Dalla ricerca alle soluzioni industriali, un viaggio tra modelli sostenibili e tecnologie innovative per nutrire un pianeta in crescita

La seconda giornata dello Swiss Innovation Tour si è focalizzata su una delle sfide più urgenti del nostro tempo: ripensare l’alimentazione globale in chiave sostenibile, esplorando istituti di ricerca e aziende che stanno tracciando nuove rotte per un futuro alimentare più equo, tecnologico e rispettoso delle risorse.
Dai laboratori dell’ETH di Zurigo alle linee produttive di Planted, fino al cuore industriale di Migros, docenti, imprenditori e giornalisti hanno potuto toccare con mano soluzioni innovative per la transizione del FoodTech, con un focus particolare sulle alternative vegetali alla carne, uno dei settori più strategici nella lotta al cambiamento climatico e nella riduzione dell’impatto ambientale.
Dove nasce l’innovazione alimentare: ETH e Swiss Food & Nutrition Valley
Il World Food Systems Center dell’ETH di Zurigo rappresenta uno dei cuori pulsanti della ricerca alimentare globale, in quanto laboratorio di idee e soluzioni per sistemi alimentari più sostenibili, resilienti e orientati alla salute umana e del pianeta. Durante la seconda giornata dello Swiss Innovation Tour, Martijn Sonnevelt, direttore esecutivo del centro, ha accolto i partecipanti, illustrando come il centro operi come piattaforma per la collaborazione interdisciplinare tra ricercatori e operatori del settore, sostenendo progetti di ricerca applicata e promuovendo il dialogo tra scienza e industria.
I tre valori guida del centro – nonché Education, Research e Outreach – si concretizzano attraverso infrastrutture di eccellenza, programmi formativi e workshop che affrontano temi chiave come lo sviluppo di proteine alternative, l’agricoltura intelligente e le strategie per rendere più efficienti e responsabili i sistemi agricoli e alimentari. Qui, ricerca scientifica e impatto sociale vanno di pari passo, con un impegno a lungo termine verso soluzioni che rafforzino la sicurezza alimentare, la salute umana e ambientale, il benessere sociale e i mezzi di sussistenza.
In stretta collaborazione con il centro, l’Institute of Food, Nutrition and Health (IFNH) dell’ETH lavora lungo l’intera filiera, concentrandosi sulla qualità degli alimenti, la sicurezza, la nutrizione umana e le preferenze dei consumatori, fino al riciclo e all’upcycling degli scarti per ridurre sprechi e favorire l’economia circolare. La sua missione si fonda su tre pilastri: conoscere la struttura degli alimenti e dei loro componenti, comprendere i meccanismi sistemici e molecolari che determinano l’impatto fisiologico della dieta e sviluppare tecnologie innovative per un’economia sostenibile delle risorse.
Dalla ricerca all’impatto: l’ecosistema svizzero del FoodTech
All’interno dell’ETH, il Department for Health Science and Technology si inserisce con un ruolo complementare, accelerando il trasferimento di conoscenze e tecnologie verso cliniche, industria e società e formando nuove generazioni di studenti all’intersezione tra scienza, tecnologia e medicina, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita anche in età avanzata.
A completare questo quadro, l’intervento di Christina Senn-Jakobsen, CEO di Swiss Food & Nutrition Valley, ha mostrato come la Svizzera abbia costruito una rete che unisce università, grandi imprese, acceleratori, investitori, PMI e startup per ridefinire i sistemi alimentari, migliorando la salute umana e la sostenibilità del pianeta. La SFNV, infatti, agisce come facilitatore tra ricerca e applicazione industriale, contribuendo a posizionare la Svizzera tra i principali hub europei del FoodTech, dove la scienza diventa strumento per ripensare l’alimentazione globale.
In questa seconda giornata del tour, i partecipanti hanno dunque potuto vedere da vicino come la visione scientifica si trasformi in azione concreta, grazie a un ecosistema che mette in connessione ricerca, industria e istituzioni, e che conferma la Svizzera come luogo dove il futuro del cibo si costruisce ogni giorno.
Planted: verso un cambiamento delle abitudini alimentari globali
La seconda giornata dello Swiss Innovation Tour ha toccato uno dei temi più urgenti del nostro tempo: come nutrire in modo sostenibile un pianeta che si avvia verso 10 miliardi di abitanti entro il 2050, riducendo l’impatto di un sistema alimentare che consuma ogni anno 80 miliardi di animali da allevamento, è responsabile del 18 per cento delle emissioni globali di gas serra, dell’utilizzo del 70 per cento degli antibiotici venduti a livello mondiale e del 70 per cento della perdita di biodiversità.
