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Vít Jedlička: “Governare Liberland con la tecnologia e la libertà”

Il fondatore racconta la visione di Stato essenziale, basato su scelta individuale, reti civiche e strumenti digitali per la gestione pubblica

Vít Jedlička: protagonista di iniziative internazionali su sovranità, innovazione civica e comunità digitali, in un contesto che richiama il dibattito globale su nuovi assetti statuali e partecipazione
Vít Jedlička alza la bandiera di Liberland sulle rive del Danubio, gesto simbolico che sintetizza l’idea di uno Stato fondato su adesione volontaria, libertà individuale e sperimentazione istituzionale, in un paesaggio fluviale che diventa sfondo narrativo di un progetto politico fuori dagli schemi (Foto: liberland.org)

Nato il 6 settembre 1983 a Hradec Králové, nell’allora Cecoslovacchia, Vít Jedlička è fondatore e Presidente della Repubblica Libera di Liberland ed è tra le figure più discusse nel dibattito contemporaneo su sovranità, cittadinanza digitale e ruolo delle tecnologie nei processi istituzionali. Di formazione politologica ed economica, con studi in scienze politiche ed economia monetaria a Praga, proviene dal movimento libertario ceco e si ispira al pensiero del libero mercato europeo e ai principi della libertà monetaria.

Il 13 aprile 2015, data scelta in coincidenza con il compleanno di Thomas Jefferson, ha proclamato la nascita di un nuovo Stato su un territorio di circa sette chilometri quadrati non rivendicato tra Croazia e Serbia lungo il Danubio. Da allora, Liberland è diventata un caso di studio seguito da giuristi, politologi e tecnologi, attirando quasi 800.000 domande di cittadinanza ispirate dal motto ufficiale

“To live and let live”.

Lontano dall’essere una provocazione simbolica, il progetto di Liberland si propone come piattaforma di sperimentazione per modelli di amministrazione pubblica fondati su tassazione volontaria, apparato statale ridotto, tutela dei diritti di proprietà e uso sistematico di tecnologie decentralizzate. In questa visione, la blockchain funge da infrastruttura istituzionale per voto, bilanci e consultazioni civiche, con l’obiettivo di aumentare trasparenza e responsabilità pubblica, attraverso la Liberland Blockchain e il sistema di governance basato sul Liberland Merit.

Accanto alla governance, Vit Jedlička ha promosso anche una sperimentazione monetaria autonoma tramite il Liberland Dollar, valuta digitale per le transazioni economiche, distinta dal token di governance. Il modello costituzionale integra inoltre elementi di democrazia diretta e meccanismi meritocratici, con l’obiettivo di allineare incentivi economici e partecipazione civica.

Parallelamente, Liberland si è sviluppata come comunità globale distribuita, con uffici di rappresentanza e una rete di iniziative imprenditoriali, eventi e programmi di cooperazione. Dalla finanza decentralizzata ai sistemi di identità digitale, fino all’uso dell’intelligenza artificiale nella gestione amministrativa, la micronazione ambisce a configurarsi come laboratorio permanente di governance sperimentale.

Nel 2024 è arrivata la nomina di Justin Sun, fondatore di Tron, a Primo Ministro dopo le prime elezioni nazionali basate su voto blockchain, rafforzando la visibilità internazionale del progetto, già presente in forum globali su economia digitale e governance decentralizzata. Nel 2023, Vit Jedlička ha ricevuto il Gusi Peace Prize a Manila e un riconoscimento umanitario presso le Nazioni Unite a New York.

In questa intervista, il rivoluzionario della statualità riflette su ambizioni, limiti e contraddizioni di un progetto che continua a interrogare il rapporto tra sovranità, tecnologia e autodeterminazione individuale nell’era delle piattaforme digitali.

Vít Jedlička: protagonista di iniziative internazionali su sovranità, innovazione civica e comunità digitali, in un contesto che richiama il dibattito globale su nuovi assetti statuali e partecipazione
Veduta cartografica del territorio di Liberland tra Croazia e Serbia, nell’area di Gornja Siga: circa sette chilometri quadrati interessati da un progetto statuale che integra registri Blockchain, meccanismi di selezione meritocratica e adesione su base volontaria
(Illustrazione: liberland.org)

Che cosa l’ha spinta a fondare Liberland nel 2015 e in che modo il suo percorso nella politica ceca e nell’attivismo libertario ha inciso su questa scelta?
“Ero un politico nella Repubblica Ceca e la mia ambizione era trasformare il mio Paese in una sorta di Svizzera. Poi mi sono reso conto che in Cechia non ci sono abbastanza svizzeri perché questo potesse funzionare. È diventato quindi evidente che fondare un mio Paese potesse essere semplicemente più facile. E così è stato”.

