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La Ferrari apre a Maranello un innovativo Centro Diagnostico

Una partnership pubblico-privato unisce welfare, tecnologie avanzate e prevenzione, ampliando il ruolo dell’impresa nella sanità territoriale

Centro diagnostico Ferrari: infrastruttura medica avanzata realizzata a Maranello per integrare tecnologia, competenze cliniche e governance territoriale in un ecosistema sanitario sostenibile
Da sinistra, Riccardo Manfredi, Roy Jakobs, Benedetto Vigna, Fred Fernando e Paolo Pisi davanti alla Risonanza Magnetica: la delegazione congiunta testimonia un’infrastruttura diagnostica realizzata in tempi record e inserita in una strategia di co-prosperity territoriale, con reinvestimento degli utili in formazione e borse di studio (Foto: Ferrari)

A Maranello prende forma un’iniziativa che supera i confini tradizionali tra industria e sanità. Il 3 marzo 2026 LA Ferrari ha inaugurato un nuovo Centro Diagnostico destinato non soltanto ai propri dipendenti, ma anche alla comunità locale, in collaborazione con Med-Ex e con il supporto tecnologico di Philips. La struttura nasce da un modello di cooperazione con le istituzioni pubbliche che coinvolge l’Azienda USL di Modena e la Regione Emilia-Romagna, configurandosi come un laboratorio di integrazione tra welfare aziendale, prevenzione territoriale e innovazione medicale.

L’iniziativa è stata presentata dal CEO di Ferrari, Benedetto Vigna, insieme al CEO di Philips, Roy Jakobs, e al Direttore Generale dell’AUSL di Modena, Mattia Altini, alla presenza di rappresentanti istituzionali regionali e locali. Il progetto si distingue per un elemento non secondario: è la prima volta in Italia che un’azienda manifatturiera realizza una struttura diagnostica di questo livello in sinergia operativa con il sistema sanitario pubblico.

Prevenzione territoriale e sinergia istituzionale

Il primo banco di prova sarà lo screening mammografico rivolto alle donne residenti nei comuni di Maranello, Formigine e Fiorano. Nei prossimi giorni è prevista la firma di un accordo triennale con l’AUSL per l’erogazione di circa 8.300 esami, secondo le tempistiche dei programmi regionali. La refertazione sarà affidata agli specialisti pubblici, mantenendo così la governance clinica in capo al sistema sanitario.

Il modello adottato riflette un principio di integrazione strutturale: la struttura è fisicamente collocata in ambito aziendale, ma funzionalmente connessa al servizio pubblico. In un contesto in cui i sistemi sanitari europei affrontano pressioni legate all’invecchiamento demografico e alla crescita della domanda diagnostica, soluzioni di prossimità come questa rispondono a una logica di decongestionamento e redistribuzione delle capacità operative.

Secondo analisi di settore, la prevenzione oncologica precoce rappresenta una delle leve più efficaci per ridurre i costi sanitari di lungo periodo e migliorare gli esiti clinici. L’iniziativa si inserisce dunque in una traiettoria coerente con le politiche regionali orientate alla diagnosi anticipata e all’accessibilità territoriale.

Come ha dichiarato Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna:

“Un ringraziamento a Ferrari per la scelta di continuare a collaborare con il nostro territorio e il nostro sistema pubblico, investendo proprie risorse in una nuova struttura che sarà al servizio non solo dei dipendenti dell’azienda, ma di tutta la comunità. È un ulteriore esempio di come in Emilia-Romagna istituzioni e realtà private sappiano giocare di squadra al servizio di cittadine e cittadini. Per la Regione Emilia-Romagna la tutela del diritto alle cure e alla prevenzione sarà sempre di più una priorità, che guiderà tutte le nostre politiche in ambito sanitario, sociale e non solo. Qualsiasi realtà voglia accompagnarci in questa strada, ci troverà pronti a collaborare in modo proficuo e propositivo”.

Tecnologie diagnostiche e integrazione digitale

Il Centro è equipaggiato con dispositivi di ultima generazione che includono una Risonanza Magnetica Total Body, un Tomografo Computerizzato Spettrale, un Mammografo con Tomosintesi, una radiografia digitale con collimazione intelligente e un densitometro osseo DEXA. Le apparecchiature integrano software basati su Artificial Intelligence, in linea con le più recenti evoluzioni della diagnostica per immagini.

L’adozione di algoritmi di supporto alla lettura consente una maggiore standardizzazione dei referti, la riduzione dei tempi di elaborazione e un potenziale miglioramento dell’accuratezza diagnostica. Dati di settore indicano che l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei flussi radiologici può contribuire a diminuire i tempi di attesa e a ottimizzare la gestione delle priorità cliniche.

