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Centri digitali per le PMI: così il modello Bangsamoro accelera

Nelle Filippine nasce un hub per la trasformazione digitale delle microimprese, tra sviluppo economico, inclusione e resilienza post-pandemia

Modello Bangsamoro: iniziativa per la digitalizzazione delle PMI attraverso accesso a tecnologie, sviluppo di competenze e rafforzamento della competitività in un ecosistema economico in evoluzione
La presentazione ufficiale del Digital Transformation Centre di Cotabato riunisce istituzioni, partner internazionali e stakeholder locali, evidenziando il ruolo della cooperazione multilaterale nello sviluppo delle competenze digitali e nel rafforzamento dell’ecosistema imprenditoriale regionale
(Foto: Pablo Remar/ILO)

La trasformazione digitale delle micro, piccole e medie imprese (MSME) rappresenta una delle leve più rilevanti per la crescita economica nei contesti emergenti. L’iniziativa lanciata a Cotabato City, nella regione autonoma di Bangsamoro nelle Filippine, si inserisce in questo quadro: un Digital Transformation Centre (DTC) pensato per colmare il divario tecnologico e rafforzare la competitività delle imprese locali.

Il progetto, promosso dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) insieme al Dipartimento delle Tecnologie dell’Informazione e delle Comunicazioni (DICT) locale e sostenuto dal Governo giapponese, rappresenta un caso emblematico di intervento integrato tra cooperazione internazionale, sviluppo tecnologico e politiche per il lavoro.

In questo quadro, emerge con forza anche il ruolo sistemico delle microimprese. Come ha sottolineato Khalid Hassan dell’ILO durante il lancio,

“le MSME contribuiscono a quasi il 40 per cento dell’occupazione globale e svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo sostenibile”,

evidenziando al tempo stesso come molte di esse restino intrappolate in bassi livelli di crescita e vulnerabili agli shock economici.

Accanto al centro inaugurato a Cotabato, l’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia che ha visto la realizzazione di un ulteriore DTC a Dau, nella provincia di Pampanga. Entrambi i centri rientrano nel progetto “Bringing Back Jobs Safely” (BBJS), sviluppato per sostenere la ripresa delle attività economiche dopo la crisi pandemica attraverso strumenti digitali e pratiche di lavoro più sicure.

Modello Bangsamoro: centro di trasformazione digitale per microimprese in contesto emergente, con infrastrutture ICT, formazione e supporto alla crescita economica locale e all’innovazione territoriale
Il taglio del nastro del Digital Transformation Centre a Cotabato City, alla presenza di Khalid Hassan dell’ILO, sancisce l’avvio operativo di un’infrastruttura strategica pensata per sostenere la trasformazione digitale delle microimprese e favorire lo sviluppo economico nella regione BARMM
(Foto: ILO)

Digitalizzazione e sviluppo locale nelle economie emergenti

Le MSME costituiscono l’ossatura delle economie globali: secondo analisi consolidate, contribuiscono a circa il 40 per cento dell’occupazione mondiale e svolgono un ruolo cruciale nei sistemi produttivi locali. Tuttavia, in molte regioni, queste imprese operano ancora in condizioni di bassa produttività e informalità, con limitato accesso a tecnologie, formazione e mercati digitali.

Il contesto della Bangsamoro Autonomous Region in Muslim Mindanao (BARMM) è particolarmente significativo. Si tratta di un’area caratterizzata da fragilità economica, ma anche da un processo di stabilizzazione politica e sociale in corso. In questo scenario, la digitalizzazione non è soltanto un fattore di competitività, ma anche uno strumento di coesione sociale e costruzione della pace.

La pandemia di COVID-19 ha ulteriormente evidenziato la vulnerabilità delle microimprese, accelerando al contempo la necessità di adottare strumenti digitali per la continuità operativa. Il progetto da cui nasce il DTC, focalizzato sul rilancio delle attività economiche in sicurezza, riflette proprio questa dinamica di adattamento e trasformazione.

Come evidenziato anche dall’Ambasciata del Giappone, l’iniziativa, nata in risposta all’emergenza sanitaria, mantiene una rilevanza strutturale anche oltre la crisi, soprattutto per quanto riguarda la digitalizzazione dei processi e la sicurezza sul lavoro.

Modello Bangsamoro: hub per l’innovazione e la formazione digitale rivolto alle imprese locali, con focus su inclusione tecnologica, sviluppo sostenibile e integrazione nei mercati digitali
La consegna ufficiale del Digital Transformation Centre a Cotabato City da parte dell’Ambasciata del Giappone nelle Filippine segna un passaggio chiave per la digitalizzazione delle imprese nella regione BARMM, con l’obiettivo di rafforzare competenze, produttività e occupazione locale
(Foto: Embassy of Japan in the Philippines)

Il Digital Transformation Centre come una leva operativa

Il nuovo centro di Cotabato si configura come una infrastruttura abilitante per la trasformazione digitale. Non si tratta soltanto di uno spazio fisico, ma di un ecosistema di servizi progettato per accompagnare le imprese lungo un percorso strutturato di innovazione. L’accesso a tecnologie digitali, la disponibilità di connessioni anche in aree con limiti infrastrutturali e la presenza di programmi formativi costituiscono gli elementi portanti dell’iniziativa.

Un aspetto particolarmente rilevante è la capacità del progetto di affrontare simultaneamente più barriere all’adozione tecnologica. La fornitura di computer e l’introduzione di connettività satellitare in aree con limitata copertura rappresentano un intervento concreto per ridurre il digital divide. Queste soluzioni sono state estese anche a diversi centri Tech4ED, tra cui quelli situati a Upi, Parang e Buldon nella regione BARMM, oltre ad altre strutture in regioni limitrofe, rafforzando una rete territoriale di accesso ai servizi digitali.

