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Il design svizzero emergente ritorna alla “Milano Design Week”

La mostra collettiva “Shared Matter” presenta sei designer e studi elvetici in ascesa all’interno di SPAZIOVENTO, una nuova location nel cuore di Brera

Il design svizzero emergente ritorna alla Milano Design Week
In mostra sei progettisti con percorsi maturati in contesti diversi, tra cui Akuto Studio, che dopo un primo prototipo sviluppato ad Atene ha trascorso diversi mesi in Cina per realizzare Chord Machine AKT-0.1, uno strumento musicale intuitivo che reinterpreta le possibilità espressive degli accordi (Foto: Press Office, SHARED MATTER 2026)

La Milano Design Week 2026 si prepara a rianimare le strade della città. Dal 20 al 26 aprile, l’evento di riferimento per il settore dell’arredamento e del design trasformerà infatti ancora una volta il capoluogo lombardo in un laboratorio creativo, offrendo così a designer e studi emergenti l’occasione di presentare al mondo i propri lavori.

È all’interno di questa stessa piattaforma internazionale di visibilità che si inserisce la mostra collettiva Shared Matter, organizzata dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia. Il progetto inaugura un nuovo capitolo dopo tre edizioni di successo di House of Switzerland Milano e si presenta con una nuova sede e un formato rinnovato, dedicato proprio alla promozione del design elvetico.

Realizzata in collaborazione con Presenza Svizzera, la mostra mette in primo piano pratiche di design collaborativo, attraverso una selezione curata di progetti sviluppati con partner di vari Paesi. Percorsi nati dunque da viaggi di ricerca, residenze e pratiche autonome, maturati di volta in volta in contesti geografici e culturali differenti.

Come spiega Marie Mayoly, responsabile di Piattaforme Internazionali e Delegazioni per il design presso Pro Helvetia:

“Shared Matter evidenzia come i designer operino attraverso contesti diversi mediante ricerca, scambio e collaborazione, riflettendo l’impegno costante di Pro Helvetia. La mostra richiama l’attenzione sui percorsi che stanno dietro a ciascun progetto, sottolineando che un sostegno significativo non riguarda soltanto i risultati finali, ma anche i processi che li modellano”.

Il design svizzero emergente ritorna alla Milano Design Week
Vera Roggli e la designer filippina Julia Villamonte hanno creato Sapin-Sapin, un tappeto multifunzionale ispirato alle tradizioni d’intreccio dei tappeti dei rispettivi Paesi d’origine (©Vera Roggli e Julia Vilamonte)

Il design svizzero oltre i suoi confini: l’identità univoca lascia spazio al metodo

Più che tracciare uno stile univoco, Shared Matter parte da una domanda più ampia: cosa resta oggi del design svizzero, una volta fuori dai suoi confini? Proprio perché i progetti in mostra, come accennato, prendono forma in contesti diversi – tra periodi di lavoro all’estero, collaborazioni e confronti prolungati che ne orientano esiti e direzione – anche la risposta che ne emerge non è univoca.

L’immagine del design elvetico, pertanto, non passa né attraverso il minimalismo come cifra, né attraverso la neutralità come posizione, ma si definisce piuttosto come un metodo, fondato su pensiero sistemico, rigore tecnico e sperimentazione strutturata, applicati a situazioni concrete, spesso lontane dalla Svizzera. Dopotutto, i designer coinvolti si muovono all’interno di reti produttive globali, tradizioni artigianali che non appartengono loro e dinamiche industriali complesse. Motivo per cui a tenerli insieme non è tanto un linguaggio formale quanto più una disposizione condivisa: la capacità di fare chiarezza nella complessità.

A fare da spazio di confronto per questa riflessione è SPAZIOVENTO, nel quartiere di Brera, realtà fondata da designer per designer. Il suo assetto architettonico, essenziale e aperto, funziona come una vera superficie di lavoro che lascia emergere differenze, tensioni e punti di contatto tra le diverse posizioni progettuali.

Il design svizzero emergente ritorna alla Milano Design Week
Tra i progetti in mostra anche Re27 di iiode, una lampadina LED sostenibile realizzata in collaborazione con quattro aziende europee per garantire una filiera corta e responsabile, caratterizzata da una luce naturale modulabile grazie a un design basato sul riciclo (Foto: Press Office, SHARED MATTER 2026)

Uno spazio d’incontro conviviale come allestimento scenografico

La scenografia della mostra è stata curata dalla coppia di designer elvetici Gini Moynier in collaborazione con il graphic designer Nicolas Bernklau. Un intervento grafico monocromatico, realizzato con il supporto di Blēo (DK), struttura lo spazio e guida il pubblico attraverso diverse fasi della pratica progettuale, dalla ricerca e sperimentazione all’attuazione pratica. Un’installazione adiacente, sviluppata invece con Karimoku New Standard (JP), estende la mostra in un ambiente conviviale dedicato allo scambio informale e agli incontri professionali.

