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Stati Uniti d’America

White Shark Café, il misterioso covo degli squali bianchi

Ogni anno, gli squali bianchi della California migrano in massa verso un punto specifico dell’oceano e iniziano a comportarsi in maniera inusuale

Il luogo d'incontro degli squali bianchi
Gli scienziati stanno cercando di scoprire perché gli squali bianchi della California migrano in massa verso un remoto punto del Pacifico (Foto: Jayne Jenkins/Ocean Image Bank)

Ogni anno, gli squali bianchi che popolano le coste californiane intraprendono un lungo viaggio che li conduce in un luogo misterioso a metà strada tra il continente e le Hawaii. Gli scienziati hanno battezzato quest’area White Shark Café: i grandi predatori dell’oceano sembrano passare molto tempo in questo luogo di ritrovo, mettendo in atto comportamenti molto singolari, raramente osservati altrove.

Quello che avviene nelle acque profonde del Café è ancora in buona parte un mistero: dopo anni di studi e monitoraggi, gli scienziati hanno formulato alcune ipotesi sul motivo che spingerebbe gli squali a radunarsi in quella remota zona del Pacifico, ma c’è ancora molto da scoprire sulle abitudini di questi animali.

White Shark Café, il ritrovo degli squali bianchi

Nessuno sapeva dove andassero: tutti gli anni, in inverno e in primavera, i grandi squali bianchi (Carcharodon Carcharias) che vivono lungo le coste californiane sparivano dalla vista degli umani per fare ritorno soltanto dopo diverse settimane. Per scoprire la loro destinazione, è stato necessario tracciare i loro spostamenti con dei tag satellitari.

Barbara Block e il suo team della Hopkins Marine Station dell’Università di Stanford sono sulle loro tracce da anni: era il 2000 quando hanno scoperto il White Shark Cafè, un’area remota del Pacifico più estesa della Gran Bretagna in cui gli squali bianchi vanno inspiegabilmente a radunarsi ogni anno.

Durante i monitoraggi svolti in quel periodo, i ricercatori hanno seguito sei squali al largo della costa californiana, esaminando i loro movimenti per sei mesi. Quattro esemplari su sei hanno raggiunto il Café: hanno nuotato in direzione sud-ovest, verso le Hawaii, e sono rimasti in questa zona remota per tutto l’inverno e la primavera, mostrando tra l’altro comportamenti molto insoliti.

Negli anni successivi, poi, i ricercatori hanno scoperto che non si trattava di pochi squali avventurosi che decidevano di migrare in mare aperto: grandi gruppi di Carcharodon Carcharias si recavano ogni anno al White Shark Café, infittendo ulteriormente il mistero.

Le lunghe migrazioni degli squali bianchi verso il White Shark Café
Il White Shark Café si trova a metà strada tra le coste californiane e le Hawaii (Foto: Schmidt Ocean Institute)

Il Café degli squali bianchi: un’oasi oceanica

I ricercatori hanno scoperto che i grandi predatori oceanici intraprendono un viaggio di circa 25 giorni per arrivare al Café, e sembrano non avere troppa fretta di raggiungere la loro destinazione: nuotano a una velocità media di un metro al secondo e non mancano di fare qualche tuffo in profondità durante il tragitto, forse per avere indizi di navigazione dalla crosta terrestre.

Agli inizi del Duemila, i dati satellitari a disposizione indicavano quell’area come una specie di deserto oceanico, una zona priva di grosse attrattive per degli squali che possono contare sul ricco buffet offerto dalla costa californiana: l’ipotesi che il White Shark Café fosse una fonte di cibo era da escludere, almeno per quanto riguarda le acque superficiali.

Nel 2018, però, il team di Barbara Block ha scoperto che quell’area del Pacifico è tutt’altro che una sterile distesa d’acqua oceanica. Nel maggio di quell’anno, un gruppo interdisciplinare di ricercatori della Hopkins Marine Station dell’Università di Stanford, del Monterey Bay Aquarium, dello Schmidt Ocean Institute (SOI) e di altre organizzazioni ha seguito gli squali bianchi fino al loro punto di ritrovo.

Durante la crociera di ricerca, durata un mese, gli scienziati hanno seguito 20 esemplari e raccolto informazioni sulle condizioni ambientali del Café, rivelando quella che sembra essere una vera e propria “oasi oceanica”. Come spiegò Block allora:

“Abbiamo trovato un’elevata diversità di pesci e calamari di acque profonde (oltre 100 specie) che, in combinazione con le osservazioni effettuate dal ROV e il sequenziamento del DNA, dimostrano che si tratta di una valida fonte di cibo per sostenere grandi organismi pelagici come squali e tonni”.

Gli quali, quindi, potrebbero radunarsi al White Shark Café per nutrirsi.

Cibo o accoppiamento? Le ipotesi degli scienziati

Ancora non è del tutto chiaro perché gli squali californiani si spostino in massa in quest’area remota del Pacifico. Quando arrivano al Café, infatti, il loro comportamento cambia in modo molto vistoso. Il fenomeno era emerso già durante le osservazioni dei primi anni Duemila: giunti in questa località, gli squali iniziano a fare immersioni insolitamente profonde e frequenti, spingendosi a 450 metri di profondità ogni 10 minuti circa.

Le prime ipotesi per questo inspiegabile comportamento sembravano già puntare alla ricerca di cibo, e i risultati del 2018 hanno in parte rafforzato i sospetti dei ricercatori. I modelli di immersione osservati, infatti, rispecchiavano i cicli giornalieri delle migrazioni su e giù per la colonna d’acqua, suggerendo che gli squali stessero semplicemente seguendo le loro prede.

Altre analisi hanno rilevato che, effettivamente, gli squali bianchi si nutrono al largo, ma consumano circa la metà delle prede che riescono a procacciarsi vicino alle coste. La ricerca di cibo, quindi, non dev’essere il motivo principale per queste lunghe migrazioni.

Le immersioni al White Shark Café hanno sollevato diversi dubbi: nel 2012 è stato osservato che sono principalmente i maschi a concentrarsi nel Café. In primavera, in particolare, convergono in un’area centrale molto stretta e aumentano la frequenza dei movimenti verticali, mentre le femmine occupano una zona molto più vasta e visitano la zona centrale del Café soltanto per brevi periodi.

Potrebbe trattarsi di un comportamento legato all’accoppiamento, spiegano gli scienziati: forse i maschi si immergono più in profondità per avere maggiori possibilità di accoppiarsi. D’altro canto, di recente è stato anche scoperto che gli squali bianchi trascorrono diverso tempo molto al di sotto delle profondità cui si nutrono. E, secondo i ricercatori, devono esserci dei buoni motivi per spingersi fin laggiù.

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Gli squali hanno punto di ritrovo in mezzo all'oceano
La funzione del White Shark Café è soltanto uno dei misteri legati allo squalo bianco: sappiamo ancora molto poco della biologia di questo animale (Foto: Jayne Jenkins / Ocean Image Bank)

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