Geotag:

MessicoStati Uniti d’America

Scoperta una megalopoli Maya nascosta nella giungla messicana

A Campeche la tecnologia LiDAR ha svelato una città antica con piramidi e strade sopraelevate che riscrive la storia delle civiltà mesoamericane

Megalopoli Maya: grazie al LiDAR sono emerse migliaia di strutture nascoste
Dettaglio della mappa del grande sito archeologico di Valeriana, individuato nello Stato di Campeche, in Messico, dove sono emerse al LiDAR migliaia di strutture Maya tra cui complessi cerimoniali, campi da gioco e una rete di strade sopraelevate
(Foto: Auld-Thomas et al., doi: 10.15184/aqy.2024.148)

Nel cuore della giungla dello Stato messicano di Campeche, una squadra di archeologi ha portato alla luce una vasta città Maya, precedentemente sconosciuta, che è stata denominata Valeriana. Utilizzando la tecnologia LiDAR (Light Detection and Ranging), i ricercatori hanno identificato oltre 6.700 strutture, tra cui piramidi, piazze cerimoniali, campi da gioco e una complessa rete di strade sopraelevate. Questa scoperta, pubblicata sulla rivista “Antiquity”, suggerisce che la regione fosse molto più densamente popolata e urbanizzata di quanto si pensasse in precedenza.

Il sito, che si estende su circa 122 chilometri quadrati, è stato individuato grazie all’analisi di dati raccolti nel 2013 per un progetto di monitoraggio forestale. Luke Auld-Thomas, dottorando presso la Tulane University di New Orleans negli Stati Uniti, ha guidato la squadra che ha reinterpretato questi dati, rivelando la presenza di una metropoli che potrebbe aver ospitato tra 30.000 e 50.000 persone nel suo periodo di massimo splendore, probabilmente compreso tra il 750 e l’850 dopo Cristo.

LiDAR: una tecnologia che rivoluziona l’archeologia

Il LiDAR è una tecnologia di telerilevamento che utilizza impulsi laser per mappare la superficie terrestre, penetrando attraverso la vegetazione densa. Questa tecnica ha rivoluzionato l’archeologia, permettendo la scoperta di numerosi siti antichi precedentemente nascosti dalla giungla, come è peraltro accaduto con altri grandi centri urbani sconosciuti in Guatemala nel 2018. Nel caso di Valeriana, il LiDAR ha rivelato una città con caratteristiche tipiche di una capitale politica dei Maya, inclusi complessi cerimoniali e infrastrutture idrauliche avanzate.
Secondo Francisco Estrada-Belli, archeologo della Tulane University,

“essere in grado di vedere la distribuzione delle residenze d’élite e non d’élite su larga scala ci sta dando la chiave per sbloccare la struttura dell’urbanismo Maya”.

Megalopoli Maya: piramidi, templi e piazze nascoste dalle foreste del Messico
La foresta tropicale messicana conserva tra i suoi alberi piramidi, templi e piazze cerimoniali: strutture che, mimetizzate dalla vegetazione, raccontano la grandezza di una civiltà capace di plasmare il paesaggio con ingegno e visione urbanistica

Una rete interconnessa di abitati e infrastrutture

La scoperta di Valeriana si aggiunge a una crescente lista di siti Maya rivelati dalla tecnologia del LiDAR, che indicano l’esistenza di una vasta rete interconnessa di città, strade e infrastrutture. Queste scoperte sfidano la visione tradizionale delle culture mesoamericane come una civiltà composta principalmente da piccoli villaggi isolati.
Al contrario, emergono prove di una società altamente organizzata con complesse reti commerciali e sistemi di trasporto avanzati.
Richard D. Hansen, archeologo e professore associato di antropologia presso l’Università dello Utah, ha descritto queste strade sopraelevate come

“il primo sistema di superstrade del mondo che conosciamo”.

Queste vie, larghe fino a 40 metri, collegavano città distanti tra loro, facilitando il commercio e la comunicazione.

Implicazioni per la comprensione di una civiltà

Le nuove scoperte stanno trasformando la nostra comprensione della civiltà Maya, rivelando un livello di complessità e di organizzazione precedentemente sottovalutato. La presenza di grandi centri urbani, infrastrutture avanzate e una rete commerciale estesa suggerisce che i Maya fossero una civiltà altamente sofisticata, con una profonda conoscenza dell’ingegneria, dell’urbanistica e della gestione delle risorse naturali.
Christa Schieber de Lavarreda, direttrice del Parco Archeologico Nazionale Tak’alik Ab’aj in Guatemala, ha osservato che queste rotte commerciali

“possono essere paragonate alla Via della Seta durante l’Impero Romano”,

sottolineando l’importanza e l’estensione delle connessioni tra le città Maya.

Megalopoli Maya: grazie al LiDAR sono emerse migliaia di strutture nascoste
Lo studio pubblicato da Cambridge University Press ha rivelato nel sito di Valeriana, nello Stato di Campeche in Messico, una densità di 55,3 strutture per km quadrato in un’area di 122 km quadri, pari a un totale di 6.764 edifici: è una concentrazione che ridefinisce per intero l’urbanistica dell’antica civiltà dei Maya
(Foto: news.nau.edu/Cambridge.org)

Prospettive future e conservazione del patrimonio

La scoperta di Valeriana nel territorio messicano del Campeche apre nuove prospettive per la ricerca archeologica e la conservazione del patrimonio culturale. Tuttavia, la crescente deforestazione e le attività illegali rappresentano una minaccia per questi siti preziosi. Gli archeologi sottolineano l’urgenza di proteggere queste aree e di continuare le ricerche per comprendere appieno la portata e la complessità della civiltà Maya.
Come afferma Edwin Román-Ramírez, archeologo guatemalteco,

“questa tecnologia ci mostra esattamente dove e come scavare”,

evidenziando l’importanza del LiDAR nel guidare le future esplorazioni e nello svelare i segreti nascosti della storia antica.

Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:

AI e “super raggi X” per svelare il mistero dei papiri di Ercolano
L’iniziativa di Fondazione Grana Padano per salvare l’Abbazia di Chiaravalle
Riprodotta (e restaurata) in 3D la Bolla che rese Santo Antonio

Megalopoli Maya: piramidi, templi e piazze nascoste dalle foreste del Messico
Nascosti per secoli nella fitta giungla del Campeche, gli edifici monumentali dei Maya riemergono grazie al LiDAR, rivelando una rete urbana intricata e testimonianze di una civiltà complessa e sofisticata, ben oltre le ipotesi formulate fino a pochi anni fa

Vedi sulla mappa

COMMENTI

Lascia un commento

Articoli correlati