Parallelamente, il programma investe nello sviluppo delle competenze attraverso percorsi come “Start and Improve Your Business”, che ha portato alla creazione di un gruppo di circa 50 formatori locali. Questo approccio consente di consolidare una capacità endogena di innovazione, elemento essenziale per garantire continuità e scalabilità agli interventi.

Come evidenziato dal DICT, il DTC nasce come

“un progetto frutto di impegno e di una forte visione di speranza per il futuro”,

con l’obiettivo di rendere accessibili opportunità tecnologiche finora fuori portata per molte realtà locali.

Competenze digitali e transizione delle imprese informali

Uno degli elementi più strategici del DTC riguarda il suo ruolo nella diffusione della formazione digitale tra le microimprese e la popolazione locale. Il centro non si limita a supportare realtà già strutturate, ma si propone come punto di accesso aperto anche a operatori economici informali, che rappresentano una quota significativa dell’economia del territorio.

In molti contesti emergenti, infatti, l’informalità costituisce un limite alla crescita e alla resilienza delle imprese. La digitalizzazione può contribuire a ridurre questo divario, ma richiede un investimento significativo in alfabetizzazione tecnologica. Il DTC interviene proprio in questa fase, facilitando l’adozione di strumenti digitali per la gestione delle attività, il miglioramento dei processi e l’accesso a nuovi canali di mercato.

Un ulteriore aspetto riguarda l’integrazione tra innovazione tecnologica e condizioni di lavoro. Il progetto mantiene una forte attenzione alla sicurezza e salute dei lavoratori, tema centrale anche nelle attività del programma BBJS. L’uso di strumenti digitali non è quindi considerato solo come leva di efficienza, ma anche come elemento di miglioramento delle condizioni operative.

Secondo analisti del settore, la combinazione tra competenze digitali, sicurezza e capacità gestionale rappresenta oggi uno dei principali fattori di resilienza per le microimprese, soprattutto in contesti esposti a instabilità economica.

Modello Bangsamoro: iniziativa per la digitalizzazione delle PMI attraverso accesso a tecnologie, sviluppo di competenze e rafforzamento della competitività in un ecosistema economico in evoluzione
Gli spazi interni del Digital Transformation Centre di Cotabato, dotati di postazioni informatiche e infrastrutture digitali dedicate, sono progettati per offrire formazione, accesso alle tecnologie e supporto operativo alle micro, piccole e medie imprese del territorio
(Foto: ILO)

Implicazioni economiche e cooperazione internazionale

L’impatto atteso del Digital Transformation Centre si estende oltre il perimetro delle singole imprese. Sul piano economico, l’obiettivo è rafforzare la competitività del tessuto produttivo locale, favorendo una maggiore integrazione nei mercati e una migliore capacità di risposta ai cambiamenti.

Sul piano occupazionale, la diffusione di competenze digitali e l’adozione di nuovi modelli operativi possono generare opportunità di lavoro, contribuendo a contrastare la precarietà e a sostenere la crescita. Questo aspetto assume una rilevanza particolare in una regione come il BARMM, dove le dinamiche occupazionali sono strettamente legate ai processi di stabilità sociale.

Il progetto evidenzia inoltre il ruolo della cooperazione multilaterale nello sviluppo delle infrastrutture digitali. Il coinvolgimento dell’ILO, delle istituzioni locali e del governo giapponese dimostra come partenariati internazionali possano facilitare l’implementazione di modelli di innovazione complessi, soprattutto in contesti con risorse limitate.

Secondo osservatori industriali, iniziative di questo tipo rappresentano un passaggio fondamentale per colmare il divario digitale tra regioni avanzate ed emergenti, creando le condizioni per uno sviluppo più equilibrato.

Modello Bangsamoro: centro di trasformazione digitale per microimprese in contesto emergente, con infrastrutture ICT, formazione e supporto alla crescita economica locale e all’innovazione territoriale
Durante l’inaugurazione del Digital Transformation Centre, i funzionari dell’Ambasciata giapponese ispezionano le dotazioni tecnologiche disponibili, tra cui computer e strumenti digitali, progettati per supportare l’adozione di soluzioni ICT e migliorare l’efficienza operativa delle imprese locali
(Foto: Pablo Remar/ILO)

Verso più modelli replicabili di trasformazione delle PMI

Il caso del Digital Transformation Centre nelle Filippine offre indicazioni utili anche per altri contesti. Pur nelle differenze strutturali, molte economie condividono sfide legate alla frammentazione delle imprese e alla difficoltà di accesso alle competenze digitali.

L’approccio adottato nel BARMM si distingue per la sua natura sistemica, che integra infrastrutture, formazione e accompagnamento operativo. Questo modello suggerisce che la trasformazione digitale delle PMI non può essere ridotta a un semplice aggiornamento tecnologico, ma richiede un intervento coordinato su più livelli.

In prospettiva, centri di questo tipo potrebbero evolvere in hub più articolati, capaci di offrire servizi avanzati come consulenza, supporto all’innovazione e integrazione con ecosistemi imprenditoriali più ampi. La traiettoria indicata dal progetto filippino evidenzia come la digitalizzazione inclusiva possa diventare un elemento centrale nelle strategie di sviluppo, con implicazioni che vanno oltre l’economia e investono la dimensione sociale e territoriale.

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Un momento della presentazione del Digital Transformation Centre di Cotabato, con la partecipazione congiunta di ILO, DICT e partner internazionali, sottolinea l’importanza di un approccio integrato tra tecnologia, formazione e politiche per lo sviluppo economico sostenibile
(Foto: Pablo Remar/ILO)

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