Il nuovo CMO di Bitget illustra come asset e servizi convergeranno in un’unica esperienza finanziaria fluida, tra IA, regole e innovazione

(Foto: Bitget)
Nel momento in cui l’industria cripto sta vivendo una nuova fase di maturazione, tra regolamentazioni sempre più incisive, IA applicata al trading e una crescente convergenza fra CeFi, DeFi e finanza tradizionale, Bitget ha scelto un profilo con una visione trasversale per guidare la propria strategia globale.
Ignacio Aguirre Franco, nuovo Chief Marketing Officer dell’exchange con sede legale alle Seychelles e professionista originario di Città del Messico, porta in dote oltre quindici anni di esperienza nel mondo della tecnologia, della fintech e della Blockchain, con un percorso che attraversa realtà come Adobe, SAP, Scorechain e Xapo Bank.
Una formazione che combina competenze tecniche, mentalità developer-first e un approccio strategico orientato all’impatto reale, rafforzato da una profonda padronanza dei tre ecosistemi che oggi definiscono le direttrici dell’innovazione finanziaria: CeFi, DeFi e TradFi.
In Bitget, il dirigente messicano è chiamato a dare forma operativa alla visione dell’Exchange Universale (UEX), l’architettura che punta a unificare prodotti, asset e servizi in un’unica esperienza fluida per utenti e investitori globali. Dalla fiducia post-crisi alla tokenizzazione degli asset reali, dall’educazione Web3 ai modelli predittivi basati su IA, dalle nuove normative MiCA ai mercati emergenti, fino al ruolo dei creator e all’evoluzione del marketing cripto.
In questa intervista, Ignacio Aguirre Franco affronta le sfide chiave che definiranno il 2026 dell’ecosistema, delineando un settore sempre meno frammentato e sempre più vicino a diventare il nuovo “sistema operativo” della finanza quotidiana.
Bitget si definisce il futuro dell’Exchange Universale (UEX). In concreto, come si traduce questa visione nella strategia 2026 dell’azienda e quali sono le principali direttrici di integrazione tra CeFi, DeFi e TradFi?
“L’idea dell’Exchange Universale è quella di combinare i punti di forza degli exchange centralizzati, degli exchange decentralizzati e della finanza tradizionale. La nostra strategia per il 2026 è stata concepita per realizzare questa visione. Ci concentreremo su un’espansione misurata: daremo la priorità alla creazione di prodotti accessibili a tutti, al lancio di strumenti di trading innovativi e al miglioramento continuo del nostro assistente di trading basato sull’IA, GetAgent, per migliorare l’accessibilità e l’esecuzione per tutti i trader. GetAgent esegue le operazioni in tempo reale, cosa che lo renden uno dei primi strumenti altamente avanzati tra gli exchange. Sulla piattaforma di Bitget sono presenti oltre due milioni di token, circostanza molto simile a qualsiasi ecosistema DEX, e fornisce anche l’accesso ai futures su azioni, proprio come qualsiasi piattaforma di finanza tradizionale. Detto questo, il nostro piano è continuare a fornire l’accesso ad asset universali in un’infrastruttura sicura che ospiti e semplifichi l’accesso a tutti questi diversi asset e servizi, rendendo l’Exchange Universale una realtà”.
Dopo il crollo di grandi piattaforme e l’avvio di normative più stringenti, come si costruisce oggi la fiducia nell’ecosistema cripto, soprattutto nei mercati europei e asiatici?
“La fiducia viene fondamentalmente ricostruita attraverso la trasparenza ed elevati standard di sicurezza. Raggiungiamo la prima implementando misure chiave del settore come la Proof of Reserves, o ‘Prova di Riserva’, che consente ai nostri utenti di verificare che l’exchange mantenga asset sufficienti per coprire interamente tutti i depositi degli utenti. Inoltre, Bitget ha istituito un sostanzioso Fondo di Protezione, attualmente valutato oltre 700 milioni di dollari USA. Garantiamo la piena trasparenza per entrambe le iniziative realizzando e condividendo con i nostri utenti rapporti di audit mensili. In termini di sicurezza, invece, impieghiamo un sistema a più livelli per mitigare efficacemente il rischio. Questo inizia con la gestione degli asset: la stragrande maggioranza dei nostri asset è detenuta offline in cold storage utilizzando wallet multi-firma. I nostri hot wallet, che facilitano le operazioni quotidiane, sono protetti dall’isolamento delle chiavi private e dal monitoraggio in tempo reale. Oltre alle misure tecniche, la piattaforma è certificata ISO 27001:2022, uno standard riconosciuto a livello globale, e utilizziamo un sistema di controllo del rischio proattivo progettato per segnalare istantaneamente qualsiasi attività sospetta. Questi standard rigorosi e pubblicamente verificabili sono il modo in cui ricostruiamo e manteniamo la fiducia degli utenti nell’ambiente attuale”.
