud della Svizzera, in dialogo allo stesso tempo con l’area lombarda e quella germanofona. In questo modo, il Tecnopolo incarna il potenziale del Ticino come motore dell’innovazione transfrontaliera.

Fondazione AGIRE: l’agenzia ticinese che accelera l’innovazione
Fondata nel 2011, la Fondazione AGIRE è l’agenzia per l’innovazione del Canton Ticino. Il suo mandato è chiaro: promuovere e diffondere lo sviluppo tecnologico all’interno del tessuto economico locale, accompagnando imprese e startup in un percorso di crescita sostenuto, consapevole e competitivo. Al centro della sua azione vi è il coordinamento del Sistema Regionale dell’Innovazione (SRI), che mette in rete attori pubblici e privati, università, centri di ricerca, investitori e aziende per dare forma a un ecosistema efficiente e accessibile.
A rappresentare la Fondazione AGIRE, durante la tappa ticinese, è stato Lorenzo Ambrosini, che ha introdotto le attività principali dell’agenzia per l’innovazione del Canton Ticino. Tra queste, il supporto alle startup, che si concretizza in servizi di coaching, accesso a finanziamenti e strumenti digitali, e l’accompagnamento delle PMI nei processi di digitalizzazione e nello sviluppo di progetti innovativi. Emblematica in questo senso è l’iniziativa Boldbrain Startup Challenge, un acceleratore che ogni anno seleziona venti idee ad alto potenziale e le guida in un percorso di mentoring, validazione e confronto con il mercato.
Attraverso un approccio di open innovation, AGIRE favorisce lo scambio di conoscenze tra ambiti accademici e imprenditoriali, alimentando un ciclo virtuoso che porta valore sia a livello locale che oltre i confini cantonali. La sua azione testimonia come il Ticino stia investendo concretamente in un modello di sviluppo capace di coniugare attrattività territoriale, sostenibilità economica e spirito imprenditoriale.

Ricerca applicata in Ticino: i progetti SUPSI tra AI e blockchain
Durante la tappa ticinese dello Swiss Innovation Tour, erano presenti anche quattro ricercatori della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, interni al Dipartimento Tecnologie Innovative: Davide Andreoletti (ricercatore con Ph.D.), Omran Ayoub (docente-ricercatore), Tommaso Agnola (collaboratore scientifico) e Giuliano Gremlich (ricercatore). La loro partecipazione ha portato l’attenzione sulle applicazioni concrete della ricerca in ambito digitale e agroindustriale, sviluppate all’interno della SUPSI.
Andreoletti e Ayoub, in particolare, hanno seguito il progetto PRONTO, nato per ottimizzare l’uso dell’Orange Oil, sostanza naturale impiegata per prevenire la germinazione delle patate durante lo stoccaggio. Bandito il Clorprofamio, in precedenza usato per lo stesso scopo ma considerato tossico, l’industria ha adottato l’olio d’arancia, molto più sicuro ma anche più costoso. PRONTO sviluppa algoritmi predittivi basati sull’intelligenza artificiale e su dati elettrofisiologici raccolti direttamente dai tuberi tramite sensori, per stabilire il momento ottimale in cui applicare il trattamento. I risultati raggiunti finora riducono il margine di errore da 30-40 a 7 giorni, dimezzando così le applicazioni necessarie e generando risparmi significativi.
Agnola e Gremlich, invece, si occupano di un’altra filiera cruciale: quella del caffè. Il progetto che stanno sviluppando mira a rendere più equo e sostenibile il commercio internazionale della materia prima attraverso una piattaforma blockchain. La soluzione integra tecnologie come Self-Sovereign Identity e Smart Contracts per garantire trasparenza, ridurre gli intermediari e abbattere i costi di transazione fino all’80 per cento. L’obiettivo è dunque quello di restituire valore ai produttori e creare connessioni dirette tra chi coltiva e chi consuma, aprendo la strada a modelli replicabili anche in altri settori.
xFarm: digitalizzazione agricola per una filiera più efficiente
Fondata nel 2017, xFarm nasce dall’esigenza concreta di rendere più semplice ed efficiente la gestione delle attività agricole. Oggi l’azienda ha sede anche in Svizzera e rappresenta uno dei più interessanti esempi europei di innovazione nel settore agri-tech. La sua piattaforma digitale supporta oltre 600.000 aziende agricole in più di 100 Paesi, gestendo 9 milioni di ettari e oltre 50 filiere alimentari. xFarm Technologies è dunque un caso emblematico di come la tecnologia possa migliorare radicalmente la produttività, la tracciabilità e la sostenibilità lungo tutta la catena del valore agricola.
Nel pomeriggio della visita in Ticino, i partecipanti allo Swiss Innovation Tour hanno incontrato Martino Poretti, Head of Field Sensing, che ha illustrato il funzionamento dell’ecosistema xFarm: è una suite digitale che integra dati satellitari, sensori IoT, analisi predittiva e modelli decisionali per guidare l’agricoltore in ogni fase della produzione. L’interfaccia intuitiva permette di monitorare in tempo reale l’umidità del suolo, le previsioni meteo, lo stato di salute delle colture e le operazioni agronomiche, trasformando dati complessi in scelte operative.
Va da sé che l’impatto della piattaforma non è solo tecnologico, ma anche economico e ambientale. Grazie all’uso intelligente dei dati, gli agricoltori possono ottimizzare le risorse, ridurre sprechi, migliorare la resa dei raccolti e rispettare normative ambientali sempre più stringenti. In un contesto globale segnato da crisi climatiche, aumento dei costi e pressione sulla sicurezza alimentare, soluzioni come xFarm offrono una risposta concreta alla necessità di rendere l’agricoltura più resiliente, trasparente e sostenibile.

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