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Liberia, il villaggio digitale che rigenera comunità rurali

A Gbarnga dai campi alla connettività: come l’agro-tech sta cambiando il volto delle aree marginali africane, tra inclusione e nuove opportunità

Liberia: l’innovazione digitale entra nel settore agricolo e sociale con nuovi strumenti, piattaforme e centri di formazione che mirano a ridurre il divario tecnologico e a sostenere giovani, donne e famiglie in contesti fragili e remoti
Partecipanti riuniti a Gbarnga, nella contea di Bong, per il workshop promosso da FAO, UNDP e ILO sull’adozione di soluzioni digitali nelle aree rurali liberiane: Un confronto a più voci tra istituzioni, tecnologi e comunità locali per costruire insieme un modello di “villaggio intelligente”

In un Paese dove il 70 per cento della popolazione vive di agricoltura di sussistenza, la rivoluzione digitale potrebbe sembrare un miraggio. Eppure, nel cuore selvaggio della Liberia, un progetto pilota sta dimostrando che tecnologia e sviluppo rurale non sono antitetici. Anzi: l’accesso alla trasformazione digitale sta diventando la leva per garantire sicurezza alimentare, servizi essenziali e lavoro dignitoso.

Dai campi alla rete: la sfida dell’agricoltura 4.0

A Gbarnga, capoluogo della contea di Bong, a tre ore dalla capitale Monrovia, si è tenuto dall’11 al 13 luglio 2023 un workshop cruciale per il futuro delle comunità rurali liberiane.

Organizzato da FAO, ILO, UNDP e da altre agenzie ONU, l’evento ha riunito istituzioni, aziende tech e rappresentanti delle comunità per discutere un modello replicabile: quello degli “Smart Villages”, villaggi intelligenti dove il digitale abilita servizi prima inaccessibili.

“Il progetto sfrutta partnership strategiche con attori del settore ICT per garantire accesso equo a servizi essenziali e opportunità economiche”,

spiega Octavius T. Quarbo, Assistant FAO Representative in Liberia. L’obiettivo? Trasformare le aree più fragili in hub di innovazione, riducendo povertà e disuguaglianze.

Liberia: stakeholder pubblici e privati collaborano per sviluppare soluzioni digitali che migliorino la sicurezza alimentare, l’accesso ai servizi e la resilienza delle comunità contadine di fronte alle sfide economiche e climatiche
Una giovane donna protagonista di una sessione formativa su servizi sociali digitali a uso comunitario: l’uso dell’ICT nei programmi di protezione sociale è al centro di un piano congiunto ONU-Governo per migliorare l’accesso a risorse essenziali nelle aree più fragili del Paese

Storie di successo: da Niger e Pakistan alla Liberia

Durante i lavori, sono stati presentati casi virtuosi dal Niger e dal Pakistan, dove l’adozione di tecnologie low-cost ha migliorato l’accesso a credito, formazione e mercati.
In Niger, ad esempio, piattaforme mobile hanno consentito a migliaia di agricoltori di ricevere allerte meteo e consigli agronomici via SMS. In Pakistan, invece, centri digitali rurali hanno facilitato l’accesso all’e-learning e alla telemedicina.

“La chiave è coinvolgere donne e giovani, allinearsi alle priorità locali e garantire una connettività accessibile”,

sottolinea Ken Lohento, esperto FAO di agricoltura digitale.

Un approccio che in Liberia sta già dando i primi frutti: in tre contee (Bong, Lofa e Nimba), 3.000 giovani capofamiglia, metà dei quali donne, stanno testando soluzioni come app per l’agro-business e corsi di formazione online.

La sfida della connettività: pubblico e privato in campo

Se l’idea è vincente, la sua realizzazione dipende da un fattore critico: la copertura internet. In Liberia, soltanto il 26 per cento della popolazione rurale ha accesso alla rete, contro il 76 per cento delle aree urbane.
Per colmare il gap, il progetto coinvolge operatori come Orange Liberia e MTN, insieme al Governo, per espandere l’infrastruttura digitale.

“Servono politiche pubbliche coraggiose e investimenti mirati”,

ammette un funzionario del Ministero delle Telecomunicazioni.
Ma i segnali sono incoraggianti: nel 2024, il Paese ha lanciato un piano per portare la banda larga nel 60 per cento delle zone rurali entro il 2026.

Liberia: stakeholder pubblici e privati collaborano per sviluppare soluzioni digitali che migliorino la sicurezza alimentare, l’accesso ai servizi e la resilienza delle comunità contadine di fronte alle sfide economiche e climatiche
Un gruppo di stakeholder africani discute l’applicazione del modello Smart Villages, promosso dalla Digital Villages Initiative della FAO: anche la Liberia è parte attiva di questa rete, che mira a unire innovazione tecnologica e sviluppo rurale con un approccio inclusivo e sostenibile

La prossima fermata: scalare il modello liberiano

Il workshop di Gbarnga non è stato soltanto un momento di formazione, ma un’occasione per stringere alleanze.

“Ora dobbiamo tradurre le discussioni in azioni concrete”,

dichiara una rappresentante di UN Women.

Nei prossimi mesi, verranno lanciati centri digitali comunitari, dove agricoltori potranno accedere a previsioni meteo, mercati online e servizi finanziari.
Se il modello funzionerà, la Liberia potrebbe diventare un caso studio per l’Africa subsahariana, dimostrando che la trasformazione digitale non è un privilegio delle megalopoli, ma uno strumento di riscatto per chi vive ai margini.

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