Il motto di Liberland è “Vivere e lasciare vivere”. Come ne spiegherebbe i principi filosofici di fondo a lettori che non hanno familiarità con il pensiero libertario?
“Vorrei prima rivolgermi a chi conosce già questi temi e magari ha qualche pregiudizio: questo Paese è per tutti coloro che amano la libertà e rifiutano furto e coercizione, che a mio avviso rappresentano la maggioranza delle persone in Occidente. Questo è tutto. Non siamo legati a ideologie specifiche né ai contesti politici in cui esse vengono spesso declinate, e rispetto ai quali possono esistere obiezioni legittime. Per chi invece non è familiare con questi concetti: vogliamo un Paese in cui le persone pacifiche possano agire liberamente. Definiamo ‘pacifico’ il comportamento che rispetta la proprietà altrui, salvo consenso del proprietario. Può sembrare sorprendente, ma questo principio semplice, se applicato con coerenza, consente di ricostruire gran parte dell’attuale impianto dei diritti umani in modo più concreto. Per questo la proprietà di se stessi, e poi dei beni acquisiti in buona fede, è così centrale per noi. Non è avidità: è garantire che nessuno interferisca con il diritto individuale di perseguire la propria felicità”.

Liberland è spesso descritta come uno Stato sperimentale fondato su modelli di governance innovativi. In che cosa il suo assetto istituzionale si differenzia da quello degli Stati-nazione tradizionali?
“Dai nostri principi discende il fatto che non imponiamo tasse obbligatorie; quindi, lo Stato non può mai accumulare risorse per scopi diversi dalla fornitura di servizi reali sul libero mercato. Di conseguenza, dobbiamo restare snelli e fare soltanto ciò che i cittadini sono effettivamente disposti a finanziare. Utilizziamo inoltre strumenti decentralizzati come la Blockchain ovunque abbia senso farlo, che, va detto, non è ovunque. Abbiamo elezioni sulla Blockchain, bilanci sulla Blockchain, referendum legislativi sulla Blockchain. Questo è innovativo. Anche la governance sul piano operativo è rapida e leggera. Ed è una conseguenza strutturale del fatto che non disponiamo di un flusso incondizionato del denaro dei cittadini, come avviene invece negli Stati tradizionali. Questa è la vera ‘rivoluzione’, la grande idea”.

Vít Jedlička: fondatore di Liberland ritratto durante un evento pubblico, simbolo di modelli alternativi di governance, cittadinanza volontaria e uso di tecnologie digitali nei processi istituzionali emergenti
Alla celebrazione del decennale di Liberland, Vit Jedlička ricorda dieci anni di iniziative non riconosciute da stati sovrani ma apprezzate da comunità digitali e sostenitori della libertà economica, mentre il movimento continua ad attrarre richieste di cittadinanza e interesse internazionale (Foto: liberland.org)

La blockchain occupa un ruolo centrale nella visione di Liberland. Come viene utilizzata concretamente nella governance, nel voto e nell’amministrazione pubblica, e quali vantaggi offre?
“La utilizziamo per i pagamenti e per molte altre interazioni, alcune delle quali ho già menzionato. Il principale vantaggio della blockchain è la possibilità di avere sistemi distribuiti che si controllano a vicenda. Si dispone di un registro trasparente, rapidissimo e sicuro. Gli Stati affermano di funzionare in questo modo, almeno in teoria, ma noi lo abbiamo effettivamente costruito. Grazie alla blockchain, e in particolare a Bitcoin, che è la nostra valuta di riserva”.

Liberland ha ricevuto richieste di cittadinanza da centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. In che modo questa comunità globale contribuisce allo sviluppo e all’identità del Paese?
“Nel modo che preferiscono: non siamo i loro tutori. Essere il Paese più libero del mondo implica proprio questo. Naturalmente li aiutiamo a organizzarsi: esistono villaggi della diaspora, in cui le persone adottano lo stile di vita di Liberland in altri Paesi, e uffici di rappresentanza in oltre ottanta Stati. Organizziamo eventi, meetup, collaborazioni imprenditoriali, ci supportiamo negli investimenti e nei progetti personali, qualunque essi siano, purché legali, morali e sensati”.

