Un’isola caraibica punta sulla resilienza alimentare e verde: giovani agricoltori, formazione e nuovi progetti eco-tech, cuore della rinascita

Saint-Martin si vuole trasformare da luogo turistico a laboratorio di innovazione agricola caraibica, ridisegnando una filiera locale all’altezza delle sfide climatiche, economiche e post-Irma.
Dopo il ciclone del 2017 e la pandemia, la Collettività d’Oltremare della Francia ha assunto in pieno le competenze agricole, fino ad allora gestite dalla Regione della Guadalupa, e affidato la nuova governance alla CCISM (Chambre Consulaire Interprofessionnelle) e alla DAAF (Direction de l’Alimentation, de l’Agriculture et de la Forêt) integrata nella Prefettura di Saint-Barthélemy e Saint-Martin.
Oggi, l’agricoltura pesa meno dell’1 per cento sul PIL locale, ma il potenziale di crescita è tangibile grazie a un nuovo piano territoriale, ai fondi FEADER e POSEI, e a un mix di risorse europee e locali per potenziare le filiere agricole. Iniziative come Green’up (per lo sviluppo di pratiche agricole sostenibili) e aiuti destinati a gestire la siccità o finanziare la modernizzazione del mattatoio confermano la spinta verso un’agricoltura resiliente e sofisticata.

Formazione & fondi: la nuova linfa per i giovani agricoltori
Il terreno fertile dell’immobilismo è oggi sottratto alle nuove leve agricole. A Saint-Martin, vari enti (CCSIM, SICASMART, ADEPPAL, AAPISM, CARIBGENE ed EGEA) offrono supporto tecnico e finanziario a ogni stadio del percorso imprenditoriale.
In parallelo, nella vicina Sint Maarten (il lato olandese dell’isola) è partita nel luglio 2025 la Agriculture Business Academy, un programma gratuito di 12 settimane realizzato da Qredits con il supporto del Ministro del Turismo, degli Affari Economici, dei Trasporti e delle Telecomunicazioni.
Coinvolti 19 partecipanti, tra contadini e pescatori, formati in agricoltura, innovazione, imprenditorialità, finanza e pratiche sostenibili: una vera “scuola pratica” con docenti come Lucrecia Lynch e Denicio Wyatte.
Una frase significativa di Grisha Heyliger-Marten, Ministro TEATT nel settore appartenente ai Paesi Bassi:
“Dare potere alle nostre comunità attraverso la conoscenza e le opportunità è la pietra angolare dei nostri obiettivi di sviluppo sostenibile”.
E un commento di Elwin Groenevelt, fondatore di Qredits e CEO di SoFin:
“Crediamo nell’imprenditorialità come strumento di trasformazione sociale ed economica”.
Al termine, i partecipanti possono richiedere un prestito agevolato fino a 50000 dollari americani al 2 per cento di interesse: un vero trampolino per nuove imprese agricole e di pesca.
Innovazione in campo e tavola: piccoli progetti, grande valore
L’innovazione agricola a Saint-Martin passa anche attraverso esempi attuali nel settore privato. Un caso emblematico è Spaceless Gardens, guidato da Denicio Wyatte, che ha sperimentato orti verticali e contenitori rigenerati, sfruttando spazi ridotti e terreni difficili. Egli afferma:
“Sono impegnato in un percorso di ricerca e sperimentazione continua per individuare le migliori possibilità di coltivazione sostenibile”.
E l’iniziativa Rooted in SXM, dove Stéphane Ferron coltiva funghi usando fino al 30 per cento dei rifiuti organici locali (fondi di caffè, scarti della birra), minimizzando gli sprechi e valorizzando ogni risorsa.
I prodotti di queste piccole aziende locali, GMO-free, entrano nei mercati contadini più vivi dell’isola: cooperative e mercati diventano luoghi di incontro tra produzione locale e consumo consapevole.
Non è tutto: anche Farm4You, con sede ad Agrément, ridefinisce l’agricoltura sostenibile a Saint-Martin, producendo fino a 1.900 cespi di lattuga a settimana grazie all’acquaponica, un sistema che unisce l’allevamento di pesci alla coltivazione idroponica. Oltre alla lattuga, vengono coltivati anche menta e basilico secondo pratiche biologiche.

Eventi e strategia internazionale: Saint-Martin guarda al futuro
Un altro segnale positivo arriva dall’attivismo istituzionale: Saint-Martin è stata sede, nel luglio 2025, della 58esima edizione della fiera “Caribbean Food Crops Society”, dedicata al rilancio della biodiversità, dell’agricoltura sostenibile e delle competenze verdi tra i giovani della regione.
Questo evento ha fatto da vetrina a politiche e progetti integrati, sviluppati dalla Collectivité sotto la guida di Elie Touzé (direttore dell’economia blu e verde), Arnel Daniel, Maggy Gumbs, Cyril Robert e altri stakeholder.
Parallelamente, un recente appello a nuovi progetti della Direzione dell’Alimentazione, dell’Agricoltura e della Foresta sostiene la cooperazione locale nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodrotti dell’agricoltura, con contributi fino al 100 per cento (o 75 per cento sugli investimenti) per soggetti pubblici e privati che agiscono in rete.
Verso l’agricoltura del domani: sfide, dati e prospettive utili
Un rapporto tecnico-economico appena pubblicato nell’agosto del 2025 traccia una fotografia chiara: agricoltura inferiore all’1 per cento del PIL e dell’occupazione, ma con un nuovo impianto istituzionale favorevole (CEISM, CCISM, DAAF) pronto a sostenere la filiera grazie ai fondi europei e alle competenze locali.
Restano sfide irrisolte: dati frammentari, filiere poco strutturate, incentivi non sempre accessibili e un tessuto economico dominato da micro-imprese. Tuttavia, la riapertura del macello locale e l’implementazione del Piano Territoriale per l’Agricoltura Sostenibile potrebbero cambiare radicalmente il gioco, rendendo concreti i percorsi di autonomia alimentare, commercializzazione a filiera corta e sviluppo socioeconomico.
A fine agosto 2025, Saint-Martin mostra un volto nuovo: un’isola che cambia pelle, facendosi laboratorio di innovazione agricola e sostenibilità. Il mix di governance locale consolidata, fondi europei, formazione d’eccellenza, esperienze private dinamiche e lungimiranza istituzionale (eventi internazionali, progetti cooperativi) creano un ecosistema fertile per la rinascita agricola.
Come ha sottolineato Elwin Groenevelt, è l’imprenditorialità lo strumento di trasformazione sociale ed economica. Ed è quello che Saint-Martin sta costruendo, passo dopo passo, tra innovazione, resilienza e futuro.

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