Il territorio canadese punta su tecnologia e sostenibilità per trasformare l’economia: strategie, investimenti e visione per un futuro competitivo

Nelle vaste terre selvagge dello Yukon, dove l’aurora boreale danza nei cieli incontaminati e dove la corsa all’oro del Klondike sembrò regalare un futuro di speranze a migliaia di immigrati in Canada sul finire del diciannovesimo secolo, si sta delineando una nuova era di progresso.
Il Governo territoriale ha presentato “Innovation Yukon: Bringing Northern Ingenuity to the World”, una strategia quinquennale (2023-2028) che ambisce a trasformare l’economia locale attraverso strumenti di tecnologia, collaborazione e sostenibilità.
Questo piano, frutto di consultazioni con stakeholder, professionisti del settore e comunità indigene, traccia una roadmap per affrontare le sfide climatiche, digitali e infrastrutturali di una regione remota, ma ricca di potenziale.

(Foto: Envato)
In Canada un laboratorio naturale per l’economia verde
Con una popolazione di circa 43.000 abitanti distribuiti su un’area più vasta di un Paese come l’Italia, lo Yukon rappresenta un microcosmo ideale per sperimentare soluzioni innovative. La strategia punta a sfruttare le risorse locali, dall’energia idroelettrica ai minerali critici per la transizione energetica, creando partnership tra comunità indigene, startup e centri di ricerca.
“Essere in grado di adattarsi e migliorare è fondamentale per rimanere competitivi e rilevanti in un mondo in continua evoluzione”,
afferma il Premier e Ministro dello Sviluppo Economico, Ranj Pillai.
Tra i progetti chiave emergono le microreti alimentate da fonti rinnovabili per comunità isolate e l’uso della Blockchain per tracciare l’estrazione responsabile di litio e cobalto. Whitehorse, la capitale, ospita già un incubatore tecnologico che ha dato vita a realtà come Arctic Carbon, un’azienda specializzata nella cattura della CO2 attraverso alghe artiche.
Digitalizzazione e inclusione: connettere il “Grande Nord”
Con una densità di 0,1 abitanti per km quadrato, lo Yukon affronta il divario digitale con infrastrutture ibride. La strategia prevede l’espansione della banda larga satellitare e in fibra ottica, mentre startup locali sperimentano reti mesh a basso costo.
“Entro il 2028, ogni comunità avrà accesso a servizi essenziali online, dalla telemedicina all’e-learning”,
promette alla stampa il Primo Ministro.
Cruciale è il coinvolgimento delle First Nations, che rappresentano una parte significativa della popolazione. Il fondo Indigenous Innovation stanzia milioni di dollari canadesi per progetti come Na-Cho Nyäk Dun Tech, dove giovani indigeni sviluppano App per preservare la lingua tradizionale.
“L’innovazione deve essere infatti culturalmente radicata”,
sottolinea la leader indigena Doris Bill.
Sfide globali, soluzioni locali: il modello Yukon per il mondo
Mentre il mondo cerca risposte alla crisi climatica, lo Yukon offre lezioni preziose. Il suo approccio “glocal” combina know-how internazionale con adattamenti al permafrost in scioglimento. Un esempio è PermaTech, uno spin-off che monitora il terreno con droni e intelligenza artificiale per prevenire danni alle infrastrutture.
Tuttavia, non mancano gli ostacoli:
“Servono più talenti e finanziamenti privati”,
ammette ancora Ranj Pillai. Per questo, il Governo di Whitehorse incentiva l’immigrazione qualificata e ha lanciato crediti d’imposta del 30 per cento per le startup. Intanto, il turismo high-tech cresce: nel 2023, migliaia di visitatori hanno sperimentato il Northern Lights Innovation Hub, dove realtà virtuale e scienza si fondono sotto le aurore.

Ranj Pillai: “Il segreto? Fare rete tra fragilità e possibilità”
Tra ghiacci e foreste, il Territorio dello Yukon in Canada dimostra che l’innovazione può fiorire anche ai margini. Con una visione chiara e investimenti mirati, esso sfida i luoghi comuni, puntando a diventare un hub artico per la sostenibilità.
“Il nostro segreto? Fare rete tra fragilità e possibilità”,
conclude il Premier. Una scommessa che il mondo guarda con interesse.
Il filmato “Alice in Innovatorland” realizzato per promuovere l’avvenire dello Yukon
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