Un progetto pionieristico insieme all’India punta a colmare il divario tecnologico, formare giovani e modernizzare il più piccolo Stato africano

In un continente dove soltanto il 40 per cento della popolazione ha accesso a Internet, il Gambia sta per lanciare una delle iniziative digitali più ambiziose dell’Africa subsahariana.
Grazie a una partnership con la fondazione indiana Kalp, il governo di Banjul ha annunciato “Gambia One”, una piattaforma di infrastruttura pubblica basata sulla Blockchain che promette di rivoluzionare servizi statali, formazione e inclusione finanziaria.
“Non vogliamo essere semplicemente fruitori di tecnologia, ma protagonisti della sua creazione”,
dichiara a “Innovazione Oggi” il politico locale Lamin Jabbi, Ministro delle Comunicazioni e dell’Economia Digitale del Gambia.
“Con Gambia One, puntiamo a formare una generazione di sviluppatori locali e a garantire servizi più trasparenti ai cittadini”.

Kalp Blockchain: da Bangalore il motore della trasformazione
Al cuore del progetto c’è la tecnologia sviluppata dalla Kalp Foundation, organizzazione con sede a Bangalore specializzata in soluzioni Blockchain per il settore pubblico. La piattaforma permetterà di digitalizzare documenti d’identità, certificati medici e transazioni fiscali, riducendo corruzione e inefficienze.
“La Blockchain non è soltanto criptovalute: è uno strumento per garantire equità”,
spiega Tapan Sangal, fondatore di Kalp.
“In Gambia, stiamo costruendo un sistema che rispetta i principi etici dell’IA e della decentralizzazione, replicabile in altri Paesi in via di sviluppo”.
Secondo i dati della Banca Mondiale, soltanto il 35 per cento dei gambiani ha accesso a servizi bancari tradizionali.
Gambia One includerà anche un sistema di identità digitale per facilitare l’accesso al credito e ai pagamenti elettronici, con l’obiettivo di raggiungere 1,5 milioni di utenti entro il 2027.

Giovani e startup: la scommessa sulla formazione collettiva
Uno dei pilastri dell’iniziativa è la creazione di un ecosistema tech locale. Il Governo di Banjul, in collaborazione con Kalp, lancerà corsi di formazione in tecnologia di registro distribuito, sicurezza informatico e sviluppo software per 5.000 giovani gambiani nei prossimi due anni.
“Vogliamo evitare la fuga di cervelli e trasformare il Gambia in un hub dell’innovazione”,
afferma Fatou Ndiaye, CEO di TechHub Banjul, incubatore sostenuto dal progetto.
“Già oggi, startup locali stanno lavorando su applicazioni per tracciare le filiere agricole e ottimizzare i trasporti urbani”.

Il modello Gambia: un esempio per il resto del continente?
Se il progetto avrà successo, esso potrebbe diventare un caso di studio per altre economie emergenti. Paesi come Sierra Leone e Ruanda hanno già avviato dialoghi con Kalp per replicare il modello.
“L’Africa non può permettersi di rimanere indietro nella rivoluzione digitale”,
avverte la dottoressa Amani Abou-Zeid, Commissaria per le Infrastrutture e l’Energia all’Unione Africana.
“Iniziative come Gambia One dimostrano che, con partnership intelligenti, possiamo saltare diverse tappe dello sviluppo tradizionale”.

Sfide e opportunità: dalla connettività 5G alla copertura Internet
Non mancano gli ostacoli: la copertura Internet in Gambia raggiunge appena il 60 per cento del territorio, e servono investimenti in infrastrutture.
Ma il Governo è ottimista:
“Stiamo lavorando con operatori privati per espandere la connettività 5G”,
assicura Lamin Jabbi.
Intanto, il settore privato guarda con interesse.
“La Blockchain può abbattere i costi delle transazioni internazionali per le nostre esportazioni”,
nota Ebrima Colley, presidente dell’Associazione degli Imprenditori Gambiani.
Con Gambia One, il più piccolo Paese dell’Africa continentale sogna in grande. E potrebbe scrivere un nuovo capitolo della storia digitale del continente.
L’ecosistema e le priorità dell’economia digitale del Gambia
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