Dalla visione imprenditoriale alla crescita in franchising, così la CEO di StoreFit rivoluziona l’allenamento con format brevi, dati e inclusione

(Foto: StoreFit)
Imprenditrice nel settore del fitness e fondatrice e CEO di StoreFit, classe 1996, Jasmine Haffadi porta nel proprio percorso professionale una storia personale segnata dall’incontro tra culture, territori e vissuti differenti. Nata a Casablanca e arrivata in Italia a Bologna all’età di nove anni, è un esempio concreto di integrazione e affermazione femminile oltre ogni pregiudizio, costruita attraverso studio, lavoro e determinazione. Di origini marocchine e cresciuta in Emilia-Romagna, oggi vive e lavora a Milano, città che rappresenta il principale snodo strategico per lo sviluppo del progetto StoreFit.
Specializzata nel retail e nella progettazione della customer experience, Haffadi affianca a queste competenze una passione dichiarata, da lei stessa definita
“quasi un’ossessione”,
per il franchising come modello di crescita scalabile e strutturata. A soli ventitré anni progetta e sviluppa un metodo innovativo di training, aprendo nel 2020 il primo centro fitness StoreFit. Un debutto imprenditoriale che coincide con uno dei periodi più complessi per il settore, ma che diventa anche il terreno su cui sperimentare nuove soluzioni.
È in questo contesto che nasce StoreFit Delivery, il fitness che arriva direttamente a casa o in azienda in circa venti minuti, ridefinendo il concetto stesso di servizio e superando i limiti fisici delle palestre tradizionali. Una risposta rapida, flessibile e orientata al risultato, che consente all’azienda non solo di resistere, ma di crescere in modo esponenziale.
Alla base del modello StoreFit c’è il metodo sviluppato da Haffadi e definito come
“cultura aziendale libera”,
un approccio che valorizza autonomia, responsabilità e relazione, sia all’interno del gruppo di lavoro sia nel rapporto con i clienti. Oggi StoreFit e Jasmine impiegano 120 persone fra dipendenti e consulenti e accompagnano nel proprio percorso di benessere oltre 45.000 clienti, confermandosi come un caso di innovazione applicata ai servizi, dove identità personale, visione imprenditoriale e organizzazione si integrano in una traiettoria di sviluppo solida e distintiva.
Può raccontarci come è nata l’idea di StoreFit e in che modo la sua esperienza personale ha influenzato il modello di business che avete sviluppato?
“StoreFit nasce da un’esigenza personale prima ancora che imprenditoriale. Ho vissuto sulla mia pelle che cosa significa non sentirsi a proprio agio nei contesti fitness tradizionali: tempi lunghi, ambienti impersonali, poca attenzione reale alla persona. Da lì è nata l’idea di creare un modello diverso, basato su allenamenti brevi, tecnologia avanzata e un’esperienza altamente personalizzata. La mia storia mi ha insegnato che le persone cercano soluzioni concrete, non promesse: StoreFit è stato costruito esattamente su questo principio”.
StoreFit si distingue per l’integrazione tra tecnologia EMS e customer experience. Quali sono, secondo lei, i principali driver di innovazione nel fitness oggi e nel prossimo futuro?
“L’innovazione nel fitness oggi non è solo tecnologica, ma esperienziale. L’ L’elettrostimolazione muscolare, spesso abbreviata in EMS, è una tecnica di elettrostimolazione passiva dei muscoli, ottenuta mediante un apposito dispositivo elettronico. È uno strumento potente, ma il vero valore nasce dall’integrazione tra tecnologia, metodo e relazione umana. Nel prossimo futuro vedremo sempre più modelli data-driven, personalizzazione spinta, monitoraggio dei risultati e format one-to-one. StoreFit investe proprio su questo equilibrio tra tecnologia e centralità della persona”.
Il modello franchising è centrale nella strategia di espansione di StoreFit. Quali sfide avete affrontato nel renderlo scalabile e quali soluzioni organizzative avete adottato?
“La principale sfida del franchising è trasformare un modello di successo locale in un sistema replicabile senza perdere identità. Per farlo abbiamo strutturato processi chiari, manuali operativi, KPI condivisi e un supporto costante agli affiliati. La scalabilità non è delega totale, ma accompagnamento continuo, formazione e controllo di gestione”.
La cultura aziendale viene spesso indicata come un elemento distintivo del vostro progetto. Come si traduce concretamente nei processi interni e nella gestione dei gruppi di lavoro?
“La cultura aziendale di StoreFit si traduce in responsabilità, meritocrazia e crescita reale delle persone. Ogni ruolo ha obiettivi chiari e percorsi di sviluppo definiti. Nei team promuoviamo autonomia, confronto diretto e orientamento ai risultati, evitando gerarchie rigide ma mantenendo standard elevati”.
Il suo percorso imprenditoriale è intrecciato anche a temi di inclusione e superamento dei pregiudizi. In che modo questi valori influenzano le scelte strategiche e il rapporto con clienti e partner?
“Aver affrontato pregiudizi e ostacoli personali mi ha resa molto attenta al valore delle persone, al di là delle etichette. Questo si riflette in scelte inclusive, basate su competenza, impegno e valori condivisi. Con clienti e partner puntiamo a relazioni trasparenti e di lungo periodo, fondate sulla fiducia reciproca”.
Quali indicatori ritenete più rilevanti per misurare il successo di un centro affiliato e garantire standard qualitativi omogenei nella rete?
“I principali indicatori sono fatturato, tasso di conversione, retention dei clienti, qualità dell’esperienza e rispetto dei protocolli operativi. Monitoriamo costantemente i dati per intervenire tempestivamente e garantire uno standard omogeneo in tutta la rete”.
Nel contesto post-pandemico, quali cambiamenti strutturali osserva nella domanda di servizi fitness e come StoreFit sta rispondendo a queste trasformazioni?
“Nel post-pandemia è aumentata la richiesta di servizi personalizzati, sicuri e orientati al benessere globale. Le persone vogliono risultati, ma anche tempo e qualità. StoreFit risponde con format one-to-one, ambienti controllati e percorsi su misura”.
Come bilancia le esigenze di una crescita rapida, in Italia e all’estero, con il mantenimento di un’elevata qualità del servizio e dell’esperienza utente?
“La crescita rapida richiede metodo. Ogni nuova apertura è supportata da analisi di mercato, formazione iniziale e affiancamento operativo. La qualità non è negoziabile: preferiamo crescere in modo strutturato piuttosto che accelerare senza controllo”.
In qualità di imprenditrice e madre, quali riflessioni può condividere sul rapporto tra vita professionale e personale e sul ruolo della leadership femminile nell’ecosistema dell’innovazione?
“Essere imprenditrice e madre richiede equilibrio, ma anche grande disciplina. Credo che la leadership femminile porti una visione più completa, capace di unire performance e umanità. Non si tratta di fare tutto, ma di fare le cose giuste, con consapevolezza”.
Guardando ai prossimi cinque anni, quali sono le principali direttrici di sviluppo di StoreFit in termini di innovazione, tecnologia e presenza geografica?
“Nei prossimi cinque anni StoreFit punterà su innovazione tecnologica, digitalizzazione dei processi, formazione avanzata e sviluppo internazionale. L’obiettivo è consolidare il brand come riferimento nel fast fitness premium, mantenendo coerenza e qualità”.
EMS, persone e metodo: il fitness innovativo secondo StoreFit
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(Foto: StoreFit)












