Un evento di networking che ha riunito realtà come pOsti, Nestlé, Berkel e Planted per promuovere nuove connessioni nell’innovazione alimentare

Grande successo per il Foodtech Community Event, l’incontro dedicato all’innovazione agroalimentare che ha riunito, presso lo Swiss Corner Lounge Bar di Milano, alcuni dei protagonisti più rilevanti dell’ecosistema svizzero e italiano.
Organizzato da Swiss Business Hub Italia, Switzerland Global Enterprise e Ambasciata di Svizzera in Italia, con la collaborazione di Swiss Chamber, l’appuntamento ha rappresentato un importante momento di networking per condividere esperienze, strategie e visioni sul futuro del FoodTech, un settore in continua evoluzione che unisce oggi imprescindibilmente sostenibilità, tecnologia e ricerca. Alla presenza di tutti gli uffici Swiss Business Hub della regione EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), la serata ha infatti offerto uno sguardo privilegiato sulle sinergie transnazionali tra i due Paesi.
Dopo i saluti istituzionali del Console Generale di Svizzera a Milano, Stefano Lazzarotto, e della CEO di Switzerland Global Enterprise, Simone Wyss Fedele, le aziende pOsti, Nestlé, Van Berkel International e Planted hanno condiviso le loro testimonianze e casi di successo.

Foodtech Community Event: il futuro del cibo parla italo-svizzero
Il Foodtech Community Event, svoltosi nella città meneghina nella serata di mercoledì 8 ottobre, ha rappresentato un’importante occasione di confronto e networking tra esperti, imprese e professionisti del settore agroalimentare. Un evento pensato per rafforzare la cooperazione tra Svizzera e Italia, due Paesi che nel panorama FoodTech occupano posizioni di rilievo; la prima come laboratorio d’innovazione e ricerca, la seconda come culla di una tradizione gastronomica unica, oggi sempre più aperta al dialogo con la tecnologia. Di conseguenza, l’iniziativa ha consentito di entrare in contatto con un ecosistema transnazionale che unisce sostenibilità, ricerca e sviluppo, offrendo opportunità concrete a startup e stakeholder di entrambi i Paesi.
Particolare attenzione è stata riservata al tema del futuro del cibo, ambito in cui la Svizzera si distingue per un tessuto industriale dinamico e interdisciplinare. La collaborazione tra centri di ricerca, startup e grandi aziende favorisce infatti l’evoluzione di settori come le proteine alternative, la produzione alimentare sostenibile e l’agricoltura di precisione, sostenuti da un quadro normativo favorevole e da un accesso privilegiato a talenti altamente specializzati, anche in Italia.
Scenografia perfetta dell’evento, lo Swiss Corner di Milano, nato da un’idea di Swiss Chamber e progettato dallo studio Bearth & Deplazes Architekten, spazio simbolo del dialogo tra i due Paesi e oggi luogo di incontro per la cultura e la comunicazione.
Un percorso tra istituzioni, startup e grandi marchi del settore
Dopo l’accennato messaggio di benvenuto del Console Generale di Svizzera a Milano, Stefano Lazzarotto, la serata è entrata nel vivo con una serie di interventi dedicati all’innovazione nel settore agroalimentare.
A introdurre i lavori è stata Simone Wyss Fedele, CEO di Switzerland Global Enterprise (S-GE), l’organizzazione ufficiale della Confederazione per la promozione delle esportazioni e della piazza economica svizzera. S-GE sostiene dunque le aziende svizzere nelle loro attività internazionali e aiuta le imprese estere innovative a stabilirsi nel Paese, promuovendo la crescita di un’economia aperta, competitiva e orientata alla collaborazione globale.

Peroni e il malto al 100 per cento italiano raccontato da Virgilio Maretto
È poi intervenuto Virgilio Maretto, food innovation broker e CEO di pOsti, realtà che opera come ponte tra startup e industria, favorendo la diffusione di nuove tecnologie e modelli sostenibili nella filiera agroalimentare. Nella sua presentazione, l’imprenditore campano trapiantato a Roma ha sottolineato l’importanza di passare dalla tracciabilità della filiera alla costruzione di un vero ecosistema collaborativo, in cui tecnologia e precisione si incontrano per rendere accessibili soluzioni che oggi restano riservate a una piccola parte del mercato.
L’obiettivo è pertanto la democratizzazione dell’innovazione, riducendo tempi, costi e complessità attraverso un approccio sistemico che trova nella Svizzera un ponte naturale tra ricerca e applicazione industriale, e nell’Italia un terreno fertile per l’eccellenza produttiva.
Nell’occasione, è stato altresì presentato il progetto “Brewing Up a Blockchain Solution for Supply Chain Transparency”, dedicato alla tracciabilità del malto al 100 per cento Italiano di Birra Peroni. L’iniziativa, raccontata anche dalla MIT Sloan Management Review, unisce innovazione digitale e sostenibilità.
Attraverso una collaborazione con la startup agroalimentare pOsti e EY, Birra Peroni ha implementato una soluzione Blockchain per garantire la massima trasparenza lungo la filiera produttiva. Il sistema automatizza la raccolta e la registrazione dei dati, rendendoli accessibili e verificabili online.
La piattaforma, basata su Ethereum, combina tracciabilità, storytelling digitale e user experience avanzata. Il progetto pilota coinvolge sei aziende agricole italiane, pioniere nell’agricoltura di precisione. Grazie all’uso di immagini satellitari e dati meteo, gli agricoltori ottimizzano risorse e sostenibilità. Il risultato è un racconto autentico del territorio e della qualità italiana, garantito dalla tecnologia.

