Geotag: 
Germania

Ecologia politica di Berlino: gli “spazi vuoti” non esistono

La ricerca di Robin Hueppe sulle periferie berlinesi, dall’Olocene alle proteste degli anni 70: come il paesaggio modella i quartieri residenziali

Le periferie berlinesi costruite da millenni di storia
Una vista del Märkisches Viertel nell’ex Berlino Ovest (Foto: BeOCeKa / CC0 1.0)

L’architettura non può più limitarsi agli edifici. Ormai sappiamo che il paesaggio plasma l’ambiente urbano tanto quanto gli interventi di pianificazione su vasta scala. O forse di più. E visto che viviamo in un’epoca in cui le abitazioni non bastano mai e le città si trovano ad affrontare gli effetti di mutamenti climatici che colpiscono duramente soprattutto le regioni densamente popolate, non si può più temporeggiare su un cambio di approccio che sembra mettere d’accordo studiosi ed esperti di tutto il mondo.

Ma il paesaggio non è fatto solo di colline e corsi d’acqua. Il già esistente, quello con cui si confrontano architetti e pianificatori, porta con sé la storia più antica del continente, l’eredità di insediamenti vecchi di secoli e lo spazio occupato dalle macerie della Seconda Guerra Mondiale. I quartieri residenziali di Berlino sono l’esempio perfetto di questa complessa stratificazione temporale.

Berlino, il paesaggio naturale e l’abitare di massa

Berlino è una città che sa essere densa, in modi assai diversi. Secondo un rapporto del 2021 del Centro di Competenza cittadino per i quartieri ad alta densità (Kompetenszentrum Großsiedlungen), oltre un quinto della popolazione urbana vive nei cinquanta complessi residenziali di massa della città, che coprono a malapena il 5% del territorio comunale. Le periferie, coi loro complessi residenziali del dopoguerra, sembrano essere state edificate su una tela bianca, su uno spazio vuoto che nel migliore dei casi era tutto da disegnare. O almeno così dev’essere sembrato ai pianificatori di allora. Eppure, come ricorda il professor Robin Hueppe, che studia molto da vicino i paesaggi dei complessi residenziali popolari di Berlino, non esiste qualcosa come una “terra vuota” in attesa di essere plasmata dalle nostre esigenze abitative.

In un recente articolo apparso sulla rivista Landezine, Hueppe rilegge due quartieri periferici della città tedesca attraverso il loro paesaggio, rivelando una storia complessa di trasformazioni guidate dallo Stato, traumi bellici nascosti ed eredità postglaciali:

“Prendendo in esame due esempi emblematici di Berlino, emersi in sfere storicamente distinte, Marzahn nell’ex Est e il Märkisches Viertel nell’ex Ovest, possiamo osservare come la terra e l’acqua abbiano agito da agenti centrali prima, durante e dopo la loro costruzione”.

Tutto inizia dalla terra: quella destinata alla costruzione degli alloggi di massa edificati nel dopoguerra, soprattutto in periferia, non era uno spazio vuoto né un “deserto degradato”, come la descrivevano i pianificatori dell’epoca. Era terra già plasmata dalle condizioni del suolo e delle acque sotterranee postglaciali, “ma anche da abbondanti prove archeologiche che indicavano la colonizzazione agricola medievale, tracce dell’espansione prussiana verso est e gli scarti di una città in via di modernizzazione che si liberava dei rifiuti di consumo e delle macerie di guerra”. Una storia stratificata, che impone uno spostamento dell’attenzione – dagli edifici all’ambiente su cui sono stati costruiti.

La storia (non solo) urbanistica di Berlino
Una vista del quartiere Marzahn, ex Berlino est, risalente agli anni Ottanta (Foto: Bundesarchiv, Bild 183-1988-0802-300 / Zimmermann, Peter / CC-BY-SA 3.0)

Seppellire la guerra: la storia che ha plasmato i quartieri

Oggi, complice l’ormai tradizionale carenza di alloggi in città, i quartieri residenziali del dopoguerra stanno tornando alla ribalta. Raccogliere l’eredità di questi complessi, però, per architetti e pianificatori contemporanei, significa doversi confrontare con le conseguenze delle decisioni prese negli anni Cinquanta. Come spiega Hueppe, in quegli anni,

“Appiattendo questi paesaggi in superfici edificabili, gli apparati statali hanno modificato radicalmente i corpi idrici e la topografia esistenti per raggiungere ambiziosi obiettivi abitativi dettati da motivazioni politiche. In Occidente, urbanisti e costruttori statali hanno effettuato sfratti su larga scala, mentre Berlino Est ha privilegiato soluzioni economiche per le fondamenta rispetto alla durabilità idrologica”.

