Un’ambiziosa città hi-tech tra solare, criptovalute e design futuristico che avrebbe dovuto trasformare il Senegal e che invece si è fermata sulla carta

Nel 2018, il cantante e imprenditore Akon ha annunciato un progetto urbano che catturò immediatamente l’immaginazione di molti: Akon City, una città “afrofuturista” da 6 miliardi di dollari
(Foto: Akon/YouTube)
Nel 2018, il cantante e imprenditore Akon, noto in tutto il mondo per successi musicali come “Locked Up” e la sua attività imprenditoriale con focus sull’elettrificazione rurale in Africa, ha annunciato un progetto urbano che catturò immediatamente l’immaginazione di molti. Si tratta di Akon City, una città “afrofuturista” da 6 miliardi di dollari costruita lungo la costa atlantica del Senegal, ispirata alla leggendaria Wakanda del film “Black Panther” e concepita come un hub di tecnologia, energia rinnovabile, turismo e innovazione.
L’idea era semplice nella sua ambizione: trasformare l’area di Mbodiène, un villaggio tranquillo a circa 100 chilometri a sud di Dakar, in una città intelligente a uso misto con ospedali avanzati, scuole, centri commerciali, uffici tecnologici e un proprio ecosistema economico basato su energia solare e criptovaluta.
Eppure, nel 2025, dopo sette anni di annunci, rendering e poche concretizzazioni, il progetto è stato ufficialmente cancellato dal governo senegalese. Quella che doveva essere la “città del futuro” è diventata un monito sulle difficoltà di tradurre visioni di grande scala in realtà.

La nascita della visione: Wakanda, Akoin e urbanistica futurista
Quando Akon annunciò il progetto, fu presentato come una città che avrebbe combinato il meglio della tecnologia con l’identità africana.
Grattacieli curvilinei, un grande ospedale, università, un centro di ricerca, resort turistici e un’economia interamente alimentata da energia solare e dall’utilizzo della criptovaluta Akoin, la moneta digitale ideata dall’artista stesso.
La visione si ispirava apertamente alla città fittizia di Wakanda, simbolo di potenza tecnologica e cultura africana orgogliosa. Akon sosteneva che Akon City avrebbe fornito migliaia di posti di lavoro, stimolato l’economia locale e attirato investitori globali. Il progetto è stato presentato come una risposta alle sfide tradizionali dell’urbanizzazione africana, con attenzione all’energia pulita, alla governance digitale e alla creazione di un ecosistema urbano completo.
Fondato con il supporto dell’agenzia statale SAPCO (Senegalese Tourism Development Agency), l’accordo prevedeva la concessione di vaste aree di terreno per la costruzione della città, con un primo lotto di circa 800 ettari nella regione di Thiès. Le immagini concettuali mostravano edifici futuristici, spazi pubblici aperti, pannelli solari ovunque e infrastrutture tecnologiche all’avanguardia.
Un progetto di grande scala spiegato fase dopo fase
La roadmap pensata prevedeva due macro-fasi di sviluppo. La fase 1, inizialmente prevista entro il 2023, includeva la costruzione di strade, il campus di un ospedale, un centro commerciale, residenze, hotel, una scuola, una stazione di polizia, parchi pubblici e una centrale solare fotovoltaica.
La fase 2, estesa fino al 2029, doveva completare l’urbanizzazione, includere altri distretti residenziali e servizi avanzati, e consolidare l’uso della criptovaluta Akoin nell’economia della città.
L’architettura del progetto fu affidata a studi internazionali di rendering e progettazione, mentre lo sviluppo era coordinato da realtà come KE International di Los Angeles e Bakri & Associates Development Consultants di Dubai, con l’architetto Hussein Bakri in posizione di leadership creativa.
La narrazione ufficiale presentava Akon City come una smart city certificata LEED, ecologica e sostenibile, in grado di attrarre talenti e imprese tecnologiche in un continente in rapido sviluppo

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Dal sogno alla realtà: cerimonie e poche opere realizzate
La cerimonia ufficiale di posa della prima pietra avvenne nel settembre 2020, con Akon e funzionari senegalesi che collocarono il primo blocco tra l’entusiasmo mediatico e la curiosità internazionale. Tuttavia, col passare del tempo emerse un ritardo significativo rispetto alle promesse.
Nonostante la grande copertura mediatica, sul terreno reale di Mbodiène i progressi furono minimi. Nel migliore dei casi fu avviata la costruzione di un centro di accoglienza incompleto, che rimane ad oggi l’unico segno fisico del progetto originale. Il terreno, vasto e pianeggiante, è stato descritto da osservatori locali come
“spesso dominato da campi incolti, capre al pascolo e poca attività edilizia”.
Parallelamente, la criptovaluta Akoin, elemento centrale del modello economico, ha visto il suo valore crollare dopo il lancio, passando da circa 0,15 dollari a frazioni di centesimo nel giro di pochi mesi. Akon stesso ha ammesso difficoltà nella gestione della moneta, peggiorando la percezione di credibilità del progetto.
Le scadenze per le milestone non sono state rispettate e già nel 2024 l’agenzia SAPCO aveva minacciato di revocare la concessione del terreno se non fossero partiti lavori concreti, cosa che alla fine è puntualmente avvenuta.
La cancellazione di Akon City e il futuro dell’area
All’inizio di luglio 2025, il Governo senegalese ha ufficialmente dichiarato che
“il progetto Akon City non esiste più”,
citando
“mancanza di progressi, ritardi cronici e inadempienze finanziarie”
come motivi principali. La dichiarazione, rilasciata da Serigne Mamadou Mboup, capo dell’agenzia SAPCO, ha segnato la fine ufficiale dell’ambizioso piano urbano.
In sostanza, l’accordo originale è stato rescisso e la maggior parte dei terreni concessi ad Akon è stata riconsegnata allo Stato, che ora ha in mente piani più “realistici” per lo sviluppo dell’area.
Akon manterrà una piccola porzione di terreno (circa 8 ettari) e potrebbe collaborare con le autorità per uno sviluppo turistico più contenuto, ma l’idea di una
“smart city futuristica in stile Wakanda”
è stata archiviata. Alcuni osservatori notano che elementi della visione originale, come l’uso di energie rinnovabili, potrebbero comunque essere incorporati nei progetti futuri, benché su scala molto più modesta.
Nonostante la grande copertura mediatica, sul terreno reale di Mbodiène i progressi furono minimi, e nel 2025 il progetto è stato cancellato
(Foto: Akon/YouTube)
Le lezioni di Akon City per tutto il Continente Nero
La vicenda di Akon City offre una riflessione utile su come visioni urbane spettacolari possano scontrarsi con la realtà di sviluppo economico, governance, finanziamenti e implementazione tecnica. L’idea di combinare urbanistica high-tech, crypto-economy e design avveniristico ha catturato l’attenzione globale, ma ha mostrato anche i limiti di un progetto che non ha ottenuto progressi concretamente visibili sul campo per anni.
Nonostante il desiderio di creare un simbolo di innovazione africana, il percorso di Akon City evidenzia quanto siano cruciali risorse reali, governance chiara, partnership solide e rispetto delle tempistiche per tradurre una visione in urbanistica concreta.
Oggi, mentre il Senegal spinge per uno sviluppo costiero più pragmatico e orientato al turismo, il sogno di Akon rimane un esempio di quanto sia complesso il passaggio da fantasia a realtà, soprattutto nei progetti su larga scala che intrecciano tecnologia, economia e sviluppo urbano.
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