Da Barbara Vita il racconto della nascita fra i giovani dei Nesquik Biscotti
A seguire Barbara Vita, Head of Marketing Italy & Malta di Nestlé, gruppo multinazionale svizzero leader mondiale nel settore alimentare e delle bevande, la cui presenza ha portato il punto di vista di una realtà ormai consolidata.
L’esperta manager ha presentato la genesi dei Nesquik Biscotti, asseritamente nati per portare in tavola tutta l’energia e il buonumore della colazione italiana. Il progetto, sviluppato interamente in Italia, è frutto anche del lavoro dei giovani del gruppo Tribes di Nestlé, un team di ragazzi che collabora con il brand per reinterpretare la colazione in chiave moderna e positiva.
Dalla loro creatività è nato un biscotto friabile e gustoso, con l’inconfondibile sapore del cacao omonimo, realizzato con latte fresco integralmente italiano e cacao certificato Rainforest Alliance. Con il 50 per cento in meno di grassi saturi rispetto alla media dei frollini più venduti, i Nesquik Biscotti rappresentano un equilibrio perfetto tra tradizione e innovazione. Un omaggio alla colazione all’italiana e al sorriso con cui ogni famiglia sceglie di iniziare la giornata, ma soprattutto alla crasi fra le eccellenze di due Nazioni amiche.
La Tribes Community di Nestlé Italia è una rete interna di collaboratori esperti in metodologie Lean e innovazione. Promuove nuovi progetti, prodotti e servizi digitali, condividendo esperienze attraverso la web-serie Storie di innovazione. Collabora con partner esterni come Intesa Sanpaolo Innovation Center e sperimenta tecnologie avanzate, diventando un punto di riferimento per la cultura dell’innovazione e del miglioramento continuo in Nestlé Italia.

Van Berkel International: quando la tradizione e il design si incontrano
Nel segmento dedicato alle imprese, Francesco Jori, Managing Director di Van Berkel International, ha presentato l’evoluzione di un Marchio storico capace di fondere tradizione artigianale e innovazione tecnologica. Nato nel 1898 dall’intuizione dell’olandese Wilhelmus Van Berkel, che inventò la prima affettatrice meccanica al mondo, il brand ha trasformato la ricerca della “fetta perfetta” in un’icona del design.
Oggi Van Berkel International è un gruppo attivo in oltre 100 Paesi, con più di 160 dipendenti e un fatturato superiore ai 25 milioni di dollari. Con sede del design, del marketing e della gestione prodotto in Italia, rappresenta uno dei principali player europei nel settore delle attrezzature per la lavorazione e la conservazione degli alimenti, con una gamma che spazia dalle affettatrici ai coltelli, fino ai macchinari professionali per l’industria Ho.Re.Ca.
L’azienda continua a investire in materiali d’eccellenza, come dimostrano la ICON Collection, che fonde estetica e funzionalità in un’unica linea, e la Volano B114 Signature, edizione limitata realizzata in collaborazione con artisti contemporanei. Un equilibrio perfetto tra heritage e modernità, che conferma il ruolo di Berkel come ambasciatore del design europeo nel mondo del FoodTech.

Planted e la (fatalmente necessaria) rivoluzione delle proteine vegetali
Marta Residori, Marketing Manager di Planted, ha portato l’esperienza di una delle startup più dinamiche del FoodTech svizzero, impegnata a promuovere un cambio culturale verso le proteine vegetali. Planted, infatti, è più di un prodotto: è una mentalità, un modo nuovo di intendere l’alimentazione che punta a trasformare il modo in cui la carne viene percepita e consumata, ispirando una transizione dal consumo di proteine animali a quelle vegetali.
Attraverso un approccio basato su tecnologie proprietarie di estrusione e fermentazione e sull’impiego esclusivo di ingredienti naturali, Planted produce alternative alla carne con una consistenza e un gusto autentici, offrendo proteine sane e sostenibili senza rinunciare al piacere del cibo. Dopotutto, molti di noi amano ancora il sapore della carne, ma non più a ogni costo.
Oggi i consumatori sono sempre più informati e consapevoli dell’urgenza di proteggere l’ambiente e gli animali e proprio da questa sensibilità nasce una domanda crescente di proteine gustose, sostenibili e salutari. È su questo nuovo modo di intendere l’alimentazione che si fonda la visione di Planted, impegnata a ridurre “bite by bite” l’impatto ambientale dell’industria della carne, rendendo l’alimentazione plant-based accessibile anche ai consumatori più tradizionali.
Nella sede di Kemptthal, in Svizzera, Planted ha inaugurato la prima produzione trasparente di “carne vegetale” aperta al pubblico, dove oltre 65 professionisti lavorano tra ricerca scientifica, ingegneria e sviluppo prodotto. A giugno 2025 l’azienda ha ampliato la propria presenza con un nuovo stabilimento a Memmingen, in Germania, mentre l’Italia rappresenta oggi uno dei mercati chiave nella strategia di crescita del marchio.

Un ponte tra i due Paesi, tra modernizzazione e convivialità
Costruire connessioni tra Svizzera e Italia è oggi una priorità strategica, soprattutto in un ambito come quello agroalimentare. Il Foodtech Community Event ha pertanto messo nuovamente in evidenza come anche il cibo possa diventare un vero linguaggio comune, capace di unire tradizione e innovazione all’interno di un ecosistema transfrontaliero in continua evoluzione.
Dalla ricerca alle startup, dalle imprese alle istituzioni, il confronto tra i due Paesi conferma la volontà di collaborare per ridefinire il futuro del settore in chiave più responsabile e tecnologica.
Un evento dedicato al cibo non poteva che concludersi con il Networking Apero, accompagnato da una selezione di vini svizzeri e italiani e da un menu ispirato alle eccellenze gastronomiche dei due territori, momento informale di incontro e scambio tra i protagonisti dell’innovazione FoodTech.
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