Nel cuore del deserto saudita nasce la città montana di NEOM, dove tecnologia, sport e sostenibilità ridisegnano l’idea di futuro

Nel cuore del deserto saudita, dove le temperature superano spesso i quaranta gradi, sta prendendo forma un progetto che sembra una contraddizione e che invece vuole essere un simbolo di rinascita: Trojena, la città montana di NEOM. Situata nella regione di Tabuk, a circa cinquanta chilometri dal Golfo di Aqaba, tra montagne che raggiungono i 2.600 metri, essa rappresenta l’anima alpina del gigantesco piano urbanistico saudita voluto dal principe ereditario Mohammed bin Salman.
È qui che il Regno intende ospitare, nel 2029, i Giochi Asiatici Invernali, un evento senza precedenti nel mondo arabo. Ma dietro la spettacolarità delle piste da sci nel deserto si nasconde una visione più profonda, fatta di tecnologia, sostenibilità e ridefinizione del rapporto tra uomo e natura.

Un masterplan che reinterpreta la montagna
Il progetto, annunciato nel 2022, si estende su oltre 1.400 chilometri quadrati di territorio, ma soltanto una piccola parte sarà realmente edificata. L’obiettivo è preservare il paesaggio naturale, integrando architettura e ambiente attraverso un disegno che unisce urbanistica, turismo e ingegneria ambientale. Il masterplan prevede una serie di distretti tematici che si dispongono attorno a un grande lago artificiale, il futuro cuore visivo e funzionale della destinazione. Questo bacino sarà alimentato da tre dighe di nuova costruzione, affidate al gruppo Webuild, per un investimento di oltre quattro miliardi di euro, e servirà sia come riserva idrica sia come elemento scenografico per il resort montano.
Il villaggio dello sci, progettato dallo studio Aedas, sarà il primo a nascere: un complesso futuristico costruito su pendii naturali, con piste innevate durante l’inverno e superfici sintetiche per l’uso sportivo durante tutto l’anno. Attorno sorgeranno hotel, residenze e spazi per il tempo libero pensati per accogliere visitatori da tutto il mondo. Un altro elemento iconico sarà The Vault, un “villaggio verticale” incastonato nella montagna, concepito per riunire in un’unica struttura abitazioni, negozi, ristoranti e spazi culturali, riducendo così l’impronta urbana e massimizzando l’efficienza energetica.
Trojena è pensata come una città-montagna capace di fondere architettura contemporanea e natura incontaminata, con linee ispirate ai movimenti del terreno e materiali che riflettono la luce del deserto. Ogni costruzione dovrà rispettare un approccio “low impact”, con emissioni ridotte e soluzioni bioclimatiche che tengono conto delle temperature estreme e delle forti escursioni termiche.

Le istituzioni e i protagonisti del progetto
A promuovere e finanziare Trojena è la NEOM Company, interamente controllata dal Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano saudita che gestisce i principali investimenti strategici del Paese. A livello operativo, la realizzazione coinvolge un ampio network internazionale: Bechtel per la gestione ingegneristica e il project management, Webuild per la costruzione delle dighe e delle infrastrutture idriche, Aedas per l’architettura del villaggio sciistico, oltre a diversi studi specializzati in sostenibilità ambientale, paesaggio e digital twin.
Questo mix di competenze globali rispecchia la filosofia di NEOM, che vuole attrarre il meglio della tecnologia e del design internazionali in un contesto locale, ridefinendo gli standard di innovazione urbana. Trojena diventa così non solo un simbolo di sviluppo, ma anche un laboratorio di collaborazione globale, dove la tecnologia occidentale incontra la visione mediorientale del futuro sostenibile.

Tecnologia e sostenibilità sempre al centro
A differenza di molti resort alpini tradizionali, Trojena non vuole semplicemente imitare la montagna, ma reinventarla. Tutta l’area sarà alimentata da fonti rinnovabili, in linea con la strategia di NEOM, che prevede l’uso integrato di energia solare ed eolica per coprire il fabbisogno dell’intera città. I sistemi di desalinizzazione forniranno l’acqua necessaria alle strutture e al lago artificiale, mentre impianti di trattamento avanzato consentiranno il recupero e il riutilizzo delle acque reflue.
La produzione di neve, centrale per l’immagine di Trojena, è progettata con tecnologie a basso impatto ambientale, utilizzando soltanto acqua e aria compressa, senza additivi chimici. L’obiettivo è recuperare fino al 70 per cento della neve fusa, reimmettendola nel sistema idrico del lago. L’innovazione tecnologica non si limita però agli impianti: tutta la gestione del complesso sarà digitalizzata. La Bechtel, società americana specializzata in grandi opere, è stata incaricata della supervisione ingegneristica e della gestione integrata dei dati, assicurando il controllo in tempo reale delle prestazioni energetiche e ambientali.
Anche l’architettura partecipa a questa logica di sostenibilità: gli edifici saranno costruiti con materiali locali o riciclati, e le superfici riflettenti contribuiranno a ridurre l’accumulo di calore. Le soluzioni di raffrescamento naturale, la vegetazione selezionata e la ventilazione incrociata permetteranno di limitare l’uso dell’aria condizionata, uno dei principali problemi energetici del Golfo. In questo modo Trojena si propone come un modello di montagna artificiale sostenibile, dove il turismo si integra a un nuovo modo di abitare e di percepire l’ambiente.

Le tappe del progetto e lo stato dei lavori
Da quando è stato annunciato, Trojena è entrata rapidamente nella fase esecutiva. Nel corso del 2023 sono iniziati i lavori di scavo e di fondazione per le prime infrastrutture, tra cui i tunnel di accesso e le piattaforme per le dighe del lago. Le opere idriche sono il cuore del progetto, e la loro realizzazione è una delle più complesse dell’intero programma NEOM. Parallelamente, sono in corso gli interventi preliminari per il villaggio dello sci e per The Vault, mentre i primi resort di lusso sono stati affidati a gruppi internazionali dell’hotellerie che opereranno in partnership con l’ente di sviluppo saudita.
Il cronoprogramma prevede che entro il 2026 il villaggio sciistico sia operativo, consentendo a Trojena di accogliere i primi visitatori e di testare le infrastrutture in vista dei Giochi Asiatici Invernali del 2029. Quell’evento sarà la vetrina mondiale del progetto, pensato per mostrare al mondo come un’area desertica possa trasformarsi in un centro di sport e turismo sostenibile. A regime, entro il 2030, Trojena punta ad attirare circa 700.000 visitatori l’anno e ad accogliere 7.000 residenti permanenti, secondo le stime fornite da NEOM stessa.

L’impatto economico e sociale di Trojena
Oltre alla sfida tecnica, Trojena rappresenta un pilastro economico della Vision 2030, il piano strategico con cui l’Arabia Saudita intende diversificare la propria economia riducendo la dipendenza dal petrolio. Il progetto creerà migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, non soltanto nella costruzione, ma anche nei settori del turismo, della gestione alberghiera, dei servizi digitali e dell’industria sportiva. L’idea è costruire un modello replicabile, dove la sostenibilità non è solo un obiettivo ambientale ma anche una leva di sviluppo e un catalizzatore per l’innovazione locale.
Trojena si propone anche come piattaforma culturale: ospiterà eventi, festival, spazi per l’arte e per la ricerca ambientale, diventando un luogo dove convivono avventura e creatività. In un contesto in cui il turismo internazionale si apre a nuovi orizzonti, il progetto mira a posizionare l’Arabia Saudita come meta globale per il turismo di lusso e per l’esperienza outdoor, puntando su un’offerta che unisce tecnologia, natura e benessere.
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