Nel Regno Khmer, l’intelligenza artificiale si sviluppa secondo un’etica fondata sulle tradizioni religiose, promuovendo inclusione e benessere

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è spesso associata a efficienza e profitto, la Cambogia sta tracciando un percorso alternativo. Il Regno Khmer, in piena transizione digitale, sta sviluppando una strategia nazionale sull’AI che integra i principi del Buddhismo, mirando a un’innovazione inclusiva e compassionevole.
Questa visione si concretizza attraverso il progetto “Community of Practice on AI” (in sigla COPAI), un’iniziativa che coinvolge governo, settore privato, mondo accademico e società civile nella co-creazione di politiche sull’intelligenza artificiale. L’obiettivo è chiaro: utilizzare l’intelligenza artificiale non soltanto come strumento tecnologico, ma come mezzo per promuovere il benessere collettivo, l’equità e la giustizia sociale.
“L’intelligenza artificiale non deve essere utilizzata in modo anarchico, né dovrebbe essere eccessivamente limitata. Il nostro approccio deve garantire che l’AI serva lo sviluppo nazionale a lungo termine”,
ha dichiarato H.E. Hem Vanndy, Ministro dell’Industria, Scienza, Tecnologia e Innovazione della Cambogia.

Il Buddhismo come nuova bussola etica per il machine learning
La Cambogia, con una popolazione in gran parte buddhista, attinge alla sua tradizione spirituale per guidare lo sviluppo dell’AI. Il Centro per l’Etica Buddhista dell’Intelligenza Artificiale, istituito presso la CamTech University nel 2023, promuove un approccio etico all’AI basato su principi come la compassione (karuṇā), la gentilezza amorevole (mettā) e la non-nuocenza (ahiṃsā).
“Lo sviluppo dell’AI guidato dall’etica buddhista mira al benessere dell’umanità”,
afferma il Centro cambogiano, che organizza seminari e attività educative per sensibilizzare su un uso responsabile dell’intelligenza artificiale. L’idea è che machine learning e deep learning possano diventare uno strumento per alleviare la sofferenza e promuovere il bene comune, in linea con gli insegnamenti del Buddha.
Questa prospettiva si riflette anche nella domanda etica fondamentale: se il kamma rappresenta i frutti delle azioni intenzionali, può l’AI creare kamma? Secondo il Buddhismo, solo gli esseri coscienti, capaci di intenzione e consapevolezza, possono generare kamma. Pertanto, la responsabilità morale dell’uso dell’intelligenza artificiale ricade su progettisti, sviluppatori e finanziatori.

Educazione e inclusione al servizio della società orientale
La Cambogia riconosce l’importanza dell’educazione nell’era digitale. Nel febbraio 2025, il Ministero dell’Educazione, della Gioventù e dello Sport, in collaborazione con l’UNESCO, ha organizzato il primo Summit nazionale sull’EdTech, focalizzato sull’integrazione etica dell’AI nel sistema educativo, formativo e scolastico.
Durante l’evento, è stato sottolineato l’impegno del Governo del Paese asiatico nel preparare i giovani cambogiani alle sfide del futuro attraverso competenze digitali e una comprensione critica dell’IA.
“L’intelligenza artificiale deve essere accessibile a tutti, garantendo che nessuno venga lasciato indietro”,
ha affermato Joseph Scheuer, Coordinatore residente delle Nazioni Unite in Cambogia.
“Tutti gli stakeholder, governo, imprese, ricercatori e soprattutto i giovani, devono partecipare attivamente alla definizione della strategia nazionale sull’IA per renderla pratica, inclusiva e allineata agli obiettivi di sviluppo del Paese”.
In questa direzione, è stato lanciato anche la “AI Guidebook for Educators”, un manuale in lingua khmer e inglese che fornisce agli insegnanti strumenti pratici per integrare l’intelligenza artificiale nella didattica, promuovendo un uso consapevole e responsabile della tecnologia.

Verso una strategia nazionale sull’IA più etica e più inclusiva
La Cambogia sta sviluppando una strategia nazionale sull’AI che si articola in otto aree chiave: promozione della produttività nazionale, potenziamento delle capacità di ricerca, sviluppo del capitale umano, infrastrutture digitali, cooperazione internazionale, utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico, alfabetizzazione digitale e innovazione inclusiva.
Il Ministero dell’Industria, Scienza, Tecnologia e Innovazione, in collaborazione con il Consiglio Nazionale per la Scienza, la Tecnologia e l’Innovazione (NCSTI) e l’UN-ESCAP, ha organizzato nel marzo 2025 un forum nazionale per discutere la prontezza del Paese nell’adozione dell’AI.
Durante l’evento, è emersa la necessità di un approccio unificato per guidare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale verso obiettivi nazionali a lungo termine, evitando sia l’anarchia tecnologica che restrizioni eccessive.
“La nostra strategia mira a garantire che l’AI sia utilizzata in modo responsabile, promuovendo l’inclusione e il benessere collettivo”,
ha sottolineato H.E. Hem Vanndy.

Una visione per il futuro e uno strumento di bene comune
La Cambogia sta dimostrando che è possibile sviluppare l’AI in modo etico, inclusivo e orientato al bene comune. Integrando i principi del Buddhismo nella governance tecnologica, il Paese offre un modello innovativo che potrebbe ispirare altre nazioni.
“L’intelligenza artificiale deve essere al servizio dell’umanità, non il contrario”,
afferma il Centro per l’Etica Buddhista dell’AI.
“Attraverso la compassione, la saggezza e la responsabilità, possiamo guidare l’innovazione verso un futuro più equo e sostenibile”.
In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, la Cambogia ci ricorda che l’innovazione più significativa è quella che mette al centro l’essere umano e i suoi valori fondamentali.
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