L’isola del Pacifico vende cittadinanze per finanziare l’innovativo trasferimento della popolazione a causa dei cambiamenti climatici

Nauru, il piccolo Stato insulare dell’Oceano Pacifico, ha deciso di adottare una misura senza precedenti per affrontare l’emergenza climatica: vendere la propria cittadinanza. Con un programma di “passaporti d’oro” da 105.000 dollari ciascuno, il Governo spera di raccogliere fondi necessari per trasferire la popolazione verso aree più sicure, minacciata dall’innalzamento del livello del mare. Una mossa audace, ma che solleva non poche polemiche.
Un Paese subito in prima linea contro il “climate change”
Con appena 21 chilometri quadrati di superficie e 13.000 abitanti, Nauru è uno degli Stati più piccoli e al tempo stesso vulnerabili al mondo. Situata nel Pacifico meridionale, l’isola è stata per decenni un simbolo di ricchezza grazie ai suoi giacimenti di fosfati, oggi però esauriti. Oltre l’80 per cento del territorio è stato reso inabitabile dalle attività minerarie, e ciò che resta è minacciato dall’avanzata delle acque.
Secondo gli scienziati, il livello del mare intorno a Nauru sta salendo 1,5 volte più velocemente rispetto alla media globale. Una crisi che ha spinto il presidente David Adeang a dichiarare:
“Per Nauru non si tratta soltanto di adattarsi al cambiamento climatico, ma di garantire un futuro sostenibile e prospero per le generazioni a venire”.

A.A.A. Nazionalità vendonsi: una scommessa innovativa
Il programma di cittadinanza per investimento, gestito da Edward Clark, responsabile del nuovo “Economic and Climate Resilience Citizenship Program”, mira a raccogliere 5,7 milioni di dollari nel primo anno, con l’obiettivo di arrivare a 43 milioni di dollari annui. Una cifra che rappresenterebbe quasi il 20 per cento delle entrate governative.
“I finanziamenti climatici esistenti non sono sufficienti”,
ha spiegato.
“Questo programma non è soltanto un modo per acquisire un passaporto, ma per unirsi a una comunità che cerca soluzioni pionieristiche alle sfide globali”.
Tuttavia, il progetto non è esente da critiche. Henrietta McNeill, esperta di affari del Pacifico presso l’Australian National University, avverte:
“Questi schemi possono essere sfruttati da criminali per eludere le forze dell’ordine o riciclare denaro”.
Un precedente tentativo di Nauru di vendere passaporti, nel 2003, si concluse con la concessione della cittadinanza a membri di al-Qaida.

Una soluzione pionieristica oppure un rischio calcolato?
Nonostante i timori, Nauru insiste sulla rigorosità delle procedure di due diligence.
“Accetteremo soltanto investitori affidabili”,
ha assicurato Edwark Clark. Il passaporto di Nauru offre l’accesso senza visto a 89 Paesi, tra cui Regno Unito, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong, rendendolo attraente per molti.
Ma la posta in gioco è alta. Il costo della prima fase del trasferimento della popolazione verso le alture interne è stimato in oltre 60 milioni di dollari. Con il 90 per cento degli abitanti costretti a spostarsi, il Governo non ha alternative: deve innovare o soccombere.

Il futuro della Repubblica di Nauru e delle isole vulnerabili
Nauru non è l’unica Nazione del Pacifico a ricorrere a schemi di cittadinanza per investimento. Vanuatu, Samoa e Tonga hanno già sperimentato programmi simili, sebbene su scala minore. Tuttavia, il caso di Nauru rappresenta un esempio emblematico di come i Paesi più colpiti dai cambiamenti climatici stiano cercando soluzioni creative per sopravvivere.
“I paesi vulnerabili al clima hanno sia il bisogno che il diritto di prosperare”,
ha sottolineato Edward Clark. Una dichiarazione che risuona come un appello alla comunità internazionale: l’innovazione non è più un lusso, ma una necessità per chi vive in prima linea nella crisi climatica.

La sfida globale di una coraggiosa ex colonia germanica
Indipendente dal 1968, Nauru è considerata la repubblica più piccola del mondo, sia per abitanti, sia per superficie, in quanto gli Stati più minuti (la Città del Vaticano e il Principato di Monaco) non hanno istituzioni repubblicane.
È altresì il più piccolo Paese non europeo in termini di superficie, benché abbia fatto parte della colonia della Nuova Guinea Tedesca dal 1888 fino al 1919, ed è privo di una città capitale in senso stretto, anche se in genere si tende a identificarla con Yaren, che è il distretto maggiormente popolato, nonché la sede del Governo.
Nauru sta scrivendo un nuovo capitolo nella storia dell’adattamento climatico, ma la sua soluzione solleva domande etiche e pratiche. Mentre il mondo osserva, l’isola del Pacifico dimostra che, di fronte a una crisi esistenziale, anche le misure più controverse possono diventare necessarie. La domanda è: il mondo sarà pronto a sostenerla, o lascerà che Nauru affondi, letteralmente, nel silenzio?
La presentazione del programma Economic and Climate Resilience Citizenship di Nauru
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