Nel 2024 la capitalizzazione del mercato delle criptovalute tornò sopra i 2.000 miliardi di dollari. Quali tendenze emergenti individua Bitget per il 2026, sia in termini di asset che di comportamenti degli investitori?
“In primo luogo, è probabile che la politica statunitense si muova dall’ambiguità a framework ben definiti. Gli ETF Spot sono stati soltanto il primo passo; la fase successiva vedrà regole più strutturate riguardanti l’infrastruttura di mercato, le stablecoin e le informative. Ciò non renderà le crypto ‘domate’, ma ridurrà le aree grigie, specialmente per le grandi istituzioni che sono rimaste in attesa. Entro il 2026, i capitali USA non si chiederanno più ‘se’ partecipare, ma ‘come’ raggiungere la corretta esposizione. In secondo luogo, gli asset del mondo reale (RWA) passeranno da esperimenti a scala. I treasuries tokenizzati hanno dimostrato che esiste una vera richiesta per i rendimenti on-chain che rientrino comunque in un perimetro normativo familiare. La prossima ondata sarà costituita da collaterali più diversificati – credito, fondi e, infine, strutture più esotiche – ma presentati in un modo che risulti semplice come una stablecoin. Per molti utenti, l’allocazione crypto includerà silenziosamente gli RWA senza che essi la etichettino nemmeno come tale. Infine, i DEX, o exchange decentralizzati, di contratti perpetui matureranno da mercati di nicchia a importanti market maker. Man mano che la liquidità on-chain si approfondisce e l’infrastruttura migliora, i trader attivi si aspetteranno on-chain la velocità e la profondità di prodotto tipiche dei CEX o exchange centralizzati: cross-margin, portfolio margin e strategie strutturate costruite attorno ai futures. Entro il 2026, un tipico investitore sofisticato non penserà in termini di ‘CeFi contro DeFi’, ma in termini di uno stack di trading unificato in cui i CEXs, i DEXs e tutti i relativi assets come RWA tokenizzati sono soltanto diversi strati dello stesso portafoglio”.
Bitget ha investito molto nell’educazione finanziaria e nella “Web3 literacy” attraverso academy e partnership. Quanto è strategico questo approccio per ampliare la base di utenti consapevoli?
“Il nostro impegno nell’educazione al Web3 e al mondo crypto, attraverso iniziative come Blockchain4Youth, è essenziale perché, in un argomento delicato e complesso come la finanza, la comprensione è il prerequisito per un coinvolgimento responsabile. In primo luogo, l’educazione aiuta a demistificare la tecnologia stessa. Molte persone si affidano a semplici titoli di giornali o pregiudizi, spesso fraintendendo i meccanismi, i vantaggi e la sicurezza sottostanti blockchain e crypto. Fornendo risorse complete, miriamo a portare gli utenti oltre le mere supposizioni, verso una solida base di conoscenza. In secondo luogo, l’educazione promuove decisioni informate. Le criptovalute presentano specificità distinte rispetto ai settori tradizionali, come una maggiore volatilità e un rapido sviluppo di nuovi progetti. Essere informati aiuta gli utenti ad analizzare meglio i dati di mercato, a utilizzare in modo più efficiente gli strumenti innovativi che forniamo e, soprattutto, a riconoscere la differenza tra un progetto valido e uno rischioso. In definitiva, questo approccio trasforma gli individui passivi in partecipanti responsabili, competenti e a lungo termine, garantendo la crescita sostenibile e la stabilità del settore”.
L’intelligenza artificiale sta entrando sempre più nel trading: Bitget come sta utilizzando o integrando modelli predittivi basati su AI per migliorare sicurezza, analisi e performance?