Il risultato è che oggi questi complessi poggiano su un terreno caratterizzato da inquinamento delle acque superficiali e spostamento del sottosuolo, e vivono nella più totale disconnessione tra gli edifici e l’ambiente che li circonda. Eppure è evidente che l’ambiente “dà forma agli edifici”. Analizzando Marzahn e Märkisches Viertel, si possono individuare delle tipologie di paesaggio molto specifiche che parlano a viva voce della storia più antica delle periferie berlinesi. Un esempio su tutti è quello rappresentato da Kienberg, a Marzahn, e dalla Lübarser Höhe di Märkisches Viertel: il primo è un cumulo artificiale di macerie belliche e detriti edili, alto circa 100 metri, incastonato tra le sponde di un’antica valle fluviale; il secondo, un cumulo di detriti alto 85 metri situato tra il complesso residenziale e l’ex tracciato del Muro di Berlino. Come spiega Hueppe,

“Dopo il crollo del regime nazista, Hans Scharoun e Reinhold Lingner elaborarono un piano regolatore per Berlino nel 1946. Il piano prevedeva una città biomorfa in cui milioni di metri cubi di macerie belliche provenienti dal centro città e bunker antiaerei demoliti sarebbero stati depositati ai margini degli altipiani postglaciali, rimodellati in collinette topograficamente armoniose. Queste collinette fungevano da forma di occultamento spaziale, coprendo le macerie fisiche dei quartieri distrutti con terra e vegetazione. Lo Stato ha seppellito i segni quotidiani dei crimini di guerra tedeschi sotto paesaggi di parchi idealizzati e terapeutici”.

Detriti bellici e movimenti dell'Olocene: la vera storia di un quartiere
Kienberg, a Marzahn, una collina alta circa cento metri costruita con macerie belliche e detriti edili (Foto: © Robin Hueppe, 2025)

Il Framework AGE: assemblare, governare, interconnettere

Per dare una lettura che riesca a ricomprendere geomorfologia, ideologia politica e forze ambientali, Hueppe propone il Framework AGE (Assembling, Governing, Enmeshing, tradotto: assemblare, governare, interconnettere), sviluppato nel corso di un progetto di ricerca di dottorato presso l’Istituto di Studi Paesaggistici e Urbani del Politecnico di Zurigo (ETH). Interpretare le periferie di Berlino a partire da questo quadro, permette di convogliare in un unico complesso disegno la lenta formazione del territorio durante l’Olocene, l’intervento umano e infrastrutturale del XX secolo e l’esperienza contemporanea.

Prendendo ancora in esame i due quartieri di Marzahn e Märkisches Viertel, lo strato temporale più lento (Assembling) non può che considerare la morfologia dell’altopiano settentrionale di Barnim, modellata dalle acque di fusione dei ghiacciai in ritirata, e la presenza di insediamenti documentati sin dall’età del bronzo nella zona in cui si trovano entrambi i quartieri. La fase dell’Assemblaggio può però anche contemplare degli elementi di epoca premoderna: sia Marzahn che Märkisches Viertel, infatti, furono costruiti tenendo conto dei villaggi medievali organizzati attorno a spazi comuni centrali e bacini di ritenzione idrica comunitari. Non si può non tenerne conto.

Il livello Governing sposta la scala temporale alla metà del XX secolo, quando si mobilitò la progettazione del paesaggio per rimuovere i detriti catastrofici della Seconda Guerra Mondiale rispondendo alle esigenze della rapida espansione urbana. A Marzahn, i cumuli vennero modellati con pendii terrazzati e vennero piantate specie arboree pioniere come frassino, pioppo e acero. A Berlino Ovest, invece, la Lübarser Höhe funzionò per anni come discarica municipale.

