Il manager EPFL spiega come Losanna attui un ecosistema collaborativo capace di integrare al meglio tecnologia, salute, formazione e industria

(Foto: Alain Herzog/EPFL)
Il noto manager svizzero Pascal Vuilliomenet sostiene con convinzione l’eccezionale ecosistema sportivo di Losanna, spesso indicato come la “Silicon Valley dello Sport”, promuovendone lo sviluppo attraverso il rafforzamento delle relazioni tra ricerca scientifica, organizzazioni sportive, imprese e istituzioni pubbliche.
L’impegno costante e la dedizione dimostrata all’interno dell’EPFL gli sono valsi nel 2023 l’Outstanding Commitment Award della Scuola. I colleghi ne apprezzano in particolare la capacità di superare le barriere tra settori e la sua predisposizione a “sporcarsi le mani” per tradurre la ricerca in applicazioni concrete.
“Direi che questa descrizione mi rappresenta pienamente”,
afferma, definendosi anche un vero e proprio “costruttore di ponti”.
Dopo aver conseguito il diploma di ingegneria a Yverdon-les-Bains, Vuilliomenet ha assunto il ruolo di strategic project manager presso il Politecnico Federale di Losanna. È alla guida dei Discovery Learning Labs e dell’iniziativa Sportech, un programma articolato che punta a costruire una rete sportiva in grado di stimolare l’innovazione tecnologica con benefici estesi alla società.
Entrato all’EPFL oltre vent’anni fa nel Laboratorio di Materiali Compositi, Pascal ha presto preso parte a grandi progetti interdisciplinari come Alinghi, Hydroptère e Solar Impulse. Per lui lo sport rappresenta un banco di prova ideale, dove si incontrano prestazione, innovazione e lavoro di squadra, ma anche dinamiche economiche e di politica pubblica. In questo scenario, il Politecnico Federale di Losanna svolge un ruolo chiave di coordinamento e integrazione.
“Anche se nessuno dei nostri laboratori ha la parola “sport” nel nome, quasi 50 di essi operano su temi direttamente collegati allo sport”,
sottolinea. Pascal Vuilliomenet, strategic project manager all’EPFL, si è concesso per una lunga ed esaustiva intervista a Gregory Wicky.
Perché ha scelto lo sport come pilastro del suo lavoro presso il Politecnico Federale di Losanna?
“Lo sport offre straordinarie opportunità di sperimentazione. Vengono subito in mente gli atleti di alto livello, professionisti che danno tutto e spingono costantemente i propri limiti per guadagnare una frazione di secondo. Sono sempre disposti a provare le tecnologie più recenti, il che li rende incredibili motori di innovazione. Ma le innovazioni sportive non sono pensate soltanto per pochi fortunati. Credo che tutti possano beneficiarne per il miglioramento personale: ad esempio, un anziano che riesce a continuare a vivere in autonomia o una persona con disabilità che recupera mobilità. Per questo la nostra iniziativa Sportech mira a includere tutti i segmenti della società, dagli atleti d’élite alla persona comune. Inoltre, la tecnologia sviluppata per lo sport di alto livello spesso trova applicazioni in altri settori”.
Può fare un esempio concreto?
“Un esempio sono gli hydrofoil, le strutture alari sotto una barca che la sollevano dall’acqua ad alta velocità. Abbiamo sviluppato modelli ad alte prestazioni per l’Hydroptère, e questi modelli hanno avuto grande diffusione dopo essere stati utilizzati per le barche dell’America’s Cup. Oggi anche alcune navi passeggeri sono dotate di hydrofoil, che riducono significativamente il consumo di carburante. Qualcosa di simile accade con la Formula 1, quando nuove tecnologie testate in pista vengono poi applicate alle auto di serie”.
Lei afferma spesso che, quando si parla di sport, Losanna dispone di un ecosistema unico al mondo.
“Sì. Il nostro ecosistema è estremamente dinamico e concentrato in un’area geografica ridotta. Le multinazionali con cui mi confronto mi dicono spesso di avere già relazioni con altre università, come il MIT o l’École Polytechnique in Francia. Ma a Losanna possono lavorare con esperti in sanità, design, scienze dello sport, materiali compositi e molto altro, sfruttare infrastrutture d’avanguardia come la Vaudoise Aréna, interagire direttamente con federazioni sportive nazionali e internazionali e con il Comitato Olimpico Internazionale, oltre a beneficiare di una rete densa di startup, il tutto nel raggio di 40 chilometri. È allora che comprendono quanto la nostra regione abbia davvero qualcosa di unico. E se si aggiungono realtà come la Lausanne Olympic Capital Foundation e ThinkSport, diventa evidente che Losanna possiede tutte le caratteristiche per essere la ‘Silicon Valley dello sport’…”.