In questo scenario, la visita a Planted a Kemptthal è stata una tappa simbolica e concreta allo stesso tempo. Nata all’interno dell’ETH nel 2018 e fondata ufficialmente nel 2019, Planted si pone infatti l’obiettivo di cambiare le regole della produzione proteica, offrendo un’alternativa vegetale che replica consistenza, gusto e valori nutrizionali della carne tradizionale, senza compromessi sulla qualità e sulla sostenibilità.
Valérie Caminada, Event & Marketing Manager, così come Marion Höchli, VP Business Development Europe, e Vicky Kummer, Head of Corporate Communications, hanno accolto i partecipanti in un tour con degustazione, illustrando come Planted utilizzi solo ingredienti naturali, tecnologie avanzate di estrusione e fermentazione e produzioni interne leader in Svizzera e Germania per creare una carne vegetale “clean label”, priva di additivi superflui. Il loro stabilimento di nel Canton Zurigo, trasparente e aperto al pubblico, è il primo del suo genere, con oltre 65 dipendenti impegnati in un modello che unisce tecnologia e trasparenza.

Oltre la carne vegetale: un modello etico e rigenerativo
Planted non è “solo” un produttore di carne vegetale: è un modello circolare che abbraccia l’intera filiera, utilizzando energia rinnovabile al 100 per cento, riducendo sprechi con il rilavoro dei prodotti, scegliendo packaging in PET riciclato, cartone FSC e materiali riciclabili all’85 per cento, promuovendo un approvvigionamento locale che non contribuisce alla deforestazione e aderendo a standard etici come le politiche ILO/ONU e SEDEX. L’azienda, inoltre, calcola e comunica la propria impronta di carbonio tramite report di aggiornamento, a conferma che gusto, nutrizione e sostenibilità possono convivere.
Il focus di Planted, dopotutto, è anche culturale: l’aumento delle malattie cardiovascolari e oncologiche associate al consumo eccessivo di carne (l’OMS classifica le carni lavorate come cancerogene, con un aumento del 18 per cento del rischio di cancro al colon-retto per ogni 50 grammi consumati al giorno) rende urgente un cambiamento delle abitudini alimentari globali. Planted si inserisce in questa sfida offrendo soluzioni tangibili che rispondono al bisogno di proteine alternative con prodotti che non sono semplici sostituti, ma una nuova frontiera del gusto, adatti a integrare le diete quotidiane in modo etico e consapevole.
In altre parole, dalla prima fase di prototipazione nei laboratori dell’ETH, fino all’espansione internazionale con il nuovo sito produttivo di Memmingen in Germania, Planted si propone come un caso di studio virtuoso nella transizione alimentare, dimostrando che è possibile ripensare la produzione di proteine in un’ottica rigenerativa, sostenibile e trasparente. In un settore in cui le scelte dei consumatori possono cambiare il futuro del pianeta, l’azienda elvetica diventa un alleato strategico capace di portare sul mercato prodotti buoni, sani e a basso impatto, contribuendo in modo concreto alla costruzione di un’alimentazione più giusta per le persone, per gli animali e per l’ambiente.
Migros Industrie: tecnologia e qualità nella filiera alimentare
Il pomeriggio della seconda giornata del Tour si è concluso con un approfondimento delle attività di Migros Industrie, il produttore integrato del gruppo svizzero della grande distribuzione, che si colloca tra i maggiori produttori di marche proprie al mondo con 16.000 prodotti e 11.000 collaboratori. La divisione industriale copre un’ampia gamma di settori: carne, pollame e uova con il gruppo Micarna, lattiero-caseari con il gruppo Elsa, prodotti da forno, pasta e bevande con il Fresh Food & Beverage Group e cioccolato, caffè e snack con Delica AG.
Fondata con la missione di fornire prodotti di alta qualità al miglior rapporto qualità-prezzo, Migros Industrie ha mantenuto questo impegno aggiornandolo con tecnologie di produzione avanzate, processi tracciabili e un’attenzione costante alla sostenibilità. Questa sfida è stata raccontata da Ralph Langholz, dirigente di lunga data del colosso cooperativo. Ogni anno investe oltre 240 milioni di franchi in innovazione e nuove tecnologie, producendo per i propri supermercati Migros, Denner e Migrolino, ma anche per terzi, garantendo efficienza e qualità con un occhio di riguardo alla responsabilità ambientale.
La visita ha permesso di osservare da vicino come Migros Industrie riesca a unire la tradizione di un colosso svizzero dell’alimentazione con l’innovazione necessaria a fronteggiare le sfide ambientali del nostro tempo, promuovendo soluzioni concrete per un’alimentazione più sostenibile senza rinunciare a gusto e accessibilità per i consumatori.
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