Il riconoscimento internazionale resta una delle principali sfide per Liberland. Quali strategie diplomatiche state portando avanti e come interpretate il vostro status secondo il diritto internazionale?
“Seguiamo più percorsi in parallelo. Siamo stati riconosciuti dal Somaliland qualche tempo fa, che oggi a sua volta è riconosciuto dallo Stato di Israele. È un problema se non menziono i casi attualmente in fase di negoziazione? Prometto che renderemo pubbliche le informazioni quando tutto sarà concluso e formalizzato. Per ora posso dire che stiamo perseguendo simultaneamente diverse strade molto promettenti”.

Liberland promuove un modello economico basato su tassazione volontaria e regolamentazione minima. In che modo questo approccio dovrebbe favorire imprenditorialità, investimenti e innovazione?
“Lasciamo il concetto di ‘stimolo’ ai monetaristi e a chi pensa che l’economia abbia bisogno dell’intervento dello Stato. Noi crediamo l’opposto: che l’intervento statale soffochi l’economia.
Che cosa succede a un organismo quando smetti di soffocarlo? Torna a respirare. Ed è ciò che ci aspettiamo accada a imprenditorialità, investimenti e innovazione. I risultati possono variare, ma considerando la natura umana è probabile che siano, beh, piuttosto entusiasmanti. Noi qui siamo molto ottimisti riguardo al potenziale umano”.

Oltre alla blockchain, quali tecnologie emergenti ritiene più rilevanti per il futuro di Liberland, come intelligenza artificiale, finanza decentralizzata o identità digitale?
“Vogliamo essere lo Stato che utilizza l’intelligenza artificiale più di qualunque altro, e siamo determinati in questo approccio proprio perché non utilizziamo il denaro dei cittadini in modo coercitivo. L’IA è efficiente, e dobbiamo esserlo anche noi. Poi c’è la longevità: organizziamo regolarmente conferenze dedicate, lavoriamo sui voli spaziali, abbiamo un programma spaziale attivo e abbiamo già mandato in orbita oggetti per conto nostro, oltre a molte altre iniziative”.

Vít Jedlička: figura chiave nei movimenti per la sperimentazione politica, associata a progetti che uniscono libertà individuale, infrastrutture tecnologiche e nuove forme di organizzazione sociale
Davanti a un pubblico internazionale a Washington, Vít Jedlička espone la visione di una micronazione basata su libertà individuale, governance decentralizzata e blockchain, sollecitando dialoghi su nuovi modelli di sovranità statuale e tecnologie istituzionali emergenti (Foto: liberland.org)

Le relazioni con i Paesi vicini, in particolare con la Croazia, sono state complesse. Come gestite queste tensioni restando impegnati in un percorso di costruzione pacifica dello Stato?
“Agendo in modo legale, rispettoso delle regole e cortese, e affidandoci a professionisti capaci di ottenere risultati concreti. L’elemento della pacificità è fondamentale: siamo probabilmente l’unico Paese la cui fondazione non ha comportato gravi danni umani, a parte una persona che si è rotta un dito. Cerchiamo di mantenerla così. Alla fine, Liberland è un’idea forte, e confidiamo che i nostri interlocutori internazionali lo comprenderanno”.

Guardando al futuro, qual è la Sua visione di lungo periodo per Liberland, sia come territorio fisico sia come modello globale di governance alternativa e di innovazione?
“Costruire una comunità nazionale pienamente funzionante nella terra di Liberland, il Paese più libero del mondo”.

Una ricognizione sul funzionamento del Dollaro di Liberland (LLD)

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Vít Jedlička: figura chiave nei movimenti per la sperimentazione politica, associata a progetti che uniscono libertà individuale, infrastrutture tecnologiche e nuove forme di organizzazione sociale
Il Presidente Vít Jedlička ritratto davanti alla bandiera di Liberland: economista ceco ed ex esponente del movimento libertario, nel 2015 ha avviato il progetto della Repubblica Libera come esperimento di governance decentralizzata supportata da infrastrutture Blockchain (Foto: liberland.org)

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