Ed è qui che subentra l’interconnessione (Enmeshing). Questi ambienti artificiali, infatti, sono sfuggiti al controllo statale movimentati da due forze pressoché inarrestabili: l’avanzare della natura e l’appropriazione degli spazi da parte delle comunità che li abitano, che negli anni Settanta iniziarono a protestare per la coesistenza forzata con la discarica e oggi lavorano attivamente insieme alle istituzioni per contrastare la siccità estiva indotta dal clima e proteggere le zone umide urbane volute dagli stessi residenti. Insomma, conclude il ricercatore,

“Osservando questi quartieri nel loro insieme, il paesaggio domina. È il tessuto connettivo che si è adattato ed evoluto in vivaci mondi multispecie. Prima di affrettarci a realizzare interventi di riempimento architettonico o riqualificazioni strutturali, dobbiamo osservare attentamente ciò che già esiste. (…) Si può costruire molto, senza gettare una sola fondazione”.

Ecco tre approfondimenti che potrebbero interessarti:

Biodiversità: il futuro delle acque dolci inizia dalle città
3-30-300: le città europee sono abbastanza green?
L’archivio della terra: paesaggi rurali e sostenibilità

Quartieri residenziali: una storia che nasce dal paesaggio
Märkisches Viertel, il grande complesso residenziale costruito tra il 1963 e la primavera del 1974 (Foto: Jörg Blobelt / CC BY-SA 4.0)

Vedi sulla mappa

CONDIVIDI L'articolo

COMMENTI

Lascia un commento

Promotec News

Logo Promotec Green Ideas

Articoli correlati

Ultime da Terra Solida

Pavimentazione permeabile ed ecosostenibile a Oppido Lucano

Riqualificazione ecosostenibile a Oppido Lucano con pavimentazione permeabile, naturale e resistente integrata nel paesaggio.

Pavimentazione in calcestruzzo architettonico a Verbania

Riqualificazione di Piazza Ranzoni a Verbania con pavimentazione architettonica ecocompatibile e resistente nel tempo.

Strada rurale stabilizzata nel Parco del Gran Sasso, Barisciano

Realizzazione di una strada rurale drenante nel Parco del Gran Sasso a Barisciano (AQ) con...

Premio La Città per il Verde 2026, Terra Solida a Myplant

Il Premio “La Città per il Verde” torna il 20 febbraio 2026 a Myplant &...

Isola di calore: seminario tecnico AIAPP TUM a Pistoia

Al Naturart Village di Pistoia, AIAPP TUM e gli Ordini professionali discutono tecniche e pavimentazioni...

Pavimentazione ecocompatibile in terra stabilizzata – Campo Marzio (VI)

Riqualificazione sostenibile di Campo Marzio a Vicenza con pavimentazione ecocompatibile in terra stabilizzata ad alta...

Pavimentazione permeabile alla Casina del Piacere, Caprarola (VT)

Riqualificazione sostenibile dei sentieri della Casina del Piacere a Caprarola con pavimentazioni permeabili in misto...

Pavimentazione ecocompatibile al Castello di Pandino (CR)

Riqualificazione ecocompatibile delle superfici esterne del Castello di Pandino con pavimentazioni in terra stabilizzata a...

Ultime da Biostrasse

Strada ciclopedonale drenante a Villar Focchiardo (TO)

Il committente Una mobilità sostenibile integrata nel paesaggio L’Amministrazione pubblica di Villar Focchiardo ha promosso...

Parcheggio ad alta capacità drenante a Viterbo

Il committente Parcheggio ad alta capacità drenante a Viterbo Il Comune di Viterbo ha promosso...

Percorso pedonale drenante a Valfornace: sicuro e inclusivo

Il committente Spazi più vivibili e sicuri per i residenti di Valfornace L’Amministrazione Comunale ha...

Ciclabile urbana drenante a Trieste: sicura e sostenibile

Il committente Più sicurezza e sostenibilità per la mobilità lenta a Trieste Nell’ambito di interventi...

Ciclabile Raffaella Carrà a Turriaco: accessibile e green

Il committente Un omaggio accessibile e sostenibile a Raffaella Carrà nel cuore di Turriaco Un’icona...

Percorso pedonale accessibile a Tricesimo (UD) nel verde

Il committente Un cammino sostenibile: accessibilità, paesaggio e innovazione L’infrastruttura si inserisce in un ampio...

Riqualificazione drenante piazzale Oronzo Massari a Lecce

Il committente Una nuova piazza inclusiva, sostenibile e bella per la città di Lecce Il...

Pista ciclabile drenante nel Parco del Fiume Vomano

Il committente Pedalare nella natura, in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente Parte del percorso della...