Roy Jakobs, CEO di Philips, ha sottolineato:

“Ferrari è sinonimo di velocità, precisione e performance, valori in cui anche Philips si riconosce pienamente. Questo progetto dimostra come la combinazione della nostra leadership nell’innovazione, di una solida capacità di execution e la centralità delle persone possa accelerare il progresso in ambito sanitario, rafforzando la prevenzione, consentendo diagnosi più precoci e ampliando l’accesso a cure di alta qualità. Insieme trasformiamo la visione in azioni concrete a beneficio delle comunità locali, offrendo cure migliori a un numero sempre maggiore di persone”

Accanto alla dimensione tecnologica, emerge un ulteriore elemento di innovazione: l’attività di data pooling coordinata da Med-Ex. Il Centro si candida a diventare un polo di studio epidemiologico, con possibilità di analisi aggregate e servizi di second opinion da remoto in collaborazione con centri medici pubblici italiani. In prospettiva, la valorizzazione dei dati clinici in forma anonima e conforme alla normativa potrà alimentare studi osservazionali e modelli predittivi.

Centro diagnostico Ferrari: hub sanitario aziendale aperto al territorio con mammografo, densitometria ossea e radiografia digitale, pensato per rafforzare screening e monitoraggio della salute
Ambienti progettati per comfort e precisione diagnostica: la sala TAC spettrale con lettino ergonomico e interfacce digitali riflette un modello organizzativo che integra AI e protocolli clinici pubblici, riducendo tempi di attesa e migliorando l’accuratezza dei referti (Foto: Ferrari)

Welfare aziendale unita a co-prosperity territoriale

L’iniziativa si colloca nel solco di una strategia di welfare che Ferrari ha consolidato negli anni attraverso il programma Formula Benessere, ampliato dal 2024 con check-up annuali estesi alla popolazione aziendale, e con Formula Benessere Junior, dedicato ai figli dei dipendenti. Nel 2025 oltre 4.000 lavoratori hanno effettuato il check-up annuale e più di 1.000 visite pediatriche sono state erogate nell’ambito del programma junior.

Con l’apertura della nuova struttura, la gamma di prestazioni specialistiche disponibili per i dipendenti raggiunge una copertura estesa, integrando prevenzione, diagnostica e consulenza specialistica. Tuttavia, il Centro non è concepito come un benefit esclusivo: Ferrari ha esplicitamente dichiarato che non tratterrà utili dall’attività. Le eventuali quote di competenza saranno reinvestite in formazione per personale medico e tecnico e in borse di studio per giovani professionisti sanitari.

Benedetto Vigna ha definito il progetto

“un esempio concreto di co-prosperity: unisce competenze, risorse e innovazione per generare e condividere valore tra aziende, istituzioni e comunità. Abbiamo realizzato in tempi record – meno di due mesi – una struttura grazie alla stretta collaborazione tra imprese, oltre che tra pubblico e privato. Il nuovo Centro è un progetto nato per le persone e grazie alle persone, che ha lasciato in noi degli insegnamenti importanti. Per questo, mi piace ricordare che non conta tanto l’obiettivo di un’opera, quanto ciò che si diventa realizzandola”.

La rapidità di realizzazione, meno di due mesi, segnala inoltre un livello di coordinamento operativo che riflette competenze tipiche dell’industria manifatturiera applicate al settore sanitario.

Dal punto di vista sistemico, il caso di Maranello suggerisce una possibile evoluzione del ruolo dell’impresa nei territori ad alta specializzazione produttiva. Non più soltanto datore di lavoro o investitore industriale, ma attore infrastrutturale capace di contribuire a servizi pubblici strategici, in un quadro di partnership trasparenti e misurabili.

Come ha osservato Mattia Altini, Direttore Generale dell’Azienda USL Modena:

“Oggi prende vita una nuova infrastruttura di salute pubblica, con un obiettivo molto concreto: portare prevenzione di alta qualità più vicino alle persone. Questa collaborazione pubblico–privato rafforza il sistema pubblico, perché si fa carico di costi rilevanti e consente di reinvestire risorse in innovazione, servizi e competitività. É esattamente questo il tipo di partnership di cui il sistema sanitario ha bisogno: trasparente, orientata al bene comune, misurabile nei risultati”.

Un laboratorio di integrazione tra industria e salute

Il Centro Diagnostico di Maranello non rappresenta solo un investimento tecnologico, ma un caso di studio organizzativo. In un’epoca in cui i confini tra settori tendono a sfumare, la contaminazione tra competenze industriali, governance pubblica e innovazione digitale può generare modelli replicabili.

Secondo analisti del settore sanitario, le partnership pubblico-private orientate alla prevenzione territoriale e all’uso avanzato dei dati rappresentano una delle traiettorie più promettenti per garantire sostenibilità ai sistemi sanitari europei. La sfida, tuttavia, resta quella di mantenere equilibrio tra efficienza operativa, equità di accesso e tutela dei dati.

L’esperienza della provincia modenese si colloca dunque in una dinamica più ampia: l’impresa come piattaforma di servizi, la tecnologia come infrastruttura abilitante, la prevenzione come investimento di lungo periodo. In questo intreccio tra welfare aziendale, innovazione medicale e cooperazione istituzionale, si intravede una possibile evoluzione del rapporto tra industria e comunità, in cui la salute diventa parte integrante dell’ecosistema produttivo e sociale.

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