Come incoraggiate queste diverse organizzazioni a collaborare?
“È una sfida importante. Per natura tendiamo a lavorare in compartimenti stagni, concentrati sui nostri obiettivi e sui vincoli, anche finanziari e politici. Tuttavia, i ricercatori universitari hanno maggiore libertà per investire tempo ed energie in partnership di questo tipo. Gli eventi sportivi, con le loro scadenze definite, aiutano a unire gli attori intorno a un obiettivo comune e a rendere più efficace il lavoro congiunto. Manifestazioni come Athletissima o la Lausanne 20K sono occasioni ideali per testare e migliorare le tecnologie anno dopo anno. Eventi di maggiore portata, come i Giochi Olimpici Giovanili Invernali 2020, hanno rappresentato eccellenti catalizzatori per far collaborare ricercatori, startup e istituzioni pubbliche”.
Può raccontarci una partnership particolarmente riuscita?
“La collaborazione con la Vaudoise Aréna è un esempio significativo. Già prima della sua costruzione discutevamo con i promotori su come potesse diventare un polo di innovazione. In seguito, abbiamo avviato un progetto con il Lausanne Hockey Club, la startup Dartfish e il professor Alexandre Alahi dell’EPFL, per studiare i movimenti dei giocatori sul ghiaccio. Questo progetto ha unito una startup impegnata nello sviluppo di un nuovo prodotto, un laboratorio di ricerca che ne migliorava le prestazioni e un club sportivo che forniva feedback preziosi. Più recentemente, Bearmind ha sviluppato un casco intelligente per prevenire i traumi cerebrali. È esattamente questo il nostro obiettivo: trasformare le infrastrutture sportive in laboratori aperti di sperimentazione e collaborazione”.
Sembra che si tratti di percorsi a lungo termine.
“Un ecosistema come quello di Losanna richiede anni per consolidarsi, spesso un intero decennio. Mettere insieme discipline diverse significa creare meccanismi che rendano la collaborazione vantaggiosa per tutti, sostenuta da un modello di business solido, cosa tutt’altro che semplice”.
Lo sport è anche un importante motore economico.
“Il mercato sportivo svizzero è molto rilevante. Ha generato startup come Bearmind, Senbiosys, OptiZone e Performance Mouthguard, oltre a marchi affermati come Nidecker, Stöckli, Pomoca, Mammut e On. Le università formano gli ingegneri che sosterranno questo settore. Le federazioni sportive internazionali, molte con sede a Losanna, mostrano grande interesse nel collaborare con le startup locali, alimentando così un circolo virtuoso che dobbiamo continuare a rafforzare”.
Questo circolo virtuoso tocca anche questioni sociali più ampie?
“Sì, in particolare la salute pubblica. Le malattie non trasmissibili come diabete e cancro incidono fortemente sulla spesa sanitaria, ma sappiamo che attività fisica e alimentazione sana possono prevenirle. Tuttavia, molte iniziative si rivolgono solo a chi è già attivo. Per questo lavoriamo a soluzioni più inclusive, come le applicazioni di mappatura interattiva sviluppate da Stéphane Joost per incentivare cammino e corsa nelle aree urbane, o i progetti con la Città di Losanna per trasformare il sito di Beaulieu in un centro sportivo e sanitario aperto a tutti”.
L’educazione fa parte del vostro approccio?
“Assolutamente sì, ed è un aspetto spesso sottovalutato. Abbiamo sfruttato grandi eventi sportivi per creare materiali didattici che spiegassero la matematica e la fisica alla base dello sport e della tecnologia, integrandoli nei programmi scolastici. Collegare concetti astratti, come la teoria degli insiemi, a esempi concreti come la progettazione di aerei solari rende l’apprendimento più coinvolgente e significativo. Abbiamo anche organizzato incontri tra studenti e atleti per dare valore a quanto studiato e trasmettere messaggi importanti, come quelli legati alla salute”.
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