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Paper Glasses è il risultato di una residenza per ricerca durante la quale Silvio Rebholz ha sviluppato un’alternativa naturale e biodegradabile ai bicchieri monouso in plastica (Foto: ©SimonRimaz ©Jasmine Deporta)

A proposito dei progetti in mostra, dai laboratori di Atene alla Cina manifatturiera

Dopo aver ideato un prototipo iniziale in un laboratorio di liuteria ad Atene, Akuto Studio ha trascorso diversi mesi in Cina per produrre Chord Machine AKT-0.1, uno strumento musicale intuitivo che reinterpreta le possibilità espressive degli accordi. Parallelamente, collaborando con quattro aziende europee per mantenere una filiera corta e responsabile, iiode ha creato Re27, una lampadina LED sostenibile caratterizzata da una luce naturale modulabile grazie a un design basato sul riciclo. Allo stesso modo, assieme a Tajimi Custom Tiles (JP), Noelani Rutz ha realizzato Fleeting Landscapes, una collezione di piastrelle che traduce le qualità effimere della neve in forma materiale.

In ambito illuminotecnico, e in stretta collaborazione con l’azienda italiana From Lighting, lo studio Panter&Tourron ha sviluppato una lampada da terra scultorea e multimodale in alluminio, con un’edizione limitata prodotta in partnership con BWB Oberflächentechnik per l’anodizzazione. Nasce invece da una residenza di ricerca Paper Glasses, progetto con cui Silvio Rebholz ha sviluppato un’alternativa naturale e biodegradabile ai bicchieri monouso in plastica. Infine, proseguendo la loro collaborazione, Vera Roggli e la designer filippina Julia Villamonte hanno creato Sapin-Sapin, un tappeto multifunzionale ispirato alle tradizioni d’intreccio dei tappeti dei rispettivi Paesi d’origine.

Tutti i progetti sono stati selezionati tramite un bando di concorso da una giuria internazionale composta dalla designer e architetta attiva a Milano Maddalena Casadei e dal design writer e direttore editoriale di Dezeen con sede a Londra Max Fraser. La selezione si è basata sulla qualità del design e sull’innovazione, nonché sui contesti culturali e produttivi in cui i progetti si inseriscono.

Il design svizzero emergente ritorna alla Milano Design Week
Noelani Rutz ha realizzato Fleeting Landscapes, una collezione di piastrelle che traduce le qualità effimere della neve in forma materiale (Foto: ©Noelani Rutz ©Jonas Marguet)

Date, sede e partner del progetto: che cosa sapere per approfittarne al meglio

La mostra collettiva sarà visitabile da lunedì 20 a venerdì 24 aprile 2026, dalle 10 alle 19, presso SPAZIOVENTO, in via Pinamonte da Vimercate 4 a Milano. Promossa dalla Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia in collaborazione con Presenza Svizzera, l’iniziativa si avvale del partner ufficiale Karimoku New Standard, dei fornitori ufficiali Blēo, Charbon e Torréfaction e del sostegno di Swiss Design Association, Ufficio federale della cultura e Istituto Svizzero.

A emergere, anche sul piano organizzativo, è proprio la natura relazionale del progetto, costruito sul dialogo tra designer, partner, storie e realtà produttive diverse, in piena coerenza con la missione di Pro Helvetia di promuovere la creatività svizzera oltre i confini nazionali.

Il design svizzero emergente ritorna alla Milano Design Week
In stretta collaborazione con l’azienda italiana di illuminazione From Lighting, lo studio Panter&Tourron ha sviluppato una lampada da terra scultorea e multimodale in alluminio, con un’edizione limitata prodotta in partnership con BWB Oberflächentechnik per l’anodizzazione (Foto: ©Profiler Sebastian Vargas e Jeremy Ayer Studio ©Vitra_Photography_Dejan Jovanovic)

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Paper Glasses è il risultato di una residenza per ricerca durante la quale Silvio Rebholz ha sviluppato un’alternativa naturale e biodegradabile ai bicchieri monouso in plastica (Foto: ©SimonRimaz)

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