Nuove soluzioni contro i grandi predatori oceanici: i casi australiani, delle Isole Cocos e del Sudafrica e l’impatto su sicurezza e conservazione

(Foto: Justin Gilligan)
Gli squali, predatori apicali degli ecosistemi marini, svolgono un ruolo cruciale nell’equilibrio ecologico. Tuttavia, le interazioni negative tra grandi predatori oceanici e attività umane, come la pesca e il nuoto, hanno sollevato crescenti preoccupazioni. Secondo l’International Shark Attack File (ISAF) del Florida Museum (dati 2023), si sono verificati 57 attacchi non provocati a livello globale, evidenziando la necessità di mitigare i rischi senza compromettere la biodiversità marina.
In risposta, la comunità scientifica e tecnologica ha sviluppato diverse soluzioni innovative per ridurre questi conflitti, migliorando la sicurezza umana e promuovendo al contempo la conservazione degli squali.

Campi elettrici e magnetici per respingere quasi ogni squalo
Una delle innovazioni più promettenti è l’uso di dispositivi elettronici che emettono campi elettromagnetici per interferire con il sistema elettrosensoriale degli squali, in particolare con gli organi di Lorenzini. Un esempio notevole è il progetto implementato nelle Isole Cocos (o Keeling), in Australia, e pubblicato sulla rivista “Scientific Reports” (Macrae et al., 2021). Qui, un dispositivo attaccato alla lenza da pesca genera un campo elettrico che riduce significativamente la depredazione del pescato da parte degli squali grigi di barriera, passando dall’86 al 24 per cento, con una riduzione complessiva del 72 per cento.
In parallelo, il dispositivo “Shark Shield Ocean Guardian FREEDOM+ Surf”, testato anch’esso nel Paese oceanico nel 2018 dal Collaboration Research Centre for Marine Biodiversity della University of Western Australia, ha dimostrato di prevenire attacchi di squali bianchi con un’efficacia superiore al 90 per cento. Il dispositivo, indossabile alla caviglia, emette impulsi elettrici attraverso un’antenna da 2,2 metri, creando una zona di fastidio per lo squalo senza danneggiare l’animale.
Tavole e mute hi-tech per proteggere i surfisti in piena azione
Ricercatori della Macquarie University e dell’Australian Research Council, nel quadro del programma “Surf Safe”, hanno sviluppato mute e tavole da surf dotate di luci LED integrate nella parte inferiore. Pubblicato su “PLOS ONE” nel 2022, lo studio mostra che queste luci alterano la silhouette del surfista, riducendo la probabilità di essere scambiato per una preda naturale.
Un ulteriore studio condotto dalla University of South Australia ha testato combinazioni cromatiche “anti-shark” su mute e pinne, con evidenze che i colori ad alto contrasto verticale (come strisce nere e bianche) riducono la probabilità di attacco.

Droni e intelligenza artificiale contro gli squali sulle spiagge
Nel contesto della sicurezza costiera, l’uso di droni equipaggiati con intelligenza artificiale rappresenta una frontiera avanzata. Il progetto “Westpac Little Ripper Lifesaver”, condotto in collaborazione con l’University of Technology Sydney (UTS), impiega la piattaforma “SharkSpotter AI”, un algoritmo di computer vision in grado di identificare squali da immagini aeree con un’accuratezza superiore al 90 per cento, secondo un articolo pubblicato su “Nature Communications” nel 2019.
I droni, operanti autonomamente lungo le coste del Nuovo Galles del Sud, sono in grado di trasmettere allarmi in tempo reale ai bagnini e ai servizi di soccorso, rappresentando una tecnologia non invasiva, rispettosa dell’ambiente e ad alta precisione.
Sfide aperte e nuove barriere per una coesistenza pacifica
Nonostante i progressi, rimangono ostacoli significativi: molte tecnologie si sono dimostrate meno efficaci contro alcune specie, come il mako o lo squalo tigre. Inoltre, variabili ambientali come la torbidità dell’acqua o la presenza di interferenze elettromagnetiche possono ridurne l’efficacia.
Un’innovazione recente, presentata nel 2024 dal progetto “SharkSafe Barrier Technologies” in Sudafrica, combina barriere fisiche biomimetiche ispirate alle foreste di kelp con magneti passivi, ottenendo risultati promettenti in fase di test. Lo racconta un articolo su “Frontiers in Marine Science” nel medesimo anno.
Il professor Shaun Collin, direttore dell’Oceans Institute presso la University of Western Australia, afferma:
“Combinare la tecnologia con la comprensione biologica degli squali è fondamentale per sviluppare soluzioni efficaci e sostenibili nella mitigazione dei conflitti tra squali e umani”.

Prevenzione e tutela per salvare uomo e oceani dai predatori
Le innovazioni nella tecnologia di dissuasione degli squali rappresentano passi fondamentali verso una convivenza equilibrata tra attività umane e grandi predatori marini. Dispositivi elettronici, supporti indossabili, droni intelligenti e barriere ecologiche contribuiscono a una nuova era di sorveglianza e protezione marina sostenibile.
Per garantire un impatto positivo duraturo, sarà cruciale il sostegno istituzionale, la ricerca multidisciplinare e una comunicazione efficace verso le comunità costiere, affinché la sicurezza non si contrapponga alla conservazione, ma la rafforzi.
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