“Stiamo abbracciando attivamente l’intelligenza artificiale in tutto il nostro ecosistema per migliorare la precisione del trading, la sicurezza e l’esperienza utente. L’azienda ha integrato l’IA in diverse aree fondamentali, inclusi lo sviluppo di bot di trading intelligente per l’esecuzione di strategie automatizzate e strumenti di gestione del rischio basati sull’intelligenza artificiale per proteggere gli asset. Inoltre, l’IA è utilizzata per l’analisi predittiva, al fine di anticipare le tendenze di mercato, e per il copy trading potenziato dall’ intelligenza artificiale, che ottimizza le decisioni di investimento per gli utenti che seguono trader esperti. In particolare, lo scorso luglio, Bitget ha lanciato GetAgent, un assistente di trading IA personalizzato che va oltre i dati di mercato generici, analizzando il portafoglio specifico, la tolleranza al rischio e lo stile di trading di un utente per fornire segnali altamente personalizzati e attuabili. Invece di grafici generici, GetAgent fornisce consigli sulle mosse successive precise, come il momento ottimale per acquistare un breakout o uscire da un asset volatile. In aggiunta, uno dei nostri prodotti di maggior successo fino ad oggi, Bitget Onchain, è anch’esso alimentato dalla tecnologia IA. Questo strumento introduce uno smart screening basato sull’ intelligenza artificiale, che sfrutta algoritmi avanzati per condurre un filtraggio in tempo reale degli asset on-chain. Questa capacità è cruciale per migliorare la precisione degli investimenti, poiché minimizza l’esposizione a investimenti non informati e consente agli utenti di prendere decisioni strategiche e basate sui dati”.
Le collaborazioni con creator e ambassador globali sono parte del vostro successo comunicativo. Come si bilancia oggi la componente di branding con quella di responsabilità verso un pubblico sempre più attento alla trasparenza?
“Lavorare con creator e ambassador globali fa parte della nostra strategia di espansione mondiale, esemplificata dal successo del nostro programma Bitget Builders, che rimane connesso con migliaia di utenti attraverso eventi educativi in tutto il mondo. Manteniamo la responsabilità trattando ogni partner come un’estensione del nostro brand. Ciò significa che ogni singolo creator è monitorato attentamente e addestrato attivamente dai nostri esperti interni. Non ci limitiamo a firmare contratti con i partner per poi lasciarli liberi di agire; ci assicuriamo che comprendano e aderiscano ai nostri standard di qualità e veridicità, garantendo che le informazioni condivise con il loro vasto pubblico e durante gli eventi locali siano sempre accurate e responsabili. È questo approccio disciplinato alla formazione e alla supervisione che ci consente di accrescere la nostra visibilità mantenendo la trasparenza al centro della nostra comunicazione”.
Le nuove regole MiCA dell’Unione Europea cambieranno il modo di operare per molti exchange. Come Bitget si sta preparando a rispettare e, possibilmente, anticipare questi requisiti normativi?
“Bitget sta perseguendo attivamente la licenza MiCA, avendo già ottenuto registrazioni e/o licenze in diverse giurisdizioni chiave dell’UE, tra cui Italia, Polonia, Bulgaria e Repubblica Ceca. Per gestire questa compliance in modo efficace ed efficiente, prevediamo anche di istituire un hub europeo per centralizzare e gestire tutte le operazioni a livello locale. Dal punto di vista operativo, la protezione del cliente è fondamentale. Manteniamo un sistema di sicurezza solido e a più livelli per proteggere gli asset dei clienti e siamo costantemente in contatto con le autorità di regolamentazione locali in tutta Europa. Questa collaborazione diretta e continua garantisce che i nostri servizi siano sviluppati e forniti in modo da riflettere non soltanto i requisiti normativi attuali, ma anche da essere allineati in modo proattivo con lo spirito del MiCA”.
L’integrazione tra asset digitali e finanza tradizionale è ormai una realtà. Ritiene che nel prossimo futuro gli exchange cripto potranno operare come vere banche digitali globali?
“Credo fermamente che le linee sempre più sfumate tra gli exchange di criptovalute e le banche tradizionali indichino un futuro solido in cui gli exchange potranno operare come vere e proprie banche digitali globali. La convergenza è già in atto, con le banche che iniziano ad offrire asset crypto e gli exchange, come noi, che integrano asset tradizionali. Il potenziale per gli exchange di diventare vere e proprie banche digitali dipende interamente dal soddisfacimento di tre requisiti principali: ottenere con successo le licenze necessarie, detenere riserve di capitale sufficienti e mantenere un modello di business sostenibile e redditizio. Nel momento in cui un exchange raggiunge questo obiettivo, ottiene un significativo vantaggio competitivo rispetto alle banche tradizionali. Questo vantaggio deriva principalmente dall’uso dell’infrastruttura blockchain, che riduce drasticamente i costi operativi attualmente sostenuti dalle strutture bancarie legacy. Inoltre, la nuova generazione, nativa digitale, è chiaramente più aperta a queste strutture finanziarie completamente digitali, suggerendo una domanda crescente che, in ultima analisi, spingerà gli exchange verso questo modello di banca digitale”.
Guardando ai mercati emergenti, in quali aree geografiche Bitget vede il maggiore potenziale di crescita e quali sono le strategie per adattarsi alle diverse culture finanziarie locali?
“Tra le economie emergenti, i mercati con il maggiore potenziale di crescita includono il Sud-Est asiatico, l’America Latina e alcune parti dell’Africa e dell’Asia meridionale, che mostrano tutti un interesse molto forte e sostenuto per le criptovalute. Adattiamo la nostra strategia sviluppando strumenti e servizi che rispondano specificamente alle preferenze degli utenti in ogni mercato e, soprattutto, fornendo un facile accesso alle criptovalute utilizzando le valute fiat locali. Questo approccio localizzato abbatte le barriere iniziali all’adozione. Oltre alle funzionalità dei prodotti, concentriamo i nostri sforzi in modo significativo sulla comunità e sull’educazione. Un esempio perfetto è la nostra partnership triennale con l’UNICEF, progettata per far progredire le competenze digitali e l’alfabetizzazione Blockchain tra i giovani in otto Paesi chiave, tra cui Malesia, Brasile e Sudafrica. Questo approccio educativo e incentrato sull’utente è il modo in cui garantiamo una crescita responsabile e sostenibile in questi cruciali mercati emergenti”.
Come ex manager di realtà come Adobe, SAP e Xapo Bank, lei porta una visione cross-settoriale. Quali lezioni del mondo fintech e tech tradizionale sta applicando per innovare nel marketing cripto?
“Presso Adobe e SAP, l’asticella per il marketing è dritta: deve aumentare il fatturato, acquisire utenti. Ciò significa un allineamento stretto con il prodotto, un posizionamento chiaro e un uso estensivo di strumenti per capire che cosa cambia effettivamente il comportamento lungo il funnel. Da Xapo Bank, porto una forte lente sulla compliance e sulla fiducia nel settore finanziario: ogni campagna è anche un segnale di credibilità, e questo è ancora più vero nel mondo crypto. In Bitget, sto combinando tutto questo: brand storytelling che appare curato come quello delle grandi aziende tecnologiche, performance marketing, che viene misurato come nella fintech, e un chiaro focus sull’educazione e sull’utilità, in modo che gli utenti scelgano piattaforme che li aiutino ad accrescere il loro patrimonio”.
Infine, in un contesto di continua evoluzione tecnologica, secondo lei quale sarà la prossima “killer App” della Blockchain capace di attrarre non solo investitori, ma utenti reali nel quotidiano?
“Non credo che la prossima ‘killer App’ sarà una singola funzionalità; sarà un’esperienza unificata. L’Exchange Universale (UEX) è stato creato esattamente per questo: un unico account dove gli utenti possono muoversi fluidamente tra spot, derivati, asset on-chain e rendimenti del mondo reale, senza percepire i confini tra CeFi, DeFi e finanza tradizionale. Quando sarà possibile detenere una stablecoin, negoziare un contratto perpetuo, accedere a treasuries tokenizzati e, contemporaneamente, pagare o investire dalla stessa interfaccia e con la stessa panoramica del rischio, il settore crypto smetterà di essere una nicchia e diventerà l’aggiornamento naturale della finanza quotidiana. Questo è il ruolo che l’UEX mira a svolgere: trasformare prodotti frammentati in un sistema operativo finanziario coerente ed unificato”.
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