Esperti e innovatori si sono confrontati su blockchain, NFT, AI e DePIN per tracciare nuove rotte dell’economia e della trasformazione tecnologica

Lugano ha ospitato, lo scorso 11 giugno, la terza edizione del MetaForum, una giornata densa di riflessioni, confronti e visioni prospettiche sull’evoluzione dell’ecosistema blockchain, delle criptovalute e delle tecnologie emergenti. Organizzato da FinLantern in sinergia con The Cryptonomist, l’evento ha raccolto all’Hotel De La Paix una platea internazionale di esperti, investitori, accademici e pionieri digitali, dando vita a un’agorà contemporanea in cui la tecnica ha incontrato l’etica, la finanza ha dialogato con l’arte e l’innovazione si è fatta veicolo di trasformazione sociale.
Il MetaForum 2025 torna dunque a imporsi come un appuntamento imprescindibile per chiunque voglia comprendere le traiettorie più avanzate dell’economia digitale, in un momento storico in cui i confini tra fisico e virtuale si fanno sempre più labili. Con un programma articolato in panel, dibattiti, interventi accademici e momenti di networking, la giornata ha affrontato con rigore e lucidità i nodi più urgenti dell’attuale panorama tecnologico: dalla tokenizzazione degli asset all’intelligenza artificiale, dalla sicurezza dei wallet digitali alla finanza decentralizzata (DeFi), passando per la rivoluzione estetica degli NFT e le ambizioni democratiche del DePIN (Decentralized Physical Infrastructure Networks).
Sotto la moderazione di Maggie Rokkum-Testi (Freya Solutions), la conferenza ha scandito un ritmo serrato e stimolante, favorendo un confronto vivo tra esperienze e visioni spesso divergenti ma accomunate da un intento comune: comprendere e governare il cambiamento. L’evento ha confermato, inoltre, il ruolo crescente del Canton Ticino come laboratorio privilegiato per la sperimentazione di soluzioni tecnologiche avanzate, complice l’impegno di realtà istituzionali e private che puntano a rafforzare la vocazione del territorio verso l’innovazione digitale e il mondo blockchain.
Il cuore pulsante del dibattito tra blockchain, DeFi e regolamentazione
Il MetaForum ha saputo valorizzare le intersezioni più complesse tra innovazione tecnologica e struttura normativa, offrendo spunti significativi per chi si muove nel solco dell’adozione istituzionale delle tecnologie decentralizzate. Particolarmente denso l’intervento di Alireza Siadat (1inch), che ha delineato con precisione le sfide e le opportunità legate al regolamento MiCA, sottolineando come l’autoregolamentazione in ambito DeFi possa rappresentare una leva strategica per conquistare la fiducia degli attori tradizionali.
Non meno incisiva la riflessione proposta dal panel accademico targato SUPSI, che ha posto l’accento sull’importanza della fiducia nelle dinamiche di cooperazione tra controparti all’interno di ecosistemi decentralizzati. Tra KYC, sicurezza e relazioni peer-to-peer, il dialogo ha messo in luce il ruolo della blockchain nella costruzione di nuove architetture relazionali, capaci di superare le fragilità delle forme classiche di intermediazione.
Altro momento di alto profilo è stato l’intervento provocatorio intitolato “AI is eating Blockchain for breakfast”, che ha visto protagonisti Matteo Arnaboldi, Laura Mazza, Fabio Rotella e Francesco Antonio Russo. Il panel ha esplorato con toni audaci il rapporto tra intelligenza artificiale e blockchain, mettendo in discussione non solo gerarchie tecnologiche, ma anche paradigmi consolidati.
Un’attenzione particolare è stata dedicata al tema della sicurezza, con la presentazione da parte di Viktor Pettersson di HEIM Security Agent, innovativa soluzione wallet-native che promette una protezione avanzata senza sacrificare l’usabilità. Altrettanto rilevante, in ottica ESG, il contributo di Artyom Harutyunyans (Fedrok) sulla tokenizzazione dei crediti di carbonio, tentativo pionieristico di regolamentare e rendere trasparente un mercato ancora frammentato.

Bitcoin tra mito e realtà: le riflessioni su un asset tuttora controverso
Tra gli argomenti più discussi dell’ultimo decennio troviamo il Bitcoin, al centro di un ampio dibattito che ne ha interrogato lo statuto: bene rifugio o strumento speculativo? Il panel moderato da Riccardo Esposito ha riunito voci autorevoli come Ferdinando Ametrano, Lars Schlichting e Alessandro Piccolella, per analizzare il ruolo di BTC alla luce dei recenti sconvolgimenti macroeconomici.
Se da un lato si è discusso del crescente interesse verso Bitcoin come possibile strumento di diversificazione del portafogli – anche alla luce delle indicazioni della CFA Institute Research Foundation, che suggerisce un’allocazione fino al 4 per cento per ottimizzare rischio e rendimento – dall’altro sono stati evidenziati ostacoli ancora presenti, legati alla volatilità del mercato e alla complessità normativa e fiscale, che ne limitano l’integrazione su larga scala all’interno del sistema finanziario tradizionale.
Ferdinando Ametrano, in un successivo intervento, ha ribadito come Bitcoin sia stato l’asset più performante degli ultimi anni, con rendimenti superiori a quelli di titoli come Amazon o Tesla, ma ha anche sottolineato l’importanza di strategie conservative e di una consapevolezza informata nelle scelte di investimento.
In chiusura, David Princay (Binance) ha preso la parola con un intervento dedicato alle tendenze del 2025 nel settore crypto, illustrando i punti salienti del suo approccio al tema “How to take advantage of 2025 trends”, lasciando al pubblico elementi di riflessione in un contesto in continua evoluzione.
NFT e arte digitale: la poetica dell’ibridazione con Amelia Tomasicchio
Tra i momenti più significativi, spicca il panel moderato da Amelia Tomasicchio, direttrice di The Cryptonomist, che ha trasformato il dibattito sugli NFT in un’indagine culturale sull’evoluzione dell’arte nell’era digitale. In dialogo con artisti come Andrea Crespi, Matteo Mauro, Carlo Borloni e Gianluigi Ballarani, l’incontro ha indagato come gli strumenti tecnologici non rappresentino un fine in sé, bensì un mezzo per esplorare nuovi linguaggi visivi e concettuali. L’NFT, in questo senso, diventa espressione di una creatività che si muove tra codice, estetica e identità.
Nel corso dell’incontro è affiorata una visione stratificata dell’arte digitale: non più semplice sperimentazione, ma costruzione di percorsi espressivi coerenti, in cui l’opera vive su più piani – materiale, virtuale, narrativo – e trova nella blockchain uno strumento di certificazione, archiviazione e diffusione. L’artista Matteo Mauro ha sintetizzato il nodo estetico del dibattito affermando che “la tecnologia è solo un mezzo, è la poetica a fare l’opera“.
Il panel ha inoltre evidenziato come il collezionismo digitale stia assumendo un ruolo sempre più rilevante nel panorama culturale contemporaneo. Non si tratta di un fenomeno passeggero, ma di una trasformazione che ridefinisce il concetto stesso di autenticità e proprietà. In questo nuovo paradigma, l’unicità di un’opera non risiede più nel supporto fisico, ma nella tracciabilità, nella relazione tra autore e fruitore e nella possibilità di attribuire valore a file digitali attraverso reti distribuite.

DePIN e futuro del lavoro: la nuova frontiera della remunerazione digitale
A concludere il MetaForum 2025 è stato l’intervento di Michele Ficara Manganelli (Swiss Blockchain Consortium), dal titolo “Rivoluzione DePIN: saremo tutti nodi e saremo pagati!”. Il relatore ha parlato di una nuova era della remunerazione passiva digitale, in cui la blockchain si afferma come veicolo finanziario. Durante il suo intervento ha presentato alcuni casi di eccellenza nel settore delle infrastrutture fisiche decentralizzate (DePIN).
Il modello, che richiama l’economia della condivisione ma la radicalizza in senso tecnologico, disegna uno scenario in cui nodi, dati e interazioni diventano asset produttivi. Il principio è tanto semplice quanto dirompente: partecipare a una rete equivale a generare valore e il valore va redistribuito. Un paradigma che, se portato a compimento, potrebbe rivoluzionare non solo il concetto di lavoro, ma quello stesso di identità economica, aprendo a forme inedite di inclusione, equità e sostenibilità digitale.
Con il MetaForum 2025, Lugano non ha solo ospitato un evento: ha ribadito la propria centralità nel dibattito globale sull’innovazione, dimostrandosi ancora una volta terreno fertile per idee che aspirano a trasformare il presente.
La prima edizione del MetaForum presso il museo